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domenica 22 marzo 2026

Maglione "Grande inverno"

Quest' anno l'inverno in Sicilia è stato insolitamente lungo e pesante. Solo adesso si cominciano a vedere i timidi segni di una primavera in arrivo. Il freddo però c'è stato, eccome, e mi ha convinta a tirare fuori dal mio stash un filato verde, misto lana,  bello pesante. Non avevo molti gomitoli ma, associati al filato che mi era rimasto dallo scialle coda di drago  "Sottobosco" che vi ho mostrato in questo post, è stato più che sufficiente a realizzare il maglione "Grande inverno".

Era proprio questo il lavoro che avevo per le mani durante il festival di Sanremo. Finito la settimana successiva ma, come spesso capita, riesco a pubblicarlo con molto ritardo.

Il modello è mio, top down a sprone tondo, ma per elaborarlo mi è stato molto utile il tutorial di Egle Breme "Maglione Garofano". Eseguendo i calcoli da lei indicati, tenendo conto del mio campione e delle mie misure, sono riuscita ad ottenere una vestibilità perfetta. Ho adattato al mio filato e al mio modello anche il collo anatomico in quanto io ho iniziato dal collo alto  a coste 2/2 mentre il modello di Egle è a girocollo. Inoltre Egle ha utilizzato un solo filato e un solo punto. Io invece, ho utilizzato due filati, uno sfumato e uno in tinta unita, e punti diversi: lo sprone è a punto legaccio interrotto da righe di foretti, per richiamare il punto dello scialle, la parte in tinta unita è a maglia rasata diritta e i bordi sfumati in fondo e ai polsi sono ancora a punto legaccio.

Ecco le foto del maglione indossato e, dalla mia espressione, penso si capisca che sono molto soddisfatta del risultato. 



L'unica cosa di cui mi sono pentita è stata il non aver voluto fare una chiusura elastica, ragion per cui il bordo inferiore del maglione tira un pelino. Non troppo però, perché ho eseguito la chiusura con un ferro di mezza misura più grande. Di più non potevo fare altrimenti il bordo sarebbe venuto slabbrato.

Fatemi sapere cosa pensate di questo lavoro nei commenti. Appuntamento a presto perché vi voglio mostrare un terzo lavoro eseguito con un'ulteriore rimanenza del filato sfumato verde che, devo dire, ha avuto una resa eccezionale. 

mercoledì 25 febbraio 2026

C'è Sanremo

E come ogni anno... c'è Sanremo! E io, come ogni  anno lo seguo, come da tradizione, con un lavoro a maglia tra le mani. Cosa sarà? La saprete presto. Promesso!

Il


venerdì 6 febbraio 2026

Scialle Coda di drago a maglia "Sottobosco"

Riconoscete questo modello? È lo scialle Coda di drago che ho fatto anche l'anno scorso come regalo per una mia cugina. Per vederlo cliccate qui. Stavolta l' ho realizzato per me nonostante in genere io non ami rifare due volte lo stesso modello. Questo però è divertente e veloce da fare. Inoltre il filato mohair autorigante che ho scelto gli dà un effetto del tutto particolare. Anche stavolta ho fatto una piccola variazione al modello originale: ho aggiunto una fascia a foretti prima di chiuderlo. Lo scialle è caldo e leggerissimo. Ho utilizzato solo 150 g di filato e i ferri n. 5. Il tutorial da seguire è questo di Lana, ferri e fantasia.




mercoledì 21 gennaio 2026

Gilet a maglia

Uno degli ultimi lavori che ho finito è stato questo gilet per mia sorella. Avevo sei gomitoli giusti giusti di un bel filato misto lana e alpaca  che ho comprato diversi anni fa. Ovviamente non bastava per un maglione. Mia sorella ama portare i gilet e quindi ho deciso di fargliene uno. L'amica Dolcezze sul Forum Isola creativa aveva proprio proposto di fare un gilet insieme. Niente spiegazioni disponibili, aveva solo visto una foto su Pinterest. Detto, fatto! Un mini kal a due era proprio quello che ci voleva. 

