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lunedì 18 marzo 2019

Ancora scarpe da notte! Spiegazioni.

Eh sì, ancora babbucce! O scarpe da notte, chiamatele pure come volete. Quelle che vi ho mostrato in questo  post  le ho subito regalate ad una zia che non sta molto bene. E così ho deciso di iniziarne un paio per me. Durante le ricerche in rete per cercare un pattern semplice per il kal sull'Isola creativa, avevo visto un video in turco che spiegava un modello di babbucce molto carino, con un motivo traforato sul davanti. Ispirandomi a quel modello ne ho creato uno personale, con delle differenze abbastanza sostanziali. Ecco perché mi permetto di scrivere qui le mie spiegazioni. Questa volta non si tratta quindi di una traduzione, ma di una mia variante del modello turco.



Le spiegazioni sono per un paio di babbucce misura 37-38. Tra parentesi vi dò le indicazioni per aumentare la misura.

OCCORRENTE
Circa 100 g di filato di spessore medio oppure sottile messo in doppio.
Se avete del misto lana è meglio, ma se avete del filato acrilico non fa niente. Al termine delle spiegazioni vi svelerò il segreto per ammorbidire il lavoro finito. 
Ferri 4,5  e 5 (ma dipende dalla vostra "mano". Se avete una tensione stretta vanno benissimo i ferri indicati. Se avete una tensione larga, diminuite i ferri di mezzo punto).


PRIMA TAPPA

Avviare morbidamente 44 maglie con i ferri 4,5 (potete anche usare un ferro di mezzo punto più grande per avviare, in modo che i punti non tirino) e lavorare a coste 2/2, cioè alternando due diritti e due rovesci nel primo ferro, mentre nel secondo ferro si lavorano le maglie come si presentano. Proseguire il bordo elastico per circa 10 cm (o anche più se preferite).





SECONDA TAPPA
Adesso eseguire un giro a punto passanastro per poter passare il cordoncino alla caviglia.
Ecco come si fa: sul diritto del lavoro lavorare *due punti a rovescio, un gettato, due punti insieme a diritto*. Continuare ripetendo da * a *fino alla fine del ferro.
Nel ferro successivo lavorare a rovescio 22 maglie, poi eseguire un aumento. Come si fa: con il ferro sinistro sollevare il filo che collega le due maglie sottostanti e lavorarlo a diritto ritorto. Ecco il link ad un video che vi mostra come fare.



Questa maglia in più sarà il punto centrale che darà origine al motivo traforato. Continuare il ferro lavorando a rovescio.

Adesso inizia il punto traforato.
1° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia precedente l'aumento (compresa), un gettato, un rovescio (sulla maglia aumentata nel ferro precedente), un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
2° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, tre diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
3° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, cinque rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
4° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, sette diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
5° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, nove rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
6° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, undici diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
7° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, un gettato, tredici rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro
8° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, (stavolta non si esegue il gettato), quindici diritti, (non si esegue il gettato), continuare a rovescio fino alla fine del ferro.

A questo punto si ricomincia dal primo ferro e si lavorano nuovamente gli otto ferri del punto traforato.
(per una babbuccia n. 40 occorrerà lavorare un terzo motivo traforato. Ma consiglio di provare la babbuccia sul piede. Eventualmente fermare la lavorazione a metà del motivo traforato).
Ecco come si presenta il lavoro alla fine della seconda tappa.



TERZA TAPPA
Continuare lavorando 12 ferri a punto legaccio (tutti i ferri a diritto). Questa fascia a legaccio costituirà la punta e la suola della babbuccia.
A questo punto avete due possibilità:

1) chiudere morbidamente tutti i punti lasciando una coda di filo per cucire. Infine cucire la suola e poi l'apertura sul retro con una cucitura piatta. Ecco un link ad un video che vi aiuterà.



2) durante l'ultimo ferro a legaccio, fermarsi a metà ferro, piegare il lavoro in due appaiando i ferri ed eseguire una chiusura a tre ferri. Infine cucire soltanto sulla parte posteriore della babbuccia. Eccovi il link ad un video dove viene spiegata la cucitura a tre ferri che io sinceramente preferisco perché risulta morbida e non tira.



