lunedì 20 dicembre 2010

Buon Natale in tutte le lingue del mondo!

Ho ricevuto questi auguri multilingue dalla gentilissima Graziella e li passo di tutto cuore a tutti coloro che, da tutto il mondo, giungono su questo blog.
I wish you a Merry Christmas!

sabato 18 dicembre 2010

Schema punto croce in regalo


La gentilissima Pinta regala questo schema molto carino da ricamare a punto croce. Raffigura tre porte in tre diverse stagioni. La quarta porta, quella mancante che rappresenta l'inverno, sarà inviata a tutte coloro che aderiscono all'invito e le faranno in cambio un po' di pubblicità.
Che aspettate? Visitate il bellissimo blog di Pinta e approfittate per prelevare lo schema su questo post!

lunedì 13 dicembre 2010

A Santa Lucia si mangia...la cuccìa!



Oggi è Santa Lucia che, insieme a Santa Rosalia e a Sant'Agata, suscita da secoli tanta devozione in Sicilia. Nella mia terra, rispettivamente a Siracusa, Palermo e Catania, le tre grandi Sante hanno avuto i natali, ma Santa Lucia è delle tre la più conosciuta e amata in Italia e all'estero. Basti pensare alla famosa processione che in suo onore si fa in Svezia, con tanto di fanciulle biancovestite con una corona di candele accese sulla testa. Come facciano quelle candele a rimanere accese nel vento gelido svedese non lo capirò mai.
Per i bimbi del nord d'Italia, soprattutto in Lombardia, oggi è invece l' occasione per ricevere regali pre-natalizi.
Qui in Sicilia la festa della Santa protettrice della vista si caratterizza per le particolari tradizioni culinarie. Lo chiamiamo comunemente "Digiuno di Santa Lucia", ma in realtà non si digiuna per niente. Anzi si mangiano delle vere leccornie come la "cuccìa" (notare l'accento che ho volutamente segnato. La parola infatti si pronuncia diversamente dalla cuccia=casetta per cani), gli arancini, cioè i supplì di riso ripieni di ragù con piselli o di besciamella-prosciutto-mozzarella, le panelle, cioè le frittelle di farina di ceci, tipico cibo di strada dei paesi del palermitano. La sera poi non può mancare la zuppa di ceci.
Tutto il ben di Dio che ho elencato non si mangia solo a Santa Lucia. Gli arancini, il panino con le panelle e anche la zuppa di ceci si gustano tutto l'anno, ma la cuccìa no. E' un piatto tipico di questa nostra festa.

La cuccìa non è altro che il grano cotto . Viene preparato in ricordo di un miracolo attribuito alla Santa siracusana, mentre per tutto il giorno, per devozione, non si mangia nulla che sia fatto con la farina di grano, quindi niente pane, pasta, biscotti, ecc...

Il grano viene messo a bagno in acqua fredda il giorno prima e poi si fa bollire a lungo, con foglie d'alloro, anche tre ore se non si usa la pentola a pressione, finché i chicchi non sono teneri.
Poi viene servito sgocciolato e mescolato con crema di latte, semplice o al cacao, oppure con crema di ricotta, la stessa del ripieno dei famosi cannoli, per intenderci.
Qualcuno però preferisce mangiare la cuccìa nella zuppa insieme ai ceci, anche questi messi a bagno il giorno prima e cotti per ore e ore con cipolla, sedano e filetti di pomodoro pelato.
Per tradizione chi cucina la cuccìa ne dona sempre un po' ai vicini di casa o ai parenti.

A me quest'anno, come quasi sempre accade, l'ha regalata mia madre, insieme ad una buonissima zuppa di ceci che questa sera a cena ha riscaldato la mia famiglia, condita con un filo d'olio extravergine d'oliva (frutto della mia faticosa raccolta!) e un po' di peperoncino piccante in polvere.



Quella che vedete nella prima foto è invece la cuccìa con la crema di ricotta che ho preparato oggi pomeriggio, dopo tre lunghe ore di riunioni a scuola.
Ho messo poco zucchero (in genere se ne mette circa un terzo del peso della ricotta, io ne metto meno per la maledetta dieta) nella ricotta di pecora ben scolata, mescolando per bene. Poi ho passato la crema al setaccio fine. Questo è un passaggio obbligato per ottenere una crema vellutata, senza l'ombra di un grumo. Infine ho aggiunto del cioccolato fondente tritato. Non ho usato i canditi tagliati a pezzetti piccolissimi, ma in genere si aggiungono. Di solito è immancabile almeno un po' di zuccata a piccolissimi cubetti, cioè la zucca bianca candita che avrete sicuramente visto come decorazione della cassata siciliana.
Ho messo nella ciotola della crema la cuccìa bollita che mi ha preparato la mamma , dopo averla fatta sgocciolare a lungo in un colapasta, e ho amalgamato bene. Ho disposto il tutto nel piatto da portata e ho completato con cioccolato tritato e cannella in polvere.