Ed è venuto fuori questo capo, giusto in tempo per confezionarlo come regalo di Natale. Semplice ma bello grazie alla lana di buona qualità e ai particolarissimi bottoni di cuoio che ho scelto 

Sorellina felice d'indossarlo.



giovedì 27 marzo 2025

Scialle Coda di drago bicolore a maglia

Dovevo fare un regalo di compleanno ad una mia cugina piuttosto freddolosa. Cosa poteva andare  meglio di uno scialle? Così ho pensato ad uno scialle a maglia modello coda di drago. È pratico, non ingombrante ma avvolgente. Si può indossare sotto o sopra il cappotto. Insomma, è un capo versatile e modaiolo.
Mia cugina ama molto il grigio ma il filato che avevo non era sufficiente, così ho deciso di alternare il filato grigio con uno viola dello stesso tipo, un misto alpaca caldo e molto morbido ma di buona consistenza.
Ecco com'è venuto il mio scialle Coda di drago.

La particolare lavorazione e l'alternarsi dei colori dà allo scialle un fascino particolare nonostante sia lavorato a semplice punto legaccio alternato a righe di foretti.
E poi, vi assicroche tiene caldissimo.



Il tutorial che ho seguito, molto chiaro e ben spiegato è questo, di Lana, ferri e fantasia.

giovedì 20 marzo 2025

Sophie scarf

Un lavoro che sembrava facile facile ma che mi ha fatto penare un po'. Ultimamente non facevo altro che imbattermi in post e tutorial che mostravano questa piccola e sottile sciarpina legata intorno al collo. Utile da mettere con i maglioni girocollo per me che sono freddolosa e anche un po' predisposta a soffrire di mal di gola. Così ho pensato di utilizzare un bel gomitoli di filato color senape che avevo già tra le mie corpose riserve di filato per farmene una. Tra l'altro questo pattern mi dava anche l'opportunità di imparare qualcosa di nuovo: il bordo I cord. Detto fatto, lo confesso, non ho seguito il pattern originale di PetiteKnit bensì ho seguito uno dei tantissimi videotutorial disponibili su YouTube. Ho preferito quello di Sofia Vettori che ringrazio per la chiarezza.

Peccato che io sia stata un po' distratta e abbia fatto un errore nel contare i giri. La mia sciarpina ventina luuuuuuunga luuuuuuunga e streeeeetta streeeeetta. Per fortuna ho capito l'errore: contavo i giri sul bordo I cord e non sul corpo della sciarpa e, siccome l'I cord viene lavorato un giro sì e uno no, praticamente facevo gli aumenti ogni 28 giri invece che ogni nove. Ecco spiegato il motivo per cui la sciarpina cresceva molto in lunghezza e poco in larghezza. Vai Penelope! Disfa e rifai! Finalmente la sciarpa cominciava ad avere la giusta forma.

Il risultato finale mi è piaciuto tantissimo. È una sciarpa pratica, calda, facile da abbinare. Si può portare avvolta due volte intorno al collo...

...oppure solo una volta.
Il bordino I cord dà alla sciarpina un aspetto curato e rifinito e impedisce l'eccessivo allungamento caratteristico del punto legaccio. 


lunedì 2 dicembre 2024

Maglione ai ferri top down "Sfumature"

Vi mostro il mio ultimo lavoro invernale dell'anno scorso. L'ho finito nella tarda primavera in verità, ragion per cui non mi è più sembrato opportuno pubblicarlo. Il motivo è presto detto: andavo a rilento per i motivi spiegati nel post precedente e poi i miei ferri circolari in bambù  mi si sono rotti mentre finivo la prima manica. I cavi sono di una plastica troppo rigida per la tecnica magic loop. E non è la prima volta che mi piantano in asso durante un lavoro. Vedi le mie prime calze, ad esempio.