Non vi resta che realizzare il cordoncino e inserirlo nel giro a punto passanastro.


Come dite? Non sapete realizzare un cordoncino ritorto? E io vi do pure il link ad un video che vi sarà utile per imparare a farlo.

Queste spiegazioni sono state testate da un'amica del forum, Dolcezzedimamma, che ne ha realizzate un delizioso paio in bianco e rosso. 
Tuttavia, se doveste riscontrare qualche errore, vi chiedo gentilmente di farmelo sapere in un commento.

E adesso è il momento di condividere con voi il trucco, di cui vi parlavo all'inizio delle spiegazioni, per rendere più piacevole al tatto un capo realizzato con un filato acrilico
Se, come a volte capita, avete acquistato un filato molto bello, ma acrilico e che dopo averlo lavorato si è rivelato molto ruvido, com'era il mio (tremendamente ruvido), c'è un modo efficacissimo per ammorbidire il lavoro finito. Basta passare il ferro a vapore al di sopra del lavoro, cui avrete dato la giusta forma con le mani, ma SENZA MAI TOCCARLO CON LA PIASTRA, altrimenti si appiattiranno i punti e si rovinerà. Mi raccomando, fatelo solo per qualche secondo, non di più. Più insisterete, più il lavoro cederà e quindi diventerà più morbido, ma anche più grande. Perciò tenetene conto durante la lavorazione.
Le mie babbucce infatti io le ho lavorate in una misura piccola. Alla fine sono diventate incredibilmente morbide e della misura giusta.


Bene, spero che riusciate a realizzare tante belle e calde babbucce.
A presto!

giovedì 21 febbraio 2019

Scarpe da notte semplici ai ferri. Nuova traduzione autorizzata.

Sì, direi che faccio ancora in tempo a parlarvi di babbucce di lana. O scarpe da notte, come le chiamiamo qui in Sicilia.
Qualche tempo fa, le mie amiche del forum Isola creativa mi hanno chiesto di guidarle nella realizzazione di un paio di babbucce ai ferri. Dopo tanto girovagare sul web, la scelta è caduta su  questo semplice modello di Aglaé Laser. Le spiegazioni erano in francese, quindi ho subito chiesto ad Aglaé il permesso di tradurle. Autorizzazione che mi è stata  subito gentilmente concessa. E così adesso sulla pagina Ravelry del modello si può trovare anche la versione in italiano delle spiegazioni.  
E, questa è stata la cosa più divertente, sul forum si è svolto un kal, cioè un knitting along. In pratica abbiamo lavorato in gruppo queste babbucce e in breve tempo ognuna ha potuto indossare il suo paio di calde babbucce e adesso è in grado di produrne per tutti i propri cari.
Ecco le mie.



E se volete vedere tutte quelle lavorate dalle amiche del forum cliccate qui e scorrete la discussione.  Nel primo post troverete anche il mio fototutorial e tutti i suggerimenti che ho dato, anche quelli per fare la modifica per aggiungere il cordoncino alla caviglia, che nel modello originale non c'era. Oppure, per vedere le foto, andate su Ravelry sulla pagina che ho dedicato alle mie babbucce e al kal.

AGGIORNAMENTO: nella stessa discussione successivamente sono stati aggiunti altri modelli di babbucce o scarpe da notte che dir si voglia, sia ai ferri che all'uncinetto.


Quanto alla mia traduzione autorizzata di questo modello, da oggi la troverete su questo blog, in questa pagina. Link sulla colonna laterale, insieme a tutte le altre traduzioni che ho pubblicato.

lunedì 12 febbraio 2018

Scarpe da notte a maglia: secondo modello

Sabato sera è finito il Festival di Sanremo e, com'è ormai consuetudine per me (vedi tutti i SAnREMO in maglia fatti negli anni scorsi insieme a tante amiche bloggers magliste come me), l'ho guardato con un lavoro a maglia in mano.  
Si tratta di un altro paio di scarpe da notte, stavolta realizzate per mia nipote.



