sabato 23 marzo 2019

Risotto ai carciofi e pomodoro

Oggi, come ogni sabato, essendo libera dal lavoro sono riuscita a cucinare qualcosa di buono anche a pranzo. Ecco qua: risotto ai carciofi e pomodoro. E' stato spazzolato con gusto anche da mio figlio che solitamente snobba i carciofi.


Ecco la ricetta.

Ingredienti
3 o 4   carciofi (vi consiglio di cercare quelli con le spine, decisamente più buoni)
circa 300 g di riso  riso integrale bio
due o tre pomodori pelati (io avevo della salsa di pomodoro avanzata e ho usato quella)
una piccola cipolla
prezzemolo
peperoncino

Io cucino il riso integrale in pentola a pressione coperto di acqua salata per 25 minuti. Nel frattempo preparo il condimento. In una padella capiente soffriggo brevemente la cipolla tritata e aggiungo subito i carciofi, precedentemente puliti, affettati, tuffati in acqua e limone e infine tritati finemente. Faccio rosolare un poco e poi aggiungo i pelati o la salsa di pomodoro. condisco con sale e peperoncino, aggiungo un po' d'acqua e faccio cuocere. Verso fine cottura aggiungo il prezzemolo tritato. Quando il riso è cotto lo scolo e lo spadello con il condimento. E' già buonissimo così ma, se volete, potete servirlo con del parmigiano grattugiato.

Provatelo e fatemi sapere cosa ne pensate.





lunedì 18 marzo 2019

Ancora babbucce! Spiegazioni.

Eh sì, ancora babbucce! O scarpe da notte, chiamatele pure come volete. Quelle che vi ho mostrato in questo  post  le ho subito regalate ad una zia che non sta molto bene. E così ho deciso di iniziarne un paio per me. Durante le ricerche in rete per cercare un pattern semplice per il kal sull'Isola creativa, avevo visto un video in turco che spiegava un modello di babbucce molto carino, con un motivo traforato sul davanti. Ispirandomi a quel modello ne ho creato uno personale, con delle differenze abbastanza sostanziali. Ecco perché mi permetto di scrivere qui le mie spiegazioni. Questa volta non si tratta quindi di una traduzione, ma di una mia variante del modello turco.



Le spiegazioni sono per un paio di babbucce misura 37-38. Tra parentesi vi dò le indicazioni per aumentare la misura.

OCCORRENTE
Circa 100 g di filato di spessore medio oppure sottile messo in doppio.
Se avete del misto lana è meglio, ma se avete del filato acrilico non fa niente. Al termine delle spiegazioni vi svelerò il segreto per ammorbidire il lavoro finito. 
Ferri 4,5  e 5 (ma dipende dalla vostra "mano". Se avete una tensione stretta vanno benissimo i ferri indicati. Se avete una tensione larga, diminuite i ferri di mezzo punto).


PRIMA TAPPA

Avviare morbidamente 44 maglie con i ferri 4,5 (potete anche usare un ferro di mezzo punto più grande per avviare, in modo che i punti non tirino) e lavorare a coste 2/2, cioè alternando due diritti e due rovesci nel primo ferro, mentre nel secondo ferro si lavorano le maglie come si presentano. Proseguire il bordo elastico per circa 10 cm (o anche più se preferite).





SECONDA TAPPA
Adesso eseguire un giro a punto passanastro per poter passare il cordoncino alla caviglia.
Ecco come si fa: sul diritto del lavoro lavorare *due punti a rovescio, un gettato, due punti insieme a diritto*. Continuare ripetendo da * a *fino alla fine del ferro.
Nel ferro successivo lavorare a rovescio 22 maglie, poi eseguire un aumento. Come si fa: con il ferro sinistro sollevare il filo che collega le due maglie sottostanti e lavorarlo a diritto ritorto. Ecco il link ad un video che vi mostra come fare.



Questa maglia in più sarà il punto centrale che darà origine al motivo traforato. Continuare il ferro lavorando a rovescio.

Adesso inizia il punto traforato.
1° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia precedente l'aumento (compresa), un gettato, un rovescio (sulla maglia aumentata nel ferro precedente), un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
2° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, tre diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
3° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, cinque rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
4° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, sette diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
5° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, nove rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
6° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, undici diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
7° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, un gettato, tredici rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro
8° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, (stavolta non si esegue il gettato), quindici diritti, (non si esegue il gettato), continuare a rovescio fino alla fine del ferro.

A questo punto si ricomincia dal primo ferro e si lavorano nuovamente gli otto ferri del punto traforato.
(per una babbuccia n. 40 occorrerà lavorare un terzo motivo traforato. Ma consiglio di provare la babbuccia sul piede. Eventualmente fermare la lavorazione a metà del motivo traforato).
Ecco come si presenta il lavoro alla fine della seconda tappa.



