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giovedì 16 aprile 2026

Torta cremosa al cioccolato e mele




Le temperature stanno salendo e comincia a venire voglia di dolci cremosi e freschi.

Avevo già provato in passato questa ricetta facile, piuttosto virale sul web, con solo due ingredienti ed era stato un grande successo. Così ho voluto rifarla sperando che il suo sapore cioccolatoso facesse assumere più volentieri un po' di frutta a mia nipote. 

La ricetta è semplicissima. Bastano sei mele di grandezza media e 250 g di cioccolato fondente (io ho usato quell' al 50%di cacao).

Sbucciate le mele e riducetele a pezzetti. Non preoccupatevi che siano piccolissimi o tutti uguali, tanto poi verranno frullati. Mettete i pezzetti di mele in un tegame e lasciateli cuocere aggiungendo solo un paio di cucchiai di acqua. Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagno Maria o nel microonde. Unite i due ingredienti e frullateli per bene fino ad ottenere una crema. 

Versate la crema in uno stampo e fate raffreddare in frigorifero fino al completo consolidamento.

Provatelo e vedrete che questo dolce vi stupirà piacevolmente. Ha un sapore intenso di cioccolato con un leggero retrogusto acidulo che sarà più o meno presente a seconda della dolcezza delle mele che utilizzerete. 

Come sempre, giudico la riuscita di una ricetta dalla velocità con cui sparisce dal piatto da portata. E questo dolce è sparito alla velocità della luce. Nessuno è riuscito a fermarsi ad una sola porzione 

martedì 28 maggio 2024

Ciambella al limone

Ormai uso il mio amato Fornetto Versilia da diversi anni. Vi ho parlato  di questo antico strumento di cucina in questo post. Sicuramente con tutta l'energia elettrica che mi ha fatto risparmiare, ho già ammortizzato il suo costo da tempo. E non mi stanco mai di usarlo anche perché le mie ciambelle risultano sempre cotte benissimo e molto, molto soffici.

Ultimamente i nostri limoni ci stanno regalando tanti frutti e ne ho utilizzati un bel po' per preparare questa deliziosa ciambella al limone.  La base è sempre la mia preferita: la torta sette vasetti modificata ispirandomi al ciambellone all'acqua di Adelaide Melles. Io però ho adattato le dosi alla misura del mio fornetto che è di 26 cm, così la ciambella risulta bella alta. 

Ho utilizzato un bicchiere da 200 ml invece del vasetto di yogurt.

A cottura ultimata ho imbevuto la ciambella con un ottimo sciroppo al limone che la rende umida e veramente squisita.

Provatela, ve la consiglio.



Ingredienti:

3 bicchieri di farina 00

4 uova 

1 bicchiere e mezzo di zucchero semolato

3/4 di bicchiere di olio di semi di girasole 

1/4 di bicchiere di succo di limone 

1/2 bicchiere di acqua

la buccia grattugiata di un limone

una bustina di lievito per dolci

una bustina di vanillina


Per lo sciroppo:

150 g di zucchero semolato

il succo di tre limoni (anche quattro se sono piccoli).


Procedimento

Battere le uova con lo zucchero finché non saranno diventate chiare, gonfie e spumose. Abbassare la velocità e aggiungere i liquidi a filo. Poi setacciare la farina, il lievito e la vanillina e aggiungere delicatamente le polveri all'impasto. Io preferisco farlo a mano mescolando dal basso verso l'alto. Quando l'impasto è  ben amalgamato, versarlo in uno stampo imburrato e infarinato e infornare a 180° per 40 minuti circa finchè alla prova stecchino il dolce non risulterà asciutto.

Io uso il Fornetto Versilia che fodero con cartaforno leggermente inumidita. Metto lo spargifiamma sul fornello più piccolo e metto sù il Fornetto con la fiamma al massimo per i primi 10 minuti. Poi abbasso la fiamma al minimo e proseguo la cottura. Il tempo dipende dal fornello che può essere più o meno grande. Sul mio fornello in genere ci vuole un'oretta scarsa. Vale comunque la prova stecchino.

Durante la cottura del dolce, ci si può dedicare alla preparazione dello sciroppo. Versare in un pentolino il succo dei limoni e lo zucchero e scaldare sul fuoco finchè lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Spegnere e lasciare intiepidire. 

Una volta cotta e sformata la ciambella, infilzarla con un lungo stecchino o con uno spiedino per involtini cercando di bucherellarla in modo uniforme. A questo punto versare lo sciroppo a cucchiaiate su tutta la superficie del dolce, Grazie ai buchetti praticati in precedenza verrà assorbito con facilità.

La ciambella al limone è pronta per essere servita. Credetemi, è squisita.



venerdì 22 luglio 2022

Torta al cioccolato strepitosa, senza cottura


E anche stavolta torno dopo tanto tempo sul blog. Non sto a raccontarvi tutte le traversie di tipo sanitario che la mia famiglia ha attraversato. Forse finalmente ne siamo fuori e questo è l'importante.

Stamattina ho trovato il tempo per preparare questo dolce semplicissimo e velocissimo da realizzare. Non richiede cottura, ma solo un po' di permanenza in frigo e poi si può mangiare. E, appena avrete iniziato... provate a smettere! 😅


Ricorda un po' il salame di cioccolato, ma è diverso perché  non contiene burro, né uova. La ricetta l'ho trovata  qui (click sulla parola colorata) e l'ho seguita pari pari. Ho usato un bellissimo stampo di silicone a forma di fiore. perché anche l'occhio vuole la sua parte, ma vi assicuro che questo dolce sparisce alla velocità della luce anche se lo faccio in un semplicissimo stampo da plum cake. 

Ve lo consiglio proprio. Oltretutto, con il caldo che fa, permette di evitare proibitive cotture in forno. Meglio di così....

martedì 26 gennaio 2021

Panettone senza latte e burro.



In questi giorni ho rifatto il panettone, dopo i primi esperimenti fatti l'anno scorso. Mi sono imbarcata in quest'impresa perché io ho sempre amato il panettone, proprio quello classico, con i canditi e l'uvetta ma, da quando sono diventata fortemente intollerante al latte e ai suoi derivati, non ho più potuto mangiarne. E allora ho voluto provare ad adattare la ricetta ai miei bisogni. L'anno scorso ho provato varie ricette, ma solo l'ultima, realizzata a feste ormai finite, mi aveva veramente soddisfatta.