Volevo testare il modello di Annarella di cui  parlavo nel post precedente e perciò ho seguito il video passo passo. Devo dire che questo modello è più facile e pratico di quello di cui ho dato le spiegazioni io, ma c'è qualcosina che modificherei se lo dovessi rifare.
Se osservate la foto sotto, dove si vedono le babbucce indossate, noterete che la parte del tallone è troppo corta.  

A mio avviso, ciò è dovuto al fatto che le diminuzioni sul tallone dovrebbero essere iniziate qualche ferro più avanti. Annarella le inizia troppo presto ed ecco perché la scarpetta "tira" sul tallone. 
Farò notare questo problema e la soluzione che propongo ad Annarella, ma le dirò anche che il modello è valido e vale la pena provarlo.

Quanto al Festival di Sanremo, devo dire che mi è piaciuta molto la direzione artistica di Baglioni. Bravissimi i conduttori che ha scelto. E poi è stato finalmente un festival dove le canzoni, in gara e non, sono state le protagoniste. Niente cabaret nè televendite, niente lunghe interviste ad attori e attrici, regine, astronauti e premi nobel...ma solo tanta bella musica. Le nuove proposte sono state finalmente valorizzate facendole esibire ad un orario decente e non a notte fonda. Se proprio devo dire qualcosa di negativo, le canzoni dei giovani erano quasi tutte rap, che è un genere che proprio non digerisco. Ma sono i miei gusti che non sono al passo coi tempi. Penso che il pubblico giovane le abbia apprezzate. La canzone vincitrice invece mi piace molto: bella la musica e profondo il testo. Il resto della classifica conta poco. Come sempre le canzoni davvero belle verranno fuori con il tempo, dopo ripetuti ascolti che permetteranno di apprezzarle meglio. 

lunedì 29 gennaio 2018

Scarpe da notte della nonna a maglia: spiegazione

Mio cognato mi ha richiesto un paio di scarpe da notte uguali a quelle che, diversi anni fa, gli aveva fatto sua madre. E' un modello tradizionale che più o meno tutte le nonne siciliane sapevano lavorare. Ricordo che mia suocera ne fece diverse paia per i miei figli.
Ma io non ne avevo mai lavorato neanche un paio. Ho cercato una spiegazione sul web, ma non ne ho trovate. E allora mi sono messa davanti una delle vecchie scarpe da notte di mio cognato e ho copiato il modello. Non so se il procedimento sia proprio corretto e purtroppo tutte le esperte di maglia della mia famiglia ormai non ci sono più. Quindi mi tengo il dubbio di aver sbagliato qualcosa. Ma le scarpe le ho portate a termine. Eccole qua, in acrilico color tortora, lavorate con ferri n. 3 per la parte a coste e n. 4 per il resto.



Eccovi una spiegazione per ottenere delle scarpe da uomo adatte ad un piede che va dal 39 al 43. Per misure inferiori o superiori, ridurre o aumentare i punti in proporzione.
Occorrente
un gomitolo da 100g di filato che si possa lavorare con ferri dal n. 3 al n. 4. Vi avanzerà un po' di filato. Come ho già detto, io ho usato dell'acrilico di buona qualità e i ferri n. 3 per la parte a coste e  n. 4 per il resto della lavorazione.
Ago da lana per eseguire le cuciture e per nascondere i fili.
Forbici.