TERZA TAPPA
Continuare lavorando 12 ferri a punto legaccio (tutti i ferri a diritto). Questa fascia a legaccio costituirà la punta e la suola della babbuccia.
A questo punto avete due possibilità:

1) chiudere morbidamente tutti i punti lasciando una coda di filo per cucire. Infine cucire la suola e poi l'apertura sul retro con una cucitura piatta. Ecco un link ad un video che vi aiuterà.



2) durante l'ultimo ferro a legaccio, fermarsi a metà ferro, piegare il lavoro in due appaiando i ferri ed eseguire una chiusura a tre ferri. Infine cucire soltanto sulla parte posteriore della babbuccia. Eccovi il link ad un video dove viene spiegata la cucitura a tre ferri che io sinceramente preferisco perché risulta morbida e non tira.



Non vi resta che realizzare il cordoncino e inserirlo nel giro a punto passanastro.


Come dite? Non sapete realizzare un cordoncino ritorto? E io vi do pure il link ad un video che vi sarà utile per imparare a farlo.

Queste spiegazioni sono state testate da un'amica del forum, Dolcezzedimamma, che ne ha realizzate un delizioso paio in bianco e rosso. 
Tuttavia, se doveste riscontrare qualche errore, vi chiedo gentilmente di farmelo sapere in un commento.

E adesso è il momento di condividere con voi il trucco, di cui vi parlavo all'inizio delle spiegazioni, per rendere più piacevole al tatto un capo realizzato con un filato acrilico
Se, come a volte capita, avete acquistato un filato molto bello, ma acrilico e che dopo averlo lavorato si è rivelato molto ruvido, com'era il mio (tremendamente ruvido), c'è un modo efficacissimo per ammorbidire il lavoro finito. Basta passare il ferro a vapore al di sopra del lavoro, cui avrete dato la giusta forma con le mani, ma SENZA MAI TOCCARLO CON LA PIASTRA, altrimenti si appiattiranno i punti e si rovinerà. Mi raccomando, fatelo solo per qualche secondo, non di più. Più insisterete, più il lavoro cederà e quindi diventerà più morbido, ma anche più grande. Perciò tenetene conto durante la lavorazione.
Le mie babbucce infatti io le ho lavorate in una misura piccola. Alla fine sono diventate incredibilmente morbide e della misura giusta.


Bene, spero che riusciate a realizzare tante belle e calde babbucce.
A presto!

venerdì 8 marzo 2019

Spilla-Mimosa all'uncinetto

Frutto di un'improvvisa ispirazione di stasera. L'ho lavorata all'uncinetto e l'ho cucita su una spilletta così da poterla appuntare su un maglioncino. Da ora in poi, l'otto marzo avrò la mia mimosa che non sfiorisce.



Offro virtualmente questa mimosa a tutte le donne che passano di qui, ben consapevole che le donne, più che di mimose, hanno bisogno di uomini che le rispettino.
Com'era bello quando quel famoso detto: "Le donne non si toccano neanche con un fiore", veniva  davvero messo in pratica...

domenica 3 marzo 2019

"Il filo che crea" compie dieci anni

Oggi, incredibile ma vero, ricorre il decimo anniversario di questo blog. 
immagine tratta dal web

Tanta acqua è passata sotto i ponti da quel timido primo post. Tante persone sono passate di qua donandomi un po' del loro tempo per leggere i post, per lasciare qualche commento, tante parole piene di apprezzamento che mi hanno incoraggiato a continuare a tenere vivo questo angolo virtuale nato per condividere passioni e pezzi di vita. 
Certo, tante cose sono cambiate in questi dieci anni. L'interesse verso i blog è un po' scemato e molte delle fedeli lettrici hanno rivolto le loro attenzioni ad altri tipi di comunicazione digitale, primi fra tutti i social networks.  Molte di loro avevano un blog e lo hanno abbandonato e questo mi dispiace tantissimo perché io invece non amo i social, non mi attraggono per niente e quindi tutte quelle amiche, conosciute grazie al blog, le ho perse di vista. 
Io sarò "antica", ma non ho alcuna intenzione di abbandonare il mio diario virtuale. Qui ci sono dieci anni della mia creatività e della mia vita e  qui intendo restare ancora negli anni a venire. E sarò sempre lieta di ricevervi in questo mio blog che...invecchierà  con me.
Grazie a tutti coloro che mi hanno seguito in questi dieci anni e grazie ancora di più a coloro che continueranno a seguirmi.
Un grande abbraccio a tutte e a tutti,
Rosa