E allora quest'anno sono ripartita da quella ricetta, precisamente il panettone classico di Zia Franca. Ho seguito passo passo il procedimento spiegato da lei in questo video,  ma ho sostituito le dosi di burro con l'80% circa di olio di semi di mais. Lo so, i puristi del panettone in questo momento saranno inorriditi, ma io vi posso dire che il risultato finale non è stato affatto deludente, anzi. Sono sicura che la stessa ricetta, fatta con il burro sarà insuperabile, ma il mio, vi assicuro, è un buon compromesso che mi ha consentito, dopo tanti anni, di assaggiare di nuovo un buon panettone.

Se fra i miei lettori c'è qualcuno che, come me, non può assumere latte e derivati, e vuole provare a fare il panettone, vi consiglio proprio questa ricetta, con gli accorgimenti che vi dirò.

Adesso entro nel dettaglio e vi mostro un po' di passaggi.

Si inizia nel tardo pomeriggio impastando la biga. 

Si lascia così, coperta con la pellicola,in forno spento e si fa lievitare e riposare tutta la notte. Questa fase deve durare dalle 12 alle 15 ore.

Si procede quindi al primo impasto. Raccomando si seguire scrupolosamente i consigli di Franca sull'ordine d'inserimento degli ingredienti. Se, volete sostituire il burro, aggiungete come ultimo ingrediente 60 g di olio di semi di mais a poco a poco, esattamente come si farebbe col burro, facendo pazientemente assorbire ogni volta quello che versate prima di aggiungerne altro.

Al termine della fase di impasto (deve durare 20 minuti dopo aver finito di aggiungere l'ultimo ingrediente), mettere la massa in una ciotola bella grande infarinata, coprire con pellicola e mettere in forno spento con la luce accesa  finché l'impasto non avrà triplicato il suo volume. Ci vorranno circa 5 ore. 

Ecco il mio impasto alla fine di questa fase.


A questo punto si rimette la massa nell'impastatrice e si procede al secondo impasto. A questo proposito voglio dirvi che io non ho una planetaria, ma impasto il panettone nella macchina del pane. L'anno scorso ho provato ad impastarlo a mano. Il risultato non è lo stesso, ma è comunque buono. Ci si stanca molto di più, ovviamente. Per gli intolleranti al latte e derivati: in questa fase io aggiungo 15 g di olio di semi di mais, sempre a poco a poco. A parte questo, raccomando sempre di seguire per filo e per segno i consigli di Franca.

Finita la fase del secondo impasto, si versa la massa sul tavolo infarinato e si danno le pieghe come fa vedere Franca nel video. Si fa riposare per circa mezz'ora l'impasto sotto una ciotola capovolta (evitate il canovaccio perché potrebbe appiccicare. A me è successo). Poi si riprende, si danno nuovamente le pieghe, si fa la pirlatura, cioè si arrotonda bene la massa e poi si sistema nell'apposito stampo di carta.


Lo stampo va messo in forno spento con la luce accesa e non va coperto. Per evitare che la superficie si secchi, si mette un pentolino pieno di acqua bollente sul fondo del forno. Deve lievitare più o meno fino al bordo dello stampo. Ci vorranno circa quattro ore e mezza.


Come vedete, il mio ha perfino superato il bordo del pirottino.

A questo punto si lascia seccare all'aria il panettone per un quarto d'ora dopodiché con un coltello molto affilato o con una limetta (io uso l'apposito attrezzo in dotazione alla mia macchina del pane), in modo molto delicato,  si incide una croce sulla superficie del dolce. Sui tagli si mettono dei fiocchetti di burro. Io invece, usando un pennello di silicone, spennello con dell'olio di semi di mais.

Adesso il panettone deve andare in cottura. Attenzione perché è una fase delicata e molto dipende dal forno che si usa. Franca consiglia la cottura in forno ventilato. Io trovo che questa modalità, con il mio forno, sia troppo violenta, faccia subito colorire il dolce in superficie e non permetta al panettone di gonfiarsi bene. Con il forno statico invece, ho ottenuto risultati di gran lunga migliori. I primi 10 minuti a 170° e i successivi 40 a 160°. Dopo i primi 20 minuti di cottura, se la superficie del panettone è già ben colorita, coprite con un foglio di alluminio e tenetelo fino a fine cottura.

Se non avete l'apposito termometro per misurare la temperatura all'interno del panettone, pazienza. Non ce l'ho neanch'io. Ho fatto semplicemente la prova ad infilzare il dolce con un lungo spiedino. se esce asciutto è tutto ok e possiamo sfornare.

Non è finita qui. Bisogna infilzare il panettone con due ferri da maglia a circa due cm dalla base e metterlo a raffreddare a testa in giù o dentro un grande pentolone o fra due pentole. E' molto importante affiché il panettone non perda la sua bella calotta.

Ecco il mio dopo la fase di raffreddamento. Che bellezza! Guardate che cupola!



Ed eccolo aperto, dopo che sono già state sbranate diverse profumatissime e gustosissime fette. L'alveolatura è bellissima, il panettone è soffice e veramente buono. Nei giorni seguenti io lo adoro leggermente riscaldato al microonde.

Confesso che non sempre a casa mia riusciamo ad aspettare i due giorni di riposo raccomandati da Franca. 

Il panettone che avete già visto è quello classico e l'abbiamo consumato a NAtale.  Per Capodanno invece, ho provato a fare una variante, ma utilizzando il medesimo impasto: il panettone mandorlato all'arancia. 


Ho usato uno stampo per panettone basso, ma sempre da un kg. Ho utilizzato solo canditi d'arancia e  ho coperto il panettone, prima della cottura  e senza fare il taglio a croce, con una buonissima glassa. Per la ricetta guardate questo video di Stefano Barbato. 

Vi posso dire che il risultato è stato eccezionale! 

Adesso ho già in preparazione il panettone con gocce di cioccolato da mangiare per l'Epifania. Vi farò sapere com'è andata. 

A presto!