Spiegazione
Avviare, col metodo che preferite (io uso il long tail cast on, cioè l'avvio con una lunga coda di filo che si fa come vedete in questo video di Emma Fassio o in questo video, di Luna dei creativi, che è per principianti. Vi insegno un paio di trucchi: per stabilire la lunghezza della coda moltiplicate per tre la lunghezza del lavoro che volete iniziare e abbondate un po'. Inoltre, per non ottenere un primo giro che "tira", avviate le maglie non su un solo ferro, ma su due ferri uniti insieme. Alla fine sfilate uno dei ferri e avrete dei punti della larghezza giusta, che non tireranno. Ricordate però che ci sono anche altri metodi. Guardate questo di Oana Oros ad esempio, che non ha bisogno della coda di filo), 70 punti + 2 per i vivagni (il punto iniziale e quello finale. Sono facoltativi. Se volete potete anche ometterli)
Lavorare a coste 2/2, cioè alternando due diritti e due rovesci e lavorando in ogni ferro le maglie come si presentano.
Raggiunta la lunghezza desiderata per la parte che resterà aderente alla caviglia (io ho lavorato a coster per circa 15 cm. Considerate che le scarpe da notte possono essere indossate così come le vedete in foto oppure con il bordo a coste risvoltato), lavorare un giro a foretti per potervi passare un cordoncino da annodare. Questo giro si lavora nel modo seguente: *lavorate insieme a diritto le due maglie che si presentano a diritto, un gettato, lavorare a rovescio le due maglie a rovescio, un gettato*. Continuare così fino alla fine del ferro terminando con due rovesci. Lavorare  3 ferri a maglia rasata diritta e tre ferri a maglia rasata rovescia. 
A questo punto, staccate il filo e mettere in attesa su uno spillone (esistono degli spilloni di sicurezza adatti allo scopo, ma va bene anche una grossa spilla da balia o del filato di colore contrastante) la m. di vivagno e 25 punti, riattaccate il filo e lavorate solo i 20 punti centrali, mettete in attesa anche i rimanenti 25 punti e la m. di vivagno. Continuate a lavorare solo sui 20 punti centrali alternando sempre 3 ferri a m. rasata diritta e 3 ferri a m. rasata rovescia fino ad arrivare all'incirca alla punta delle dita. Io ho lavorato 10 gruppi di 3 ferri a m. rasata rovescia e 10 gruppi di 3 ferri a m. rasata diritta. Poi bisogna spezzare il filo (lasciando i 20 punti sul ferro senza chiuderli) e riattaccarlo alle maglie lasciate in sospeso. Dovreste trovarvi sul diritto del lavoro alla fine di un gruppo di 3 ferri a m. rasata diritta, quindi lavorate a rovescio. Giunti alla fine dei punti precedentemente lasciati in sospeso, riprendere sul lato destro della striscia centrale circa 30 maglie, 20 saranno le maglie che avrete sul ferro sinistro e le lavorerete a rovescio (se volete dare una forma leggermente arrotondata alla punta della scarpa eseguite una diminuzione all'inizio e una alla fine di questo gruppo di 20 maglie lavorando due maglie insieme e riducendole quindi a 18. Io non l'ho fatto, ma lo farei se dovessi lavorare un altro paio di queste scarpe).  Riprendete 30 maglie sull'altro lato della striscia centrale e lavorate a rovescio le 25 maglie + vivagno che avevate lasciato in sospeso sull'altro spillone. 
Continuate la lavorazione a m. rasata rovescia per altri due ferri, poi per 3 ferri a m. rasata diritta, per altri 3 ferri a m. rasata rovescia e infine per 3 ferri a m. rasata diritta. A questo punto chiudete le maglie laterali e lasciate solo le 20 maglie centrali (o le 18 m. centrali se avete eseguito le due diminuzioni). Continuate a lavorare a maglia legaccio (tutti i ferri a diritto) fino a completare la lunghezza della suola (io ho lavorato 86 ferri a diritto) e chiudere tutti i punti lasciando una coda di filo che vi servirà per la cucitura.  Per chi non sapesse chiudere i punti ecco un video che vi aiuterà.
Con l'ago da lana cucire prima la parte a coste sul retro della scarpa e proseguire cucendo anche il tallone. Fate attenzione a fare la cucitura ben piatta. Dopo cucire la suola tutto intorno e, anche in questo caso, eseguite una cucitura piatta, che non produca uno spessore che potrebbe risultare fastidioso. 
Infine nascondere bene tutti i fili all'interno della lavorazione aiutandovi con l'ago da lana. Tagliare i fili.

