lunedì 31 dicembre 2018

Felice 2019!


Tanti auguri di un felice anno nuovo a tutti coloro che passano di qui!



giovedì 27 dicembre 2018

Coprispalle da sposa

Non so se lo avete notato nelle foto del post in cui ho parlato del matrimonio di mia figlia, ma il coprispalle che Irene indossava sull'abito da sposa  era fatto a maglia...e l'ho fatto proprio io. Eccolo!

Irene non ama le pellicce, nè quelle vere nè quelle finte ma, dato che il vestito aveva la parte superiore del corpino trasparente,  aveva bisogno di qualcosa che la coprisse in chiesa e che la difendesse dal freddo soprattutto mentre era a fare le foto. Allora io mi sono messa alla ricerca di un filato particolare, che facesse l'effetto di una pelliccia, ma che fosse al contempo leggero e delicato. Ho trovato un filato della Mondial che si chiama Splendor ed è splendido davvero perché ha un delicatissimo riflesso luccicante. Però mi sembrava troppo...pelliccioso e poi avevo paura che risultasse troppo leggero e che non scaldasse abbastanza. Allora ho deciso di unirlo ad una pura lana merinos extrafine, sempre della Mondial. E' stata una scelta azzeccatissima. Appena ho realizzato il campione, con i ferri n. 6,  mi sono resa conto immediatamente che avevo trovato quello che cercavo. E anche Irene ne è stata subito entusiasta. Ho lavorato il coprispalle con il ferro circolare, senza cuciture quindi, seguendo lo stesso pattern del mio coprispalle di cui ho scritto le spiegazioni in questo post. Ho solo iniziato con 150 punti ed eliminato il bordo a coste.
Vi assicuro che l'effetto finale è stato molto, ma molto più bello di quello che si può apprezzare in foto. Irene sembrava essere circondata da una nuvola luminosa. E per me è stata una soddisfazione enorme sia aver realizzato una parte importante dell'abito da sposa di mia figlia, sia sentirmi fare tanti complimenti dalla proprietaria dell'atelier in cui abbiamo acquistato l'abito. Pensate che mi ha detto che trovava il mio coprispalle molto più fine ed elegante di tutti i coprispalle in pelliccia che aveva in atelier.
Altra cosa vantaggiosa: quest'anno questo tipo di filati è di tendenza e Irene potrà riutilizzare il suo coprispalle per tutto l'inverno, indossato così o anche come sciarpa infinity.

martedì 25 dicembre 2018

giovedì 20 dicembre 2018

Il gran giorno è arrivato!


E dopo mesi di preparazione e di organizzazione, di ristrutturazione e sistemazione di casa e infine di ricerche affannose di outfit per tutti i componenti della famiglia...finalmente il gran giorno è arrivato! Sabato scorso mia figlia si è sposata. 

parte il brutto tempo che ha un po' rovinato il momento della preparazione della sposa, è stata una bellissima giornata. Mentre estetista e parrucchiera, arrivate a casa ancora prima dell'alba, truccavano e pettinavano Irene, lampi, tuoni e una pioggia battente l' hanno quasi fatta piangere. Era preoccupata di arrivare in chiesa col vestito già sporco di fango. Poi sono arrivati il fotografo e i suoi collaboratori e così si è distratta. Meno male!
Quando è uscita da casa al braccio di mio marito, fortunatamente non pioveva e così i vicini hanno potuto venire a vederla e a farle gli auguri. Io chiudo casa e corro in chiesa con mio figlio. Arrivo sotto la pioggia con un ombrello per niente intonato al bel vestito che ho indossato. Pazienza. <_<

La sposa fa il suo ingresso in chiesa e mentre percorre la navata lo sposo, che stava divinamente, aveva una faccia che non vi posso descrivere. Mentre Irene incedeva verso l'altare, lui distoglieva lo sguardo di qua e di là per evitare di piangere. In effetti Irene era di una bellezza abbagliante.





Io, come mi ero ripromessa, non ho pianto neanche un po' per tutta la cerimonia, celebrata da un giovane sacerdote amico degli sposi che è stato davvero bravo e con le sue parole ce l'ha messa tutta per far commuovere tutti. Ma io niente...ho resistito e così pure mio marito. Ma alla fine...c'è stato un'imprevisto. Una sorpresa che lo sposo ha organizzato all'insaputa di tutti: improvvisamente dalla sacrestia esce un suonatore di cornamusa e comincia a suonare una struggente musica scozzese.
Molti hanno pensato che fosse per creare un'atmosfera natalizia. Macché! Io che so quanto mia figlia ami la Scozia, io che l'ho vista felice come non mai quando insieme siamo andate in quel bellissimo paese e che l'ho vista piangere quando siamo salite sull'aereo che ci portava via da Edimburgo, ho capito il significato di ciò che Giuseppe ha organizzato per Irene...e mi sono commossa. Perché mi sono resa conto che quel ragazzo farebbe qualsiasi cosa per rendere felice mia figlia. 




Fuori dalla chiesa, lanci di riso a raffica e veloce brindisi e poi ci si avvia subito a Caccamo, un borgo famoso per il suo castello medievale ottimamente conservato, che gli sposi hanno scelto per il ricevimento di nozze.


Ma io ho aspettato mio marito e mio figlio che erano andati a prendere la macchina...e per poco non diventavo una stalagmite. Un freddo boia! E a Caccamo, paesino che si trova a dieci km dal mio, ma in montagna, la temperatura era ovviamente ancora più bassa. Gli sposi sono saliti al castello medievale per fare le foto. Irene per salire tutti quegli scalini di pietra si è cambiata le scarpe e ha indossato degli spiritosi e comodi stivaletti bordeaux , intonatissimi al bouquet di lisianthus bianchi, rose e bacche rosse, pigne e rami di conifere. Poi mi ha raccontato che una raffica di vento ha fatto volare il velo che, a causa del peso del pizzo tutto ricamato con perline e paillettes applicato lungo tutto il bordo, la stava facendo cadere all'indietro. Pensate un po'!