Dopo inutili ricerche nelle poche mercerie del mio paese e una pausa di almeno un paio di mesi, mi sono finalmente decisa ad ordinare dei buoni ferri circolari in acciaio con un cavo morbido ma molto resistente e così, finalmente, sono riuscita a finire sia le calze che questo maglione. Non senza traversie però. Ho scoperto troppo tardi che i ferri in acciaio e i ferri in bambù danno una resa al lavoro completamente diversa: il lavoro risulta più fitto con quelli in bambù. Ragion per cui la seconda manica, seppure lavorata in modo identico alla prima, mi risultava più larga di almeno tre o quattro cm. Incavolata anzichenò ma costretta dal mio perfezionismo innato a non accettare l' idea d'indossare un maglione difettoso, ho disfatto completamente la seconda manica e l' ho lavorata nuovamente con diminuzioni più frequenti rispetto alla prima. Ottimo risultato! Peccato che, indossando il maglione, mi accorgo che stavolta era la lunghezza delle due maniche ad essere differente. Con una pazienza degna di Giobbe disfo nuovamente l' ultima parte della manica e la rifaccio. Finalmente il mio maglione è perfetto!  

Adesso vi parlo del modello. M'ispirava molto questo, il Francis revisited di Beth Silverstein, un pattern gratuito che si può scaricare su Ravelry. Ma poi ho fatto tante modifiche in quanto ho voluto la grana di riso doppia piuttosto che semplice, i punti non mi corrispondevano per nulla, le maniche le ho volute lunghe e non a tre quarti, il collo l'ho voluto tutto a punto grana di riso, il bordo inferiore l'ho fatto molto più alto e infine non ho voluto fare alcuna sagomatura lungo i fianchi. Ormai il mio punto vita non è così marcato da richiederla. Quindi in pratica del Francis è rimasta solo l' ispirazione iniziale.



Che ne dite, vi piace? Ho usato un mega gomitolo autorigante della Mondial (credo si chiamasse Family ma non vi assicuro che sia ancora in produzione) e ferri circolari n. 5,5. La tecnica è top down quindi finito l'ultimo punto del maglione non ho dovuto fare nessuna cucitura. Che meraviglia!

Adesso non resta che aspettare il pieno inverno per indossarlo. Peccato che in Sicilia ormai l'inverno lo cerchiamo a Chi l'ha visto?

venerdì 18 ottobre 2024

Le mie prime calze. Un'avventura!

Rieccomi sul mio povero, trascurato blog per raccontarvi un'avventura creativa.

Lo scorso inverno mi sono finalmente decisa a buttarmi nella realizzazione delle mie prime vere calze a  maglia. Fino ad ora avevo realizzato scarpe da notte a maglia o all'uncinetto, qualche modello di calze all'uncinetto, ma mai delle vere calze con i ferri circolari. Ho trovato una grande, preziosa maestra su Youtube, Giuseppina Flamini del blog Knittingcakes, che aveva  messo a disposizione un vero e proprio video corso a puntate su come si lavorano le calze. Tutto il procedimento era spiegato in modo chiaro e semplice e così, armata dei miei ferri circolari in bambù n. 3 e di un magnifico gomitolo di lana per calze che avevo comprato online tempo fa (Bice di Borgo de' Pazzi), ho iniziato la prima calza. Tutto è filato liscio, dalla punta con l'avvio chiamato Judy's magic cast on, al particolare tallone chiamato Fleegle heel, alla chiusura elastica.

Dunque ho iniziato la seconda calza quando, inavvertitamente, un giorno mi siedo sui ferri e...crack! Uno dei sottili ferri in bambù si spezza in due. Povera me! Mi metto subito alla ricerca di un paio di buoni ferri circolari nelle pochissime mercerie del mio paese...niente! Non si trova il numero. Allora aguzzo l'ingegno e con un temperamatite faccio la punta al moncone di ferro, la liscio bene con la carta vetrata e ... funziona! Continuo a lavorare la mia calza. Finchè non si rompe il cavo. Basta, è troppo! Decido di comprarmi dei ferri circolari  online. Possibilmente  di buon a qualità. In particolare li voglio in acciaio, punta sharp. Mi metto alla ricerca dei siti in cui vengono venduti ma...niente!  Non sono disponibili. 