Di recente ho trovato un modello simile spiegato in un video di Annarella gioielli su youtube. Potrebbe essere utile per imparare a riprendere le maglie e per imparare a fare la cucitura piatta. 
A differenza del modello che ho spiegato  in questo post, il modello spiegato nel video è lavorato con punti diversi (legaccio e punto riso) e non ha la suola lavorata come ho spiegato io, ma viene lavorata con delle diminuzioni e la cucitura risulta al centro della suola. 

ATTENZIONE: queste spiegazioni non sono state testate, quindi se doveste riscontrare degli errori, segnalatemeli pure in modo che io possa apportare le eventuali correzioni.


mercoledì 25 gennaio 2017

Scarpe da notte caldissime

Quello che vi mostro oggi non sarà per niente fashion...ma è la salvezza dei miei piedi in questi giorni gelidi: un bel paio di caldissime scarpe da notte.


Le ho lavorate  all'uncinetto seguendo questo videotutorial di AnnarellaGioielli e utilizzando dei filati avanzati che conservavo da decenni.
In quest'altra foto si vede che ho utilizzato il filato più chiaro per il risvolto e filati via via più scuri scendendo verso la suola.



Sono morbide e calde perché i filati che ho usato sono di ottima qualità e perché, essendo lavorate a maglia bassa vengono molto spesse. Io, lo confesso, in casa le uso anche di giorno e non potrei farne a meno.
Se qualcuna volesse realizzarle, consiglierei di fare una misura  più piccola del piede a cui sono destinate. Ciò perché, essendo lavorate prevalentemente a maglia bassa in costa dietro, tendono ad allargarsi ed allungarsi un bel po' appena si comincia ad usarle.

Scusate se le foto sembrano capovolte. In realtà le ho fatte ai miei piedi da seduta. :))

lunedì 20 febbraio 2012

Scarpe da notte granny: spiegazione


Come promesso, ecco la spiegazione delle scarpe da notte granny.
Occorrente: circa 100 g in totale di filato grosso in due colori a vostro gusto. (Le scarpette possono essere tranquillamente lavorate con un solo colore. Ne ho viste un paio simili su Ravelry.)
Uncinetto n. 4,5
Ciascuna scarpetta è formata da quattro quadrati di cui uno misura esattamente il doppio degli altri tre. I quadrati verranno poi cuciti insieme secondo questo schema (click sulla parola colorata)
Iniziamo dal quadrato grande:
avviare 6 cat. e chiuderle a cerchio con una m. bassissima.
1° giro: 3 cat. (all'inizio di ogni giro esse sostituiscono la prima m. alta) , 3 m. alte, 2 cat., *4 m. alte, 2 cat.*, ripetere da * a* per 3 volte, chiudere il giro con una m. bassissima sulla terza delle 3 cat. iniziali.
2° giro e giri seguenti: 3 cat., una m. alta su ciascuna m. alta del giro sottostante, nell'archetto di due catenelle dell'angolo lavorare 2 m. alte, 2 cat., 2 m. alte. chiudere il giro con una m. bassissima sulla terza delle tre cat. iniziali.
Lavorare 5 giri con il primo colore. Spezzare il filo e lavorare l'ultimo giro allo stesso modo, ma con il secondo colore.
Per i tre quadrati piccoli lavorare allo stesso modo per quattro giri, ma il primo e il quarto giro vanno lavorati con il secondo colore, il secondo giro invece con l'altro colore.
Lavorati tutti i quadrati, cucirli insieme e rifinire l'apertura con un giro a punto gambero lavorato con il primo colore (il punto gambero è il punto basso lavorato da sinistra verso destra).
Spero che la spiegazione sia chiara. Per qualsiasi problema, scrivetemi pure!