Il ricevimento è andato benissimo. Cibo ottimo, servizio impeccabile. Per nostra scelta non abbiamo voluto buffet in piedi Tutti gli invitati hanno pranzato seduti a tavola, serviti e riveriti dall'inizio alla fine, senza fare code e lotte con gli altri commensali con un piatto in mano per accaparrarsi il cibo di qua e di là. Alla fine non vi dico i ringraziamenti e i complimenti per questa scelta. Evidentemente 'sta moda dei buffet non piace a parecchia gente. Durante il ricevimento i tantissimi amici invitati dagli sposi hanno  animato la festa e ci siamo davvero divertiti tutti. Di certo non è stato un matrimonio ingessato, ma una vera festa. 




Solo alla fine c'è stato un buffet per il caffè, l'amaro, dolcetti vari e la confettata. Quando siamo usciti dal ristorante era già buio e faceva un freddo bestiale. Meno male che mi ero portato un bel giaccone di simil pelliccia che possiedo da un secolo, ma metto raramente. Stavolta l'ho ringraziato di esistere.
Unica nota dolente...ma proprio letteralmente dolente...sopportare le scarpe a punta col tacco dodici. A un certo punto del ricevimento le ho cambiate. Non ne potevo proprio più. Le dita erano diventate viola!  Ho indossato un paio di scarpe con tacco otto che non dico che siano comodissime, ma al confronto di quelle che indossavo prima mi sono sembrate delle pianelle.

Adesso per Irene e suo marito inizia una nuova vita. Mi auguro che sia ricca di gioia, amore, dolcezza, prosperità e fecondità. Soprattutto fecondità...perché io non vedo l'ora di diventare nonna. :))

domenica 25 novembre 2018

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Io odio la violenza in generale, ma tutte queste donne morte per mano dei loro uomini...non se ne può davvero più.

domenica 19 agosto 2018

Svuotatasche con ricamo a broderie suisse

Non vi ho ancora detto che mia figlia si sposa a dicembre prossimo. Beh...adesso ve l'ho detto. E' stata una decisione consapevole, dopo un rapporto consolidato che dura da sette anni, ma tutto sommato piuttosto improvvisa. Perciò stiamo svolgendo i preparativi a ritmo serrato: abito da sposa acquistato, inviti già stampati, pubblicazioni affisse, locale e pranzo per il ricevimento prenotati...insomma, siamo a buon punto. Quanto alla casa dei futuri sposi, sarà adiacente alla nostra, quindi il distacco non sarà traumatico. Un po' traumatici sono stati i lavori di ristrutturazione che sono stati necessari per far diventare un piccolo appartamento quello che prima era una parte non ancora rifinita di casa nostra. Dolci suoni di martelli pneumatici e seghe elettriche  per il taglio delle piastrelle hanno accompagnato tutti i miei riposini (!) pomeridiani dai primi di giugno a questa parte. Ma ormai restano solo gli ultimi lavori di rifinitura, la collocazione degli infissi e delle porte e dovremmo aver finito. 
Ovviamente, da quando è stata fissata la data, mi sono posta anche il problema di completare il corredo di mia figlia. Anche sotto questo aspetto siamo a buon punto e a questo argomento dedicherò un post a parte. Oltre a ciò che negli anni io avevo acquistato per Irene, mia figlia ha ricevuto in dono dalle nonne alcuni "pezzi" ricamati a mano da loro che senz'altro desidero mostrare su questo blog. Per la verità sarebbero degni di essere messi in mostra in qualche museo del ricamo, tanto sono belli e perfettamente eseguiti.
Ma torniamo terra terra,  per il momento.
Un po' di tempo fa acquistai questo ... oggetto preconfezionato per la futura casa di mia figlia. Potrebbe essere usato come svuotatasche, portapane, portatovaglioli...il fatto è che, appena ho visto la tela a quadretti, non ho saputo resistere e così ho cominciato a ricamarlo a broderie suisse nella parte centrale. Solo a lavoro avanzato mi sono resa conto che sarebbe stato meglio montarlo a rovescio e ricamarlo sulle fiancate laterali, così da rendere il ricamo visibile qualunque cosa si voglia mettere dentro. Meno male che, manco a farlo apposta, il fidanzato di mia figlia, qualche sera fa, ha detto che gli occorrerà uno svuotatasche per poggiare chiavi e telefono appena arrivato a casa, senza rovinare i mobili. Io ho sgranato gli occhi e ho risposto: "Ce l'ho! Lo sto realizzando proprio in questi giorni!"  Risata generale sulle mie doti telepatiche. 

Sicuramente i ragazzi useranno come ingresso la grande portafinestra che abbiamo fatto realizzare nella cucina soggiorno e Irene ha scelto come colore dominante della biancheria e degli accessori per la cucina un luminosissimo arancione, un colore che ama da sempre. Quindi questo "oggetto", ormai ribattezzato svuotatasche, troverà posto sicuramente su un mobiletto accanto alla portafinestra.
Ecco un primo piano del ricamo. Spero che si riesca a vedere meglio. Volendo, un occhio esperto potrebbe riuscire anche a copiarlo. 

Lo schema è ispirato a questo, de Le ricamine del giovedì, ma io l'ho leggermente semplificato. Pur essendo un lavoro tutto sommato semplice e rilassante, ha richiesto tempo, attenzione e la giusta  dose di precisione. Che ne dite? Vi piace?


sabato 18 agosto 2018

L'Italia piange


Non ci sono parole, solo preghiere e lacrime.