Le mie calze quindi sono rimaste incompiute, ma sono comunque contenta di aver appreso la tecnica per farle. Le avrei completate appena sarei venuta in possesso di ferri circolari decenti. 

Recentemente ho scoperto Temu. Non ci crederete ma ho provato ad acquistare i loro ferri circolari in acciaio. Appena sono arrivati li ho provati immediatamente e devo dirvi che mi hanno stupita. Prima di tutto sono in acciaio con punta sharp, proprio come li volevo io. E poi hanno i cavi rinforzati con un'anima di metallo. Assolutamente resistenti. Magari è un po' faticoso il magic loop però io in definitiva mi trovo molto bene. A poco a poco comprerò tutti i numeri che uso più spesso.

E quindi finalmente ho finito la seconda calza. Arrivata alla chiusura elastica volevo andarmi a rivedere il video di Giusi Flamini ma.......brutta sorpresa! I meravigliosi video di cui vi ho parlato non sono più disponibili. Non ho idea del motivo per il quale non lo siano più ma così è. Così ho fatto una chiusura elastica diversa che ho imparato da un video di Valentina Coscia i e così finalmente ho finito le mie calze!!!


Penso che le indosserò non prima di gennaio o febbraio visto l'andazzo del clima qui in Sicilia (io sto ancora tranquillamente in prendisole) ma mi troverò preparata. 

Vi piacciono?



venerdì 26 aprile 2024

Poncho a maglia

Ricordate il misterioso lavoro che ho iniziato durante il Festival di Sanremo? L'ho poi finito e regalato ma non l'ho mostrato qui sul blog. Ma non è stata una dimenticanza. In realtà speravo che la mia cugina destinataria del regalo lo indossasse e mi mandasse delle belle foto. Ma poi le temperature sono salite di botto e non l' ha più indossato. Forse in questi giorni in cui è inaspettatamente tornato freddino ... Chissà! Intanto io vi mostro le poche foto fatte da me. La modella è la mia sorella più  piccola che però non vuole mostrarsi sul blog. Sorry!



Il modello è realizzato ai ferri, a punto catenelle. Ho lavorato due pannelli rettangolari uguali (per una taglia S, cm 36x50) che ho poi ripiegato e unito con l' uncinetto  a maglia bassissima, dando forma al poncho. Successivamente ho ripreso le maglie dello scollo e ho lavorato il colletto,  inizialmente in tondo,  poi in righe di andata e ritorno in modo che venisse aperto lateralmente, è lavorato a coste 1/1.
Infine ho cucito un bel bottone, rigorosamente di riciclo, sulla punta del colletto, a mo' di spilla. 


Per realizzare questo modello non ho seguito un pattern specifico. È una modalità di costruzione di un poncho ben conosciuta. Il punto lo conosco da tantissimo tempo. Pensate che, da ragazza, con questo punto ci lavorai un bellissimo  cappotto. Ero magrissima e lo indossavo con una cintura di camoscio stretta in vita... Vabbè...altri tempi e altra fisicità. 
In tempi più recenti, invece, con questo punto, in un kal con  alle amiche del forum Isola creativa, abbiamo realizzato uno scaldacollo. Qui il link al video che, a suo tempo, l'amica Assia realizzò per insegnare il punto catenelle alle altre partecipanti al kal. 
Se invece preferite istruzioni scritte, ditelo pure lasciando un commento e io Ve le scriverò. 
Vi lascio con la promessa di tornare prestissimo per mostrarvi il mio ultimo lavoro invernale. È stato travagliatissimo ma il risultato mi ha pienamente soddisfatta. Quindi ...stay tuned!

sabato 10 febbraio 2024

Sanremo continua ...stato di avanzamento del mio lavoro a maglia..