Notare la ciotola very very vintage in cui ho servito la cuccìa. Fa parte di un antico servizio da macedonia che è un vero e proprio cimelio di famiglia. Miracolosamente integro nonostante la veneranda età.
Che ci volete fare, ogni tanto mi piace tirar fuori qualche ricordo delle nonne o delle bisnonne. Sono piccole, povere cose, nulla di prezioso in verità, che però sono state conservate con cura e che mi fanno sentire ancora vicine quelle figure dolci ,preziose, loro sì, che hanno lasciato un segno indelebile dentro di me. Oggi per esempio mi è capitato di pensare alla mia nonna materna che ho perduto quando avevo solo sette anni e che per Santa Lucia comprava sempre i fichi secchi e le noci. Poi sgusciava le noci e metteva mezzo gheriglio all'interno del fico secco chiudendolo a mo' di sandwich. Quanto mi piacevano! Eravamo felici con poco noi bambini di una volta. Oggi i miei figli farebbero una smorfiaccia al solo sentirli nominare i fichi secchi. Ah ah!

domenica 12 dicembre 2010

L'atmosfera natalizia

Il tempo di Natale è il più bello dell'anno liturgico cristiano e l'atmosfera natalizia è suggestiva e scalda il cuore. Anno dopo anno però mi accorgo che si inizia sempre più presto ad addobbare strade, vetrine, negozi. Si cominciano a vedere pubblicità a tema natalizio in tv e sui giornali a partire da ottobre. Per non parlare di panettoni e pandori di tutte le marche esposti in bella mostra nei supermercati quando, almeno nella mia Sicilia, ancora il termometro segna 30°.
Trovo che sia un'esagerazione. Tutto ciò fa perdere di vista il vero significato del Natale e io, per reazione, quest'anno quasi non avevo voglia di addobbare la casa.
Meno male che la festa dell'Immacolata, particolarmente sentita nella mia cittadina, mi fa finalmente entrare nello spirito giusto.
Ed ecco che la mia casa si è vestita a festa anche quest'anno. Ci son voluti alcuni giorni, ed è stato faticoso come sempre, perché bisogna tirar fuori scatole e scatoloni, spostare qualcosa per fare più spazio, togliere di mezzo qualcos' altro e così via... ma ce l'abbiamo fatta!
Ecco il grande albero ricco di addobbi handmade, uncinettati e ricamati negli anni scorsi, e il piccolo presepe. Vorrei cambiarlo con uno... più degno dell'albero, ma anche per quest'anno ho rimandato.
Ed ecco il mio caminetto in versione natalizia, finalmente acceso perché la temperatura è scesa di colpo. In Sicilia è così. Fino all'Immacolata c'era addirittura un caldo fastidioso. Ieri si gelava.
La mia cittadina è sul mare, ma la mia casa è in collina e ieri sera il termometro misurava 4°!
Quindi...caminetto acceso!

E l'atmosfera natalizia è servita!

mercoledì 8 dicembre 2010

Sciarpa a volants per mamma e...un'altra occhiata alla mia mise

Prima di tutto grazie a tutte per i commenti davvero lusinghieri e inaspettati. Davvero sembriamo sorelle io e mia figlia? A me sembra sempre così piccola! E io invece, come sapete, ho già superato il mezzo secolo! Dicevano tutti la stessa cosa anche a me e mia madre quando io ero una ragazza e lei una giovane mamma. Giovane davvero però! Fra me e mia madre ci sono solo ventun'anni di differenza!

Oggi vi mostro la sciarpa che ho realizzato per lei, da indossare sul tailleur per il matrimonio di Diego e Viviana. Il tailleur non è quello che ho usato per la foto però!

Il filato è a volants del tipo invernale, un po' più pesante, nero con alcuni fili di lurex argentato al centro che, una volta lavorata la sciarpa a legaccio con i ferri n. 7, produce un effetto leggermente e piacevolmente sbriluccicante. Qui trovate il tutorial per lavorare il filato a volants.
Ed eccola la mia mamma, nel suo semplice tailleur reso elegante dalla sciarpa che abbiamo deciso di fermare con una spilla di strass luccicantissssssimi! Quel giorno, il 3 dicembre scorso ha compiuto 72 anni. Non è ancora bellissima?




Invece in queste foto, di pessima qualità purtroppo, si vede un tantino meglio il mio completo nero, firmato Tilù, in un tessuto che dava un effetto particolarissimo, con top maculato sotto e stola in sottile eco-pelliccia (detesto le pellicce vere!!!). Nella seconda foto (scusate le spalle!!!) vedete ... i famosi tacchi! Ditemi se esageravo a temere per la mia incolumità! Purtroppo però era l'unico modo per valorizzare il completo e...per non sfigurare accanto a Diego che è piuttosto alto.