AGGIORNAMENTO: Vi mostro anche il panettone al cioccolato, fatto a gentile richiesta di mio genero che non ama canditi e uvetta. Nell'impasto quindi li ho sostuituiti con circa 180 g di cioccolato fondente tagliato a dadini (vanno benissimo anche le gocce di cioccolato, ovviamente). Per il resto ho seguito lo stesso procedimento del panettone classico. Alla fine della fase di raffreddamento, ho coperto la cupola del panettone con 100 g di cioccolato fondente fuso insieme a qualche cucchiaio di latte di soia (io non uso latte vaccino nè i suoi derivati, ma chi non è intollerante può mettere una noce di burro o qualche cucchiaio di latte o, meglio ancora di panna liquida. Serve a non far indurire troppo il coccolato). Infine, prima che il cioccolato si raffreddasse, ho cosparso con nocciole tostate e tritate grossolanamente. Buonissimo e soffice anche questo. Penso che le foto parlino da sole.





lunedì 9 marzo 2020

Le orecchie di Haman



Decisamente è passato troppo tempo dall'ultimo post. Tante cose mi sono successe,  fin dall'inizio di quest'anno,  e tutte brutte:  un problema di salute di mio figlio che poi, grazie a Dio, si è risolto bene e senza che fosse necessario l'intervento chirurgico invasivo che inizialmente sembrava necessario; un lutto improvviso che si è abbattuto sulla mia famiglia come un fulmine a ciel  sereno; contrarietà sul lavoro che mi hanno tolto la serenità e la salute...e ora, quanta ansia per quest'epidemia che si sta diffondendo sempre più, proprio adesso che mia figlia è arrivata quasi al termine della sua gravidanza e dovrà necessariamente andare in ospedale per il pre ricovero, per gli ultimi controlli e per il parto. Siamo tutti molto preoccupati in generale e per lei in particolare.
Ci sono stati lunghi periodi in cui niente, neanche i miei hobbies creativi riuscivano ad aiutarmi e anzi, non riuscivo proprio a far nulla. Nemmeno leggere o ascoltare musica. 
Solo il contatto umano, reale o virtuale, con  le persone che mi vogliono bene -  familiari, colleghi e le preziose amiche del forum Isola creativa -  mi ha impedito di deprimermi troppo.

Adesso ho ripreso in qualche modo tutte le mie solite attività.  Sta per arrivare la mia prima nipote , perciò voglio farmi forza e riprendere le redini della mia vita. Non voglio più permettere alle preoccupazioni e ai dispiaceri di rovinarmi questo irripetibile periodo.
E voglio ricominciare anche ad aggiornare questo blog cui tengo tanto, anche se ormai le visite giornaliere sono poche e i commenti merce rara. So che comunque c'è ancora chi lo segue e non lo abbandona , anche se io non sono più così presente come un tempo.

Oggi voglio segnalarvi la ricetta per fare questi buonissimi pasticcini di frolla e marmellata, dalla forma molto particolare. Si chiamano Orecchie di Haman e sono dei dolcetti che appartengono alla tradizione ebraica. Sono tipici della ricorrenza di Purim. Cliccando sulla parola colorata potrete leggere tutta la storia e le curiosità a proposito di questa festa.  Qui  troverete anche una ricetta per fare le Orecchie di Haman (o Aman) senza usare la bilancia. (io però non l'ho ancora testata). In quest'altro post invece, una spiegazione alternativa sulle origini del nome  in ebraico: Hamantashen.

Ci sono diverse ricette in rete. Io uso questa che ho sentito una volta in tv alla Prova del cuoco.
Eccovi ingredienti e procedimento.

Orecchie di Haman
Ingredienti:
300 g di farina 00 (io però uso la farina di Maiorca, molto meno raffinata)
2 uova non troppo grandi (ma se come me usate una farina meno raffinata potete usare anche uova grandi, dato che queste farine assorbono più liquidi)
100 g di zucchero (io uso lo zucchero integrale di canna o metà dose di stevia. In quest'ultimo caso, ho notato che i dolcetti crescono meno in cottura)
40 g di olio e.v.o. (o di mais  o di girasole)
mezza bustina di lievito per dolci
la buccia grattugiata di un limone
marmellate e confetture di gusti vari (quelle che più vi piacciono. Io uso quelle senza zuccheri aggiunti)

Variante: ultimamente ho preparato questi dolcetti anche nella variante con miele e frutta secca grossolanamente tritata. Ottimi anche così, ma più calorici.

Procedimento:
Setacciare la farina insieme al lievito, aggiungere la vanillina e creare una fontana. Dentro la fossetta creata, mettete le uova, lo zucchero, l'olio  e la buccia di limone grattugiata. Cominciate ad amalgamare il contenuto della fossetta e poi, rapidamente, impastate il tutto creando una palla compatta. A questo punto potete far riposare l'impasto per una mezz'oretta, ma è possibile procedere anche subito con la preparazione senza grossi problemi.
Stendete un po' d'impasto alla volta fino ad uno spessore di pochi millimetri, tre o quattro. Con un coppapasta o un bicchiere del diametro di circa 8 cm  ritagliate dei cerchi e mettete al centro di ognuno poca marmellata o confettura (non più di un cucchiaino da caffè raso, altrimenti fuoriuscirà in cottura). Piegate i bordi sul ripieno fino a formare dei triangoli, come vedete nella foto e stringete bene.
Vi metto anche il link a questo videotutorial per formare perfette Orecchie di Haman. Volendo, per facilitare l'operazione, potete anche inumidire i bordi dei dolcetti con in po' d'acqua. Uno per uno però. Non bagnateli tutti insieme.

Posizionate i pasticcini su una teglia coperta con cartaforno e infornate  a 170° per 10-15 minuti, a seconda del vostro forno. Controllate la cottura. I pasticcini nn devono scurirsi.
Sfornate, lasciate raffreddare e assaggiate. E poi mi saprete dire se siete riusciti a non mangiarne uno dopo l'altro, come le ciliegie.

Solo dopo aver fotografato i miei primi dolcetti, e cioè un bel po' di tempo fa,  ho scoperto che il sistema più corretto per chiudere le Orecchie di Haman non è quello che si vede nella maggior parte dei tutorial, che è quello che adottavo io all'inizio, bensì è quello che potete vedere in questo fototutorial. Io ormai faccio così da tempo. Voi scegliete pure il metodo che vi è più congeniale.

Bene, adesso vi lascio, sperando di non lasciare più il blog abbandonato per tanto tempo.
Vero è che nei prossimi giorni sarò impegnata con la preparazione delle attività didattiche da proporre a distanza agli alunni in questo strano periodo in cui la routine delle comunità scolastiche è stravolta dall'epidemia di coronavirus, ma un po' di tempo lo troverò per mostrarvi i miei ultimi lavori e anche un po' di  vecchi lavori tirati fuori e rinfrescati per utilizzarli quando nascerà la piccola di mia figlia.
A presto!


sabato 14 dicembre 2019

Biscotti ripieni di pere e cioccolato.