Alla fine della terza serata del festival ecco come si presentava il mio lavoro a maglia: un regolarissimo rettangolo realizzato a punto catenelle che ho chiuso a circa 60 cm di lunghezza. Un bell' indizio  per cercare di indovinare cosa diventerà. 

giovedì 8 febbraio 2024

Sanremo in maglia...do you remember?

Io ricordo sempre i tempi dei divertentissimi Sanremo in maglia. E mantengo la tradizione.


Qualcuno vuole indovinare cosa diventerà?


domenica 20 novembre 2022

Scialle Azzu's di Emma Fassio per lo swap "L'autunno è alle porte"

Prima che non sia più autunno voglio mostrarvi un lavoro che ho fatto è che invece è proprio autunnale. Non troppo pesante, ma in caldo cotone.

 


Mi tentava da tanto tempo. Parlo di uno scialle semplice e pratico progettato da Emma Fassio e messo a disposizione gratuitamente su Ravelry: l'Azzu's shawl. Ma, forse proprio perché era un po' troppo semplice per i miei gusti, non mi ero mai decisa a realizzarlo. Finchè un giorno della scorsa primavera, di passaggio in merceria, non trovai un meraviglioso (almeno così sembrava) filato sfumato in un colore che andava dal verde al blu petrolio con un vezzoso filo di lamé azzurro che faceva  discretamente l'occhiolino fra i diversi fili che componevano il filato che si presentava per niente ritorto. Immaginavo già che non fosse semplice da lavorare, ma dato che mi era venuto subito in mente il progetto di Emma, composto semplicemente da maglia rasata e file di un lineare punto a foretti, mi dicevo che non poteva essere poi così complicato portarlo a termine.

Così, a fine maggio, durante il ricovero in ospedale insieme alla mia sorella più giovane, che doveva subire un intervento chirurgico e non poteva essere lasciata sola un attimo dato che è disabile grave, ho iniziato lo scialle. Anche perchè di certo non potevo portarmi in ospedale il copriletto Mystical lanterns diventato ormai pesante e impossibile da trasportare agevolmente. (A proposito...l'ho finito! Ve ne parlerò nel prossimo post.)

All'uscita dall'ospedale il progetto era ancora alle sue fasi iniziali, ma io mi ero già resa conto che quel bellissimo filato mi avrebbe fatto passare i guai. Un po' per il fatto che non fosse ritorto ma soprattutto a causa di quel sottilissimo filo di lamé che sembrava animato di vita propria e compariva, scompariva, si perdeva, si arruffava, s'imbrogliava...e io giù a disfare e rifare...con gli occhi letteralmente fuori dalle orbite e i nervi messi a dura, durissima prova. Ma ciononostante e maledicendo il mio perfezionismo, impiegandoci un'eternità, praticamente tutta l'estate, il lavoro l'ho portato avanti. Ma giuro, se non fossi stata la persona tenace che sono, avrei abbandonato tutto e gettato lavoro, gomitolo e ferri nella spazzatura. :)))

Nel frattempo, sul forum Isola creativa, si decideva di aprire uno swap dal titolo "L'autunno è alle porte". Occorreva creare un handmade che avesse a che fare con la stagione autunnale e cosa c'è di più caldo e adatto alla stagione che gradualmente ci porta verso il freddo di uno scialle in caldo cotone utile a scaldare le spalle e difendere il collo dai primi freddi senza essere troppo pesante ed ingombrante, proprio come l'Azzu's shawl che stava saldamente attaccato ai miei ferri circolari? Così, appena saputo il nome della mia abbinata segreta che, guarda caso, è una ragazza giovane ma che ama portare gli scialli, proprio come me, ho subito deciso di destinare a lei il mio Azzu's. Mi sono data una mossa e, più o meno in tempo per la scadenza dello swap,  il mio Azzu's shawl era pronto per essere spedito a Michela, del blog Tra fili e fiabe


Allo scialle ho aggiunto un bel portacandela shabby con candela inclusa per adornare la casa di Michela nelle lunghe serate autunnali.