Purtroppo la sciarpina che ho realizzato per mia sorella non è venuta nelle foto, quindi dovrò chiederle di prestarmela per poterla fotografare. Posso anticiparvi però che è lavorata con il filato a volants più sottile color panna, ma non a maglia bensì all'uncinetto.

martedì 7 dicembre 2010

Sopravvissuta!

Sono sopravvissuta! E' andato tutto bene e non ho preso neanche una storta.
Ma che torturaaaaaaaaa i tacchi!
Vi farò vedere altre foto se gli sposi mi autorizzeranno a pubblicarle, ok?
Intanto...buona festa dell'Immacolata a tutte!

martedì 30 novembre 2010

Collana serpentina - Little snake necklace

Quella cominciata ieri sarà per me una settimana frenetica. Io e la mia famiglia siamo al rush finale dell'organizzazione di un matrimonio...e vi ho detto tutto!!!
Nooooooo, non si sposa mia figlia! Troppo presto per carita! Si sposa mio cugino Diego, di cui io sono stata madrina di battesimo e che mi è caro come e più di un fratello. E' figlio della mia carissima zia di cui spesso ho parlato sul blog, alla quale devo tutto ciò che so fare nel campo dei lavori creativi femminili. Abitavamo insieme, lei aveva solo dodici anni più di me e, oltre ad avermi dato tanti buoni esempi nella vita che porterò sempre dentro di me, mi ha insegnato a lavorare a maglia e all'uncinetto talmente presto che non me lo ricordo quasi più. Mi sembra di saperlo fare da sempre! Quando ebbe il suo secondo figlio, Diego appunto, io avevo solo quindici anni e lei mi chiese di fargli da madrina. Quanto mi sentii importante in quel momento!
Purtroppo lei, la mia dolce zia Antonietta, che poi mi ha tanto aiutato a crescere i miei di figli, non c'è più da sei anni. Ce l'ha portata via un cancro, in quindici mesi di sofferenze atroci. E questo suo figlio amatissimo, me lo ha affidato, con un gesto dolcissimo della sua mano, proprio mentre stava per morire.
Potete capire quindi quanta emozione ho provato quando il mio Diego mi ha chiesto di accompagnarlo all'altare. E quanto impegno abbiamo profuso tutti noi, i più vicini componenti della famiglia , ad aiutare lui, il suo papà e la sua fidanzata ad organizzare il matrimonio cercando di fargli sentire il meno possibile la mancanza della madre. Non so se ce l'abbiamo fatta, ma ormai ci siamo! Dopo tanti intoppi, disguidi, ritardi, contrattempi, problemi (leggi fotografoammalatosiseriamenteesostituitoaunasettimanadalmatrimonioaaaargh!!!) Tutto è pronto! Il matrimonio sarà venerdì prossimo e io sono emozionatissssssima!

Spero di sopravvivere al tacco 13! Vi farò sapere...

Intanto, in attesa di farvi vedere le due sciarpe che ho realizzato con due tipi diversi di filato volant per mia madre e per una delle mie sorelle, proprio per completare in modo elegante la mise che indosseranno per il matrimonio, ho deciso di mostrarvi finalmente una collana che, credetemi, ho realizzato ben prima di vedere questa di Giuliano Marelli. Io l'ho ideata subito dopo aver lavorato i miei rosari all'uncinetto e l'ho realizzata con dei rimasugli di filato che avevo in casa. Quello avorio risale agli anni Ottanta (!), mentre quello della serpentina di catenelle con la quale ho circondato le "perlone" è un avanzo del completo maglione-poncho lavorato per mia figlia qualche tempo addietro e che avete visto qui.
Fino a qualche giorno fa non l'avevo mai indossata, poi mi sono decisa e...non so se è piaciuta...di sicuro non è passata inosservata!

La lavorazione è simile a quella dei rosari. Dopo aver avviato tre catenelle si lavora una pallina con 5 punti alti lavorati nella terza catenella di base, poi si estrae l'uncinetto e si punta nel primo punto alto, si riaggancia l'asola e si chiude stringendo bene per dare la forma sferica. Gli intervalli fra le palline sono di sole due catenelle, ma a seconda del filato utilizzato questo numero può variare.
Raggiunta la lunghezza desiderata ho unito le estremità della collana e ho chiuso il lavoro con una maglia bassissima. Poi con il filato mélange, un po' pelosetto e molto più sottile del primo, ho contornato le perlone avorio con una serpentina di catenelle che ho appuntato negli spazi intermedi con una maglia bassissima. Ovviamente ho usato uncinetti di due misure diverse.



E' un modello che si presta a mille varianti di colore e di filato. Perché non provare?