Qualche giorno fa ho provato questa ricetta che voglio raccomandarvi caldamente. Sono veramente squisiti e sono anche adatti agli intolleranti al lattosio. Provateli e mi darete ragione. Trovate la ricetta qui, sul canale di Rita chef.




giovedì 24 ottobre 2019

Biscotti bicolore a spirale

Recentemente ho voluto provare questi particolari biscotti al cacao dal curioso disegno a spirale.
Sono venuti belli e buoni, anche se sicuramente con un po' di pratica in più verranno meglio.
Ottimi anche per chi, come me, è intollerante al latte e ai suoi derivati.


La ricetta originale  prevede l'utilizzo della farina 0. Io invece, ho utilizzato la farina di Maiorca, un grano antico siciliano che contiene meno glutine, ma che è più nutriente e digeribile. E' una farina burattata, quindi non troppo raffinata, con la quale mi trovo veramente bene. Vengono benissimo anche le torte.
Troverete ricetta e procedimento dei biscotti a spirale in questo video di Rita Chef. Ho scoperto da poco queta signora e trovo che sia bravissima e piena di fantasia in cucina. Vi consiglio proprio di seguire il suo canale.

venerdì 20 settembre 2019

I biscotti caserecci di Nonna Maria



Questa ricetta l'ho testata e ritestata tante volte ed è sempre perfetta. Ricordano i biscotti dormienti pugliesi, ma questi non necessitano di riposo, anche se mi è capitato di farli riposare un po' e devo dire che l'impasto diventa più gestibile.
Sono biscotti da inzuppo davvero buoni e diventerebbero ancora più golosi se la parte superiore la tuffate nello zucchero semolato. Io non l'ho fatto perché sono eternamente a dieta. E, se è per questo ho pure diminuito lo zucchero nell'impasto. 
Inoltre non ho usato farina 00 bensì farina di Maiorca, una varietà di grano antico siciliano particolarmente adatta agli impasti dolci.




Ma andiamo alla ricetta. Nel meraviglioso e variegato mondo di Youtube, e sul web in genere, di ricette di biscotti da inzuppo ce ne sono a bizzeffe, ma io una volta mi sono imbattuta in questo video realizzato da una simpatica ragazzina e dalla sua nonna Maria. Mi hanno fatto una gran tenerezza e ho voluto rifare la loro ricetta imitando in tutto e per tutto i movimenti antichi della nonna. Perfino lo stesso stampino di recupero mi sono procurata. E vi dirò che funziona benissimo.
Però mi sono divertita pure a realizzarli così, intrecciati. L'impasto è versatile e si riesce bene a dare anche questa forma.

Questi sono diventati i biscotti caserecci da colazione di casa mia. Provateli e vedrete che vi ci affezionerete anche voi.


mercoledì 7 agosto 2019

Spaghetti di zucchine

Sono più di  quattro anni ormai che seguo una dieta vegetariana e per di più senza latticini. Un po' per necessità, data la mia intolleranza al latte e ai suoi derivati, un po' per scelta sia salutistica che etica. Non ne ho mai parlato sul blog perché penso che le scelte alimentari siano assolutamente personali e perché non voglio assolutamente alimentare né partecipare ai  dibattiti sterili fra vegani e onnivori che vedo spesso in rete o in tv, spesso infarciti di insulti e che, francamente, mi danno molto fastidio. Io penso che ognuno debba essere e sentirsi libero di alimentarsi come crede. L'importante è stare bene, ascoltare il proprio corpo e informarsi. E se si decide di optare per diete vegetariane o vegane stare attenti ad  apportare le opportune sostituzioni  in modo da non incorrere in carenze. 
Personalmente l'ho fatto. E' stato un percorso  graduale che è ancora in corso (non escludo che in futuro io possa anche diventare vegana) e il mio organismo ne ha beneficiato tantissimo. Non sto qui a dirvi le patologie terribili che avevo a causa di un'alimentazione che non faceva per me e di cui mi sono liberata grazie alla virata che ho dato al mio stile alimentare. Ma vi assicuro che il mio medico personale, specializzato in gastroenterologia, che mi ha sempre seguita, non credeva ai suoi occhi. Ma ha dovuto...perché sono passati anni e le mie patologie sono scomparse e non sono più tornate. Una fra tutte, l'ipertensione di cui soffrivo da dieci anni. E dire che questa è considerata una malattia inguaribile. E non sono incorsa in nessuna delle carenze e delle disgrazie che gli onnivori in genere predicono ai vegetariani e ai vegani. Le mie analisi sono perfette, migliori di quand'ero onnivora e avevo un apparato digerente che non digeriva nulla. 
Con questo non sto consigliando a tutti di fare come me. Niente affatto. Io penso che ogni organismo sia unico e una dieta o una terapia che va bene per una persona non è detto che vada bene per un'altra.  Chi sta bene fisicamente e psicologicamente con una dieta onnivora...continui pure. L'importante è che non senta il bisogno di fare prediche a me e a chi come me ha fatto altre scelte. 
Perdonatemi quindi se vi anticipo fin d'ora che eliminerò qualsiasi commento polemico o critico a questo post. Non ho mai eliminato un commento in dieci anni di blog, ma ripeto che il dibattito con chi non condivide la mia scelta alimentare, sul mio blog, non è  aperto. Io rispetto le scelte altrui e desidero che gli altri rispettino le mie.
A che pro questo post allora?
Volevo semplicemente dare un minimo di spiegazione al fatto che, ormai da anni, su questo blog non trovate più ricette a base di carne, pesce e formaggi. Ogni tanto ne cucino ancora qualcuna per mio figlio e mio marito, che pur gradendo le ricette vegetariane e vegane continuano a mangiare carne e pesce ogni tanto, ma per me cucino solo fresche e leggere ricette vegetariane e spesso vegane.

Oggi voglio parlarvi degli spaghetti di zucchine. Si tratta di una ricetta vegana e crudista dato che le zucchine si usano crude. Attenzione, è una ricetta che si presta a tante varianti. Questa mi è riuscita particolarmente bene. Non sarò precisa nell'indicare le quantità. Si va un po' a gusto.