Io invece ho ricevuto il mio pacchetto dalla carissima Ely del blog Da pigra a creativa che ha creato per me una bellissima agenda arricchita da tanti schemi a punto croce, foglie, frutti e ortaggi autunnali. Insomma, un oggetto utile e mooolto originale! Mi è piaciuto davvero tanto. Inoltre Ely mi ha inviato un magnete con un grappolo d'uva, anch'esso handmade, che ho subito attaccato al mio frigo.

Ecco il contenuto del mio pacchetto:



Sfogliamo un po' l'agenda... 



E qui mi fermo, ma ci sarebbero tante pagine da mostrare, comprese quelle con le bustine di infusi e tisane che mi gusteró piano piano. 

Grazie carissima Ely per aver progettato e realizzato tutto questo per me! 

Spero di rifarmi viva molto presto. Devo mostrarvi la coperta Mystical lantern finita! 





mercoledì 23 marzo 2022

Poncho a maglia per bambina.

L'ho finito da un bel po' in verità e la mia nipotina Angelica l'ha utilizzato tanto. E' utilissimo per ripararle le spalle dal freddo lasciandole le braccia libere durante il gioco o le passeggiate in giardino che adesso, con la primavera appena iniziata, si faranno sempre più frequenti.

Il modello è praticamente questo, solo che io non l'ho realizzato in due pezzi, ma in un unico pezzo bottom up, cioè partendo dal basso, con i ferri circolari. In questo modo il poncho è senza cuciture.Il filato era un'originalissima cake della Mondial, se non ricordo male si chiama Take me home. Tiene caldo, ha un'ottima resa e delle bellissime sfumature. Mi è rimasto abbastanza filato per farne un altro più grande l'anno prossimo. L'unico neo di questo filato è che con l'utilizzo forma un po' di pelucchi. 

Puntualizzo che questo post non è sponsorizzato quindi la mia breve recensione del filato è assolutamente oggettiva.

sabato 27 novembre 2021

Vestitino scamiciato a maglia per bambina

Creare capi d'abbigliamento per la mia nipotina è diventato un  passatempo che adoro. Questa che vi mostro oggi è l'ultima creazione. Si tratta di un vestitino scamiciato realizzato a maglia a punto legaccio con un filato che avevo in casa da tempo  e i ferri circolari del n. 3,5. E' lavorato top down, cioè partendo dal collo, e di conseguenza non c'è l'ombra di una cucitura. Per me questa è una cosa fantastica visto che cucire i vari pezzi di un lavoro a maglia è noiosissimo.

Ma bando alle ciance...eccovi qualche foto.


Starà benissimo con un lupetto e un paio di leggins blu. 

Quanto al modello mi sono ispirata ad una foto vista su Pinterest. Ho riprodotto ad occhio il  motivo traforato del raglan, ma non sono riuscita a capire dove posizionare gli aumenti per inserire lo stesso motivo anche sui fianchi, così ci ho rinunciato. Ho lavorato alcuni aumenti via via che scendevo verso il basso così da dare al vestitino una linea leggermente svasata ed infine ho lavorato una fascia con un  punto a foretti per dare un po' di movimento. Sul retro ho creato un'apertura per rendere più agevole infilare il vestitino dalla testa. Ho chuso l'apertura con un bottone di riciclo. Non si direbbe visto che è di un colore identico al filato, vero? La mia buona abitudine di conservare tutti i bottoni dei capi vecchi che elimino  si rivela sempre preziosa.