martedì 14 febbraio 2012

Scarpe da notte granny

Per non tirarla troppo per le lunghe svelo la soluzione dell'indovinello a proposito dei quadrati bianco-verdi postati qualche giorno fa. Qualcuna di voi l'aveva capito! Sono delle carinissime scarpe da notte create con un particolare assemblaggio di quattro quadrati lavorati all'uncinetto. Ce ne sono diversi modelli in rete e la maggior parte di essi utilizza le classiche piastrelle granny.Io ho scelto questo trovato su timetocraft (click sulle parole colorate), perché volevo un modello più coprente. E' un progetto facile e veloce. Prevedeva l'unione dei quadrati all'uncinetto, ma io ho preferito cucirli, mi sembra che il lavoro venga più pulito. Per rifinire ho lavorato un giro a punto gambero (punto basso eseguito da sinistra verso destra) intorno al bordo superiore. Ho usato un caldo filato acrilico e uncinetto n. 4,5. La piastrella è molto facile da eseguire, tuttavia se qualcuna avesse bisogno di una spiegazione dettagliata, basta chiedere!
Auguro un buon San Valentino a tutti!

domenica 5 febbraio 2012

Scarpette da notte allacciate: spiegazioni.


Vera Lucia, del blog tricoveralucia, mi ha gentilmente autorizzata a tradurre e pubblicare le sue spiegazioni per realizzare le scarpette da notte allacciate che ho postato qui il 31 gennaio scorso.
E quindi eccole qui.

Occorrente:
Lana non troppo spessa e ferri 3,5
Avviare 6 maglie e lavorare 40 ferri a legaccio (tutti i ferri a diritto).
Aumentare un punto all’inizio di ogni ferro fino ad avere 36 maglie sul ferro (Per aumentare passare il primo punto a diritto, sollevare il filo al centro fra il primo e il secondo punto e metterlo sul ferro sinistro, quindi lavorarlo a diritto ritorto).
Lavorare a coste 2/2 (due diritti e due rovesci) per 15 o 16 cm, quindi diminuire un punto all’inizio di ogni ferro (per diminuire lavorare due maglie insieme a diritto).
Quando si avranno nuovamente 6 punti sul ferro continuare a legaccio per 40 ferri.
Chiudere il lavoro, piegare a metà e cucire il lato corrispondente al tallone per circa 8 cm.Poi cucire la parte anteriore per circa 12-14 cm a piacere. Nascondere bene tutti i fili.
Con queste spiegazioni otterrete delle scarpette misura 38. Se volete delle scarpette più grandi aumentate la sezione a legaccio fino ad avere 40-42 punti.
Io invece, avendo usato del filato più spesso, ho ridotto un po' i giri a legaccio con aumenti e anche quelli dei laccetti. In pratica, chi usa un filato più spesso o più sottile, tenga conto che la parte a legaccio, esclusi i laccetti, deve misurare una decina di cm (ovviamente sempre per una misura 38).
Se qualche passaggio della spiegazione non è chiaro vi prego di farmelo sapere.
Buon lavoro!

martedì 31 gennaio 2012

Qualcosa di insolito

Oggi voglio mostrarvi il mio ultimo lavoro. Un piccolo lavoro, che ho messo in cantiere e realizzato in pochissimo tempo. Come sempre però, quando sono in cerca di un modello, non mi fermo alle solite cose, ai modelli già visti e rivisti, ma vado avanti nella ricerca fino a trovare qualcosa di nuovo, di insolito, di stimolante. E anche in questo caso, pur trattandosi di un lavoro senza pretese, ho rispettato la regola.
Provate a indovinare di cosa si tratta:
Non si capisce, vero? Allora vi mostro il lavoro dopo che è stato cucito:
Sembra una borsetta, vero? Ma non lo è!
Vi svelo il piccolo mistero:

Scarpe da notte! Semplicissime da fare, comodissime, restano ben aderenti al piede grazie ai laccetti annodati, caldissime perché ho usato un filato acrilico non troppo sottile e ferri n. 5.
Il modello l'ho trovato sul blog tricoveralucia in questo post.(clic sulla parola colorata).
Ed ecco un'ultima foto delle mie scarpette fatte a maglia in un modello semplice, ma niente affatto comune. Bisogna essere originali anche quando si va a letto, eh!