Spaghetti di zucchine

Prendete delle zucchine genovesi, lavatele e spuntatele, ma non togliete la buccia. Poi tagliatele a mo' di spaghetti. Faccio una parentesi. C'è chi, per fare questo lavoro una un attrezzo chiamato spiralizzatore. Ottimo, ma secondo me se ne può fare a meno. Io uso semplicemente una grattugia a fori larghi, la metto appoggiata al tavolo in orizzontale e passo le zucchine sui fori della grattugia tenendo anch'esse  in orizzontale. Escono fuori dei magnifici "spaghetti", non lunghissimi, ma anzi più pratici da mangiare. Come li condisco? Li salo e aggiungo un po' di peperoncino, poi vado in giardino e raccolgo un po' di erbe aromatiche. Vanno benissimo prezzemolo, basilico e menta. Quindi aggiungo pomodori secchi sott'olio tagliati a pezzettini, olive nere denocciolate e tagliate a pezzetti. Poi  trito una bella manciata di mandorle (anche con tutta la pellicina, non è un problema) e le aggiungo. Infine sul tutto strizzo un po' di succo di limone. Mescolo il tutto e, se è possibile, faccio riposare. Durante il riposo le zucchine assorbono tutti i sapori e gli odori e diventano stra buone!

Ripeto, questa è una ricetta che si può variare. Ad esempio ho usato anacardi al posto delle mandorle. Li ho fatti anche con i pomodorini freschi al posto dei pomodori  secchi. Ho variato le erbe. Se li ho aggiungo i capperi sottaceto o i cetriolini a pezzetti. Vengono sempre buoni. Io lo mangio come contorno, ma a volte anche come primo.
Quindi, non vi fate venire i dubbi sul fatto che le zucchine sono crude e provatele. Vedrete che saranno una piacevole sorpresa.


sabato 27 luglio 2019

Ciambelline al vino: variante golosa!

Vi ho già parlato qui delle ciambelline al vino e della velocità con la quale spariscono dalla biscottiera. Ho provato questa variante di Mammachechef e, se è possibile, spariscono ad una velocità ancora più elevata. 


Insomma il risultato è stato ultra soddisfacente, anche se perfezionabile. Questa volta ho usato della malvasia, un vino liquoroso tipico delle Isole Eolie, e un misto di mandorle e nocciole. Sono venute troppo buone. Mio marito mi ha chiesto di rifarle a ripetizione.


Ad un certo punto mi sono stancata di formare le ciambelline (la mia schiena...uff!) e ho fatto dei bastoncini informi che, con la scusa che erano piccolini, sono stati mangiucchiati subito a tutte le ore del giorno e della notte. 


Vi indico il link alla ricetta originale che però io non ho seguito alla lettera perché, oltre ad aver usato un vino diverso,  ho utilizzato il metodo dei bicchieri (ho dato la  semplicissima ricetta in questo post), sostituendo un bicchiere di farina con un bicchiere di frutta secca tritata e inoltre ho messo meno olio. Ma me ne sono pentita perché l'impasto si sbriciolava un po' e le crepe sulle ciambelline sono dovute a questo. La prossima volta quindi metterò un bicchiere di olio. Come al solito ho messo dell'ammoniaca al posto del lievito per dolci, poca, circa 8 grammi. Ho messo anche meno zucchero nell'impasto e ho usato il resto insieme a della cannella per tuffarci le ciambelline prima di metterle in forno.

Provatele e poi mi fate sapere. Io sto andando a rifarle. Anche con 35° all'ombra la gola vince contro il caldo e il mio forno è sempre attivo.

Vi saluto e spero di rifarmi viva presto malgrado il caldo. Ho un bel lavoro in corso che non vedo l'ora di mostrarvi.

mercoledì 17 luglio 2019

Gelato gianduia senza grassi e zuccheri aggiunti.

Circa tre anni fa, grazie a Stefania del blog Araba felice, ho scoperto questo semplicissimo modo di fare il gelato. Come dice Stefania, la cremosità della banana è imbattibile, ma va bene qualunque frutta ben matura tagliata a pezzetti e messa in freezer a congelare e poi frullata, in purezza o con l'aggiunta di qualche altro ingrediente, a seconda dei casi. Devo dire che è stata una scoperta che mi ha dato grande gioia visto che, a causa della mia grave intolleranza al latte, da anni non riuscivo a mangiare un gelato decente a meno che non me lo facessi io in casa con la gelatiera e la panna di soia.
Ma questi gelati hanno il vantaggio di non contenere grassi e, se la frutta è matura, neppure zuccheri aggiunti. Però il bello è che sono buonissimi e graditi a tutti, e questo mi fa molto piacere. Confesso che m'intristisce un po' dover sempre prepararmi o farmi preparare qualcosa a parte e mangiare cose diverse dagli altri commensali.
Oggi invece, per fare un esempio, la mia famiglia ha fatto merenda con un godurioso gelato gianduia fatto solo con banane congelate, cacao amaro e nocciole, tutto frullato insieme. Niente dosi, tutto a piacere. Chi ama i sapori molto dolci può aggiungere dei datteri, ma io trovo che il gelato venga ottimo anche senza e quindi non li metto. Questo gelato, fatto con le banane, risulta piuttosto denso e quindi io aggiungo un goccio di latte di soia, giusto per rendere più facile il lavoro al frullatore.
Alla fine il gelato è stato decorato con un bel ciuffo di panna e una nocciola. Panna 100 % vegetale naturalmente. Puro piacere e senza troppi sensi di colpa.


E guardate che questa è una delle tante possibilità, ma questa tecnica si presta a tante, tantissime variazioni. Basterà variare la frutta (frutta più acquosa darà un risultato più simile ai sorbetti) o aggiungere altri ingredienti del tipo gocce di cioccolato, Nutella, burro di arachidi, scaglie di cocco , ecc... Si può utilizzare pure la frutta sciroppata. Stefania  parla qui del sorbetto magico fatto appunto con la frutta sciroppata.
E le possibilità si moltiplicano se, non essendo intolleranti al latte o vegani, si volessero e potessero aggiungere alla frutta anche panna, mascarpone, latte condensato...
Guardate un po' qua sul blog qbbq.