Il prossimo capo che inizierò sarà un poncho. Ho già acquistato uno strepitoso filato e sono in fase di scelta del modello. 
A presto!

martedì 9 novembre 2021

Cardigan top down a maglia per bambina

 

Non avete idea di quanto mi sia divertita a fare questo cardigan per mia nipote Angelica. Si tratta di un capo lavorato top down, quindi senza cuciture. Ho usato un filato di riciclo color avorio, morbidissimissimo
  e ancora perfetto, che avevo in casa da anni. E' così morbido che ho pensato fosse proprio adatto ad un capo per bambini. L'ho lavorato con i ferri n. 4. Il pattern che ho seguito l'ho trovato sul sito La maglia di Marica, una vera miniera di modelli per bambini, oltretutto spiegati sempre molto bene. Uniche mie modifiche: ho lavorato un vezzoso bordo a punto traforato anche sul bordo delle maniche e ho piazzato il bottone sul bordo dello scollo.

Dopo questo capo ne ho creato subito un altro che vi mostrerò prossimamente. Ormai Angelica è la mia modella preferita. L'unica cosa che mi dispiace è non riuscire assolutamente a farla stare ferma un attimo per fare delle foto decenti. Questa, ad esempio, è l'unica che sono riuscita a farle col cardigan avorio. 

venerdì 1 novembre 2019

Sciarpa "Armonia d'autunno"

E come vi avevo già annunciato, ho realizzato una sciarpa coordinata al maglione "Armonia d'autunno" di Katya Bonanno che vi ho mostrato  nel post precedente. 
Ho utilizzato il punto dei bordi del maglione e poi ho realizzato un passante nello stesso punto della parte principale del maglione che ho cucito ad uno dei lati corti della sciarpa arricciandola un po'.
Ecco due foto in cui  indosso il maglione insieme alla sciarpa. Che ne dite, vi piace?



giovedì 1 agosto 2019

Cancun boxy lace top w.i.p.: una maglietta super traforata ai ferri.

Avevo in casa da decenni otto gomitoli di un filato particolare: un misto cotone e viscosa color glicine. Molto bello con il  suo lieve effetto opaco-lucido, ma un po' spesso per i miei gusti. Pesante per essere lavorato all'uncinetto e anche lavorato a maglia veniva fuori una consistenza troppo pesante per il clima estivo della mia zona. E d'altra parte otto gomitoli erano pochi per realizzare un capo a maniche lunghe. Ecco perché ho tenuto in attesa questo filato per tanti, tanti anni senza sapere cosa farne. 
Ma adesso mi sono messa in testa che il mio stash  (riserva di filati) deve essere smaltito. E così ho messo gli occhi sul quegli otto gomitoli e mi sono messa alla ricerca di un modello adatto.
Non so quante ore di ricerche su Pinterest e su Ravelry, e un po' di consigli da parte delle amiche del forum Isola creativa,  mi hanno portata a scegliere questo  modello: Cancun boxy lace top di Erin Kate Archer.
Il lavoro è in corso, ma non vedevo l'ora di mostrarvelo. Il modello originale è corto, io invece sto realizzando una maglietta più lunga. La designer ha scelto una serie di punti traforati che nella maglietta si alternano intervallati sempre da quattro giri a legaccio. L'effetto è molto traforato e credo  che ciò compensi la pesantezza del filato e dia una bella ariosità al modello. Che poi era proprio quello che cercavo.


Ho già finito il dietro della maglietta e ho iniziato il davanti. Sto studiando il modo di creare una scollatura un po' più profonda sul davanti perché sinceramente lo scollo a barchetta del modello originale mi sembra un po' soffocante. Vedremo...

Nella foto vedete la mia postazione di lavoro estiva. Siamo davanti al divanetto della cucina dove abitualmente lavoro nelle altre stagioni, ma che in estate viene abbandonato a causa del caldo in favore della mia sdraio, che mi aiuta anche a sopportare i miei mal di schiena. Nella foto la intravedete in primo piano. A sinistra si vede il pc portatile che mi permette di navigare in internet mentre lavoro a maglia. A destra invece vedete un