In questo caso però vi autorizzo a farvi venire i sensi di colpa ...e non voglio responsabilità perché ...golosi avvisati, mezzi salvati!

lunedì 8 luglio 2019

Ciambelline al vino bianco


Avevo sentito parlare tempo fa di questa ricetta dall'amica Annina sul forum Isola creativa, ma il fatto che la dose di farina non fosse precisa, ma "ad occhio"...quell'espressione "farina quanta l'impasto ne assorbe", mi aveva sempre scoraggiata  dal provarla.
Poi ho trovato, grazie a Pinterest, questa ricetta con dosi precise e così mi sono decisa. Non so se è stato un bene o un male dato che in pochissimo tempo queste ciambelline le ho fatte e rifatte più volte e ogni volta spariscono alla velocità della luce. 
L'ultima volta ho sfornato quelle che vedete nella foto e ho voluto finalmente provare la ricetta di Annina che permette di fare a meno della bilancia. Come unità di misura si usa un bicchiere.
Ho usato un bicchiere di vino (non avevo vino rosso e ho usato un buon vino bianco da tavola), uno scarso di olio di semi di mais, uno scarso di zucchero e cinque bicchieri e mezzo di farina integrale  (ho quasi del tutto bandito la farina 00 dalla mia cucina) miscelata con un cucchiaino colmo di cannella e 10 g di ammoniaca per dolci. Vi dirò...a me i biscotti impastati con l'ammoniaca piacciono molto di più rispetto a quelli in cui viene utilizzato il lievito chimico. E' vero, l'odore che si sprigiona in cottura è un po' fastidioso, ma alla fine nei biscotti non ne resta traccia e i dolcetti risultano molto più gonfi, friabili e inzupposi. Chi non la vuole usare potrà sempre optare per il lievito chimico nella dose di una bustina per mezzo kg di farina.
Esistono diverse varianti di questa ricetta che, correggetemi se sbaglio, è tipica del Lazio, ma anche del sud della penisola in generale. La prossima volta, che se tanto mi dà tanto sarà molto presto,  voglio provare una ricetta di Mammachechef, con nocciole e mandorle nell'impasto, e poi anche quella di Mamanluisa che utilizza il Marsala, fantastico vino liquoroso  eccellenza dell'enogastronomia siciliana.
Si è capito che queste ciambelline, croccantine fuori grazie alla crosticina zuccherosa e morbide ma friabili dentro, mi hanno proprio entusiasmato? E poi sono anche facili e abbastanza veloci da preparare. E leggere, perché non contengono grassi animali nè latticini. Cosa chiedere di più?

sabato 23 marzo 2019

Risotto ai carciofi e pomodoro

Oggi, come ogni sabato, essendo libera dal lavoro sono riuscita a cucinare qualcosa di buono anche a pranzo. Ecco qua: risotto ai carciofi e pomodoro. E' stato spazzolato con gusto anche da mio figlio che solitamente snobba i carciofi.


Ecco la ricetta.

Ingredienti
3 o 4   carciofi (vi consiglio di cercare quelli con le spine, decisamente più buoni)
circa 300 g di riso  riso integrale bio
due o tre pomodori pelati (io avevo della salsa di pomodoro avanzata e ho usato quella)
una piccola cipolla
prezzemolo
peperoncino

Io cucino il riso integrale in pentola a pressione coperto di acqua salata per 25 minuti. Nel frattempo preparo il condimento. In una padella capiente soffriggo brevemente la cipolla tritata e aggiungo subito i carciofi, precedentemente puliti, affettati, tuffati in acqua e limone e infine tritati finemente. Faccio rosolare un poco e poi aggiungo i pelati o la salsa di pomodoro. condisco con sale e peperoncino, aggiungo un po' d'acqua e faccio cuocere. Verso fine cottura aggiungo il prezzemolo tritato. Quando il riso è cotto lo scolo e lo spadello con il condimento. E' già buonissimo così ma, se volete, potete servirlo con del parmigiano grattugiato.

Provatelo e fatemi sapere cosa ne pensate.





sabato 14 aprile 2018

Crostata alle fragole senza derivati del latte

La primavera è arrivata, anche se non mancano giornate di cielo cupo come quella di oggi. Ed è tornata la voglia di buoni dolci alla frutta. I
Ieri sera, nonostante fossi reduce da una pesante giornata di lavoro, ho preparato un dolce che a casa mia fa subito festa...o meglio...la festa viene fatta subito al dolce, nel senso che viene sbafato in men che non si dica. Si tratta della crostata alle fragole. Buonissima, e abbastanza comune come dolce. Ma la mia ha una particolarità: è assolutamente priva di latte e  derivati.  Io sono intollerante e quindi, se vogliamo mangiare un dolce tutti insieme, devo sperimentare ricette dairy free. Ecco cosa ho tirato fuori ieri. A parte la maggiore friabilità della frolla, vi assicuro che non ha fatto rimpiangere la versione originale.


Ingredienti:

Per la pasta frolla. 350 di farina 00, 100 g di zucchero, 50 ml di olio di semi (io ho usato olio di mais), mezza bustina di lievito vanigliato, la buccia grattugiata di un limone.

Per la crema: mezzo litro di latte di soia alla vaniglia (quello che acquisto io è già leggermente zuccherato),100 g di zucchero, 4 tuorli, 40 g di amido di mais, la buccia di un limone (solo la parte esterna. Evitate il più possibile la parte bianca).

Per la decorazione: fragole mature pulite, tagliate a metà e cosparse di zucchero , 100 g circa di cioccolato fondente . Io ho usato metà cioccolato fondente al 50% e metà quello al 70% di cacao, piuttosto amaro, che fa un bel contrasto con il sapore dolce della crema e della frolla  e quello dolce, ma leggermente acidulo delle fragole. Un po' di marmellata di albicocche leggermente diluita con acqua per lucidare.

Procedimento:

disporre la farina a fontana. Nel buco centrale mettere il lievito, lo zucchero e, a poco a poco, l'olio. Impastare solo fino a quando si ottiene una palla compatta. Se doveste avere difficoltà a compattare l'impasto aggiungete poca acqua fredda e bagnatevi le mani. Porre l'impasto in frigo avvolto in pellicola trasparente. 
Nel frattempo preparare la crema. Questo è il procedimento che ho usato io e non si è formato neanche un grumo.In un pentolino mettere lo zucchero e l'amido e mescolare benissimo. Poi aggiungere i tuorli e amalgamarli bene. Aggiungere il latte di soia a temperatura ambiente a poco a poco e mescolare bene con un cucchiao di legno finché non vedrete più grumi.
Accendere il fuoco, fornello medio, e portare ad ebollizione mescolando sempre. Vedrete che la crema si addenserà anche prima dell'ebollizione, ma fate cuocere qualche minuto per cuocere l'amido che altrimenti risulterebbe indigesto. Coprire con pellicola a contatto e mettere da parte
Adesso riprendete la frolla, stendetela in uno stampo per crostate rivestito di cartaforno bagnata e strizzata. Mi raccomando, direttamente nello stampo, perché questa frolla è molto delicata. anche in questo caso aiutatevi bagnandovi le mani. Formate anche il bordo intorno allo stampo, ma senza creare un cordone spesso.  Coprire con un altro foglio di cartaforno e con dei fagioli secchi e mettere in forno a 180° per una ventina di minuti, finché il guscio di frolla avrà preso un bel colore dorato. 
Lasciar raffreddare un po' e sformare. Coprire la base di frolla con il cioccolato fuso (io uso il microonde) e dopo che si sarà leggermente rappreso versare la crema. Non preoccupatevi se nel frattempo si sarà rappresa. Sopra lo strato di crema disporre le fragole a raggiera,a cerchi concentrici e infine spennellare con marmellata di albicocche diluita per lucidare il dolce.

Oggi era ancora più buona di ieri sera. La frolla è diventata più compatta e meno fragile, ma ha mantenuto la giusta croccantezza.
Dopo pranzo ho sorpreso mio marito che si era servito questa fetta e l'aveva cosparsa con lo sciroppo delle fragole rimaste. Dovevate vederlo mentre la mangiava di gusto e si leccava i baffi...che non ha.

Scusate la presentazione poco ortodossa e le foto, inguardabili come al solito

domenica 31 dicembre 2017

Raduno dell'Isola creativa e swap "Colazione di Natale"

Anche quest'anno, in barba ai tanti problemi  e impedimenti, siamo riuscite ad organizzare un raduno natalizio del forum Isola creativa.  Ci siamo riunite il 17 dicembre, a Palermo, come di consueto per il raduno invernale. Grazie prima di tutto a lei per l'ospitalità e alla cortesia di Anna e di suo marito che, visto il brutto tempo, mi hanno addirittura prelevata al mio arrivo alla stazione ferroviaria.

Eravamo in poche quest'anno. Ancora meno del solito. Ma le ore sono volate via veloci, troppo veloci,  tra un caffè o un té, un bel po' di tempo piacevolmente passato ad uncinettare e a chiacchierare, un buon pranzo organizzato con la collaudata formula "ognuna porta qualcosa" e il nostro consueto swap.

Normalmente organizziamo un mini corso su una nuova tecnica che una di noi insegna alle altre, ma sia l'anno scorso che quest'anno, abbiamo deciso di aderire all'iniziativa benefica di un gruppo di signore palermitane che alacremente creano coperte per i numerosi senzatetto della città. In pratica ci sono tante donne che uncinettano o  lavorano a maglia quadrati di 15 cm di lato, ovviamente con i filati e i punti più disparati, e poi c'è sempre qualche volontaria che assembla le coperte e  le consegna  a sfortunate persone che vivono in strada. E in questa stagione c'è molto freddo, anche a Palermo. E vedere che qualcuno dedica un po' del suo tempo per alleviare i tuoi disagi deve essere qualcosa che riscalda più il cuore che la pelle.  Una di queste volontarie è una di noi, iscritta al forum da sempre. Non rivelo chi sia perché credo che non ne abbia mai parlato sul suo blog, probabilmente per riservatezza e perché il bene si fa con discrezione. Ma vi dico che ci ha contagiate, eccome!

Dopo la mattinata passata ad uncinettare piastrelle eravamo a questo punto.



No, un attimo, non abbiamo il turbo nelle mani. E' solo che ognuna di noi aveva portato da casa un po' di piastrelle già pronte. Però siamo state brave eh! A fine giornata ne abbiamo contate ben 36 in tutto. Peccato che ho dimenticato di fotografarle tutte. Erano proprio belle tutte quante impilate, pronte per essere cucite insieme.

All'ora di pranzo ecco che  il tavolo da lavoro si è trasformato in tavola imbandita. Gnam gnam...era tutto buonissimo!
Volete conoscere il menu?
Insalata di pasta con verdure 
Finta frittata di farina di ceci e zucchine , ricetta qui
Misto di verdure invernali al forno, ricetta in questo video 
Buonissimo pane con olive 
Chiffon cake speziata e sofficissimissima (spero di recuperare la ricetta al più presto perché era veramente strepitosa) 
Arance affettate e profumate con cannella 
E poi c'erano i favolosi buccellati preparati da mio padre di cui ho dato la ricetta qui, qualche anno fa.

Capite bene che quando abbiamo finito pesavamo qualche chilo in più tutte quante. 

Nel pomeriggio abbiamo uncinettato ancora e poi ci siamo scambiate i nostri pacchetti dello swap  che quest'anno aveva come tema la "Colazione di Natale".
A me è andata troppo di lusso! La sorte mi ha assegnato il pacco preparato da Anna. Guardate che po' po' di regali c'erano dentro...


A parte i biscotti speziati e la scatolina in ceramica piena di una profumatissima tisana, sono tutti regali handmade: un bellissimo quadretto con Babbo Natale, un cucchiaio di legno dipinto e addobbato in tema natalizio, una tovaglietta e una tazza dipinti con lo stesso simpatico soggetto. E scusate se è poco! Quando ho sistemato tutto a casa mia  sembravano tutte cose fatte apposta per stare lì, proprio dove sono adesso. E anche i biscotti e la tisana stanno proprio dove dovevano stare: sono già belli che finiti! Ma siamo stati bravi io e la mia famiglia.   I biscotti erano irresistibili ed  è stato davvero difficile centellinarli. Ma ce l'abbiamo fatta a farli durare fino alla colazione di Natale. Grazie Annaaaaaaa!!!

Questo era invece il ben più modesto contenuto del mio pacco che è toccato a Clara.


Uno stampo per torte a forma di albero di Natale e un preparato per biscotti in barattolo. L' handmade è il centrino all'uncinetto in cotone ecrù che, insieme a un nastrino a pois, alla ricetta e a una formina per biscotti, decora il barattolo.

Purtroppo preparare ogni sera il post del Calendario dell'Avvento sul forum ha occupato praticamente la totalità del tempo che di solito dedico ai miei hobbies e quindi, per quest'anno non ho potuto fare di più per lo swap. 
Per eseguire il centrino non ho seguito uno schema, nè una spiegazione.  L'ho copiato da una foto trovata sul blog Pink Rose. 

Alla fine, dopo i saluti e gli auguri, speravo di fare una bella passeggiata fino alla stazione centrale, per godermi la bella atmosfera natalizia di una Palermo vestita e illuminata a festa, ma il brutto tempo me l'ha impedito. E così ho acciuffato un autobus al volo e via a prendere il treno.
E, come sempre capita alla fine di ogni raduno, c'è sempre la voglia di rivedersi al più presto. Peccato per i tanti impegni di ciascuna di noi, altrimenti sarebbero delle giornate da ripetere sicuramente più spesso.

Bene, vi faccio fin d'ora tanti auguri di una serena fine d'anno, di un felice Capodanno e di uno strepitoso 2018.  Ma ci sarà un altro post per gli auguri domani. Promesso!

mercoledì 20 dicembre 2017

Ciambellone al cioccolato nel fornetto Versilia


Conoscete il fornetto Versilia? In pratica è una pentola speciale che permette di cucinare sul fornello più piccolo del piano cottura ottenendo risultati simili, se non superiori a quelli di un forno elettrico. Ovviamente con un notevole risparmio energetico.

Io, dopo aver visto tanti video in rete, mi sono convinta a comprarlo su ebay, perché nei negozi del mio paese non ce n'era traccia. E così nella mia cucina sono iniziati i primi esperimenti. 

Ecco la prima ciambella venuta fuori dal magico fornetto.





La foto è pessima, ma l'altezza si vede e la sofficità s'intuisce. Un'incredibile sofficità. Molto simile a quella delle chiffon cakes.
La ricetta è quella del ciambellone all'acqua di Adelaide Melles in doppia dose. Ho solo sostituito parte dell farina con la stessa quantità di cacao amaro. Viene morbidissima e molto buona. Ma se ho in casa delle arance bio, sostituisco l'acqua con succo d'arancia e metto la buccia grattugiata nell'impasto e viene ancora più buona. Ovviamente si possono fare moltissime varianti e si può decorare con zucchero a velo o con glassa.


Se non conoscete ancora questa pentola, guardate o leggete qualche tutorial e fatevi un'idea. E ci tengo a precisare che questo non è un post sponsorizzato.
Vi lascio il link alla mia board su Pinterest dedicata al Fornetto. Ci sono tutorial e ricette in quantità.
https://it.pinterest.com/rosafilochecrea/fornetto-versilia/
E un buon link a titolo di esempio.
http://www.pasticciandoconmagicanana.ifood...-e-come-usarlo/


sabato 11 novembre 2017

Torta integrale all'arancia e noci

Se pensate che questa sia una torta come le altre, vi sbagliate. E' una torta particolare, di origine greca, vegana, perché senza uova, latte o  burro. Ma è veramente strepitosa. Ve la consiglio caldamente. Ha solo un piccolo difetto: tende un po' a sbriciolarsi. Ma è veramente buona. Provatela e mi saprete dire.
Ecco la mia, fotografata  in modo indecente, come sempre. Ma per la ricetta e per vedere delle belle foto andate qui. In questa ricetta viene consigliata la farina di farro, ma viene ottima anche con la farina di grano integrale. Vi raccomando però di usare delle arance bio e di aggiungere all'impasto anche la buccia grattugiata di un'arancia.


Se invece preferite seguire un videotutorial, vi segnalo questo di Mypersonaltrainer in cui, tra l'altro, le dosi in  grammi o in ml della ricetta sono state trasformate in bicchieri, per cui non avrete neppure bisogno di usare la bilancia.
Bene, fatemi sapere se avete provato questa torta.
Buon fine settimana a tutti coloro che passano di qui.

AGGIORNAMENTO DEL 23 NOVEMBRE 2017
Mi sono accorta di aver già dedicato un post a questa torta. Lo trovate qui. Avrei potuto cancellare uno dei due post. Ma sapete che vi dico?  Questa torta i due post se li merita e così ho deciso di lasciarli entrambi.  Mi raccomando, provate questo dolce. Vedrete che sarà una piacevole scoperta e lo farete tante altre volte. 

sabato 9 settembre 2017

Caponata fantasia di Suor Germana

Ho un bel po' di agende e di libri di Suor Germana. Ricordate la suora esperta di cucina? Una delle tante sue  ricette che ho provato è questa, molto adatta per il periodo estivo: la caponata fantasia. Primo: perché le verdure sono proprio quelle di stagione. Secondo: perché questa ricetta non prevede una  lunga permanenza davanti ai fornelli accesi per mescolare di continuo. 
Attenzione al procedimento perché è importantissimo l'ordine con cui si inseriscono gli ingredienti nel tegame.

Ingredienti
1 melenzana grande o 2 piccole
2 zucchine
2 cipolle
2 patate
2 peperoni
2 carote
2 pomodori maturi o una scatola di pelati
aglio
olio e.v.o.
sale
pepe o peperoncino

Mondate e lavate bene tutte le verdure. Immergete per qualche istante i pomodori in acqua bollente, spellateli e tritateli conservando tutto il loro liquido.
Scaldate in un tegame qualche cucchiaio d'olio e.v.o. e rosolatevi uno spicchio d'aglio, che toglierete non appena avrà preso colore (non fatelo bruciare).
Mettete nel tegame le verdure tagliate a pezzetti disponendole a strati, iniziando da quelle che richiedono un maggior tempo di cottura. Cominciate facendo uno strato di carote, poi le patate, le cipolle, i peperoni, le melenzane e le zucchine con la buccia; versate sulle verdure un trit di pomodori con tutto il loro sugo, oppure una scatola di pelati, aggiungete sale e pepe (o peperoncino) e lasciate cuocere  le verdure, a tegame coperto e a fuoco basso, senza mai mescolare, per tre quarti d'ora., Prima di portare in tavola, date una bella rimestata, versate ne piatto da portata e, se volete, irrorate con olio e.v.o.. Questa composizione di verdure è ottima anche fredda. 

Io spesso ci condisco il cous cous e viene ottimo.

Ricetta tratta dal libro "Oggi cucino risparmiando...nonostante l'euro" di suor Germana, Ed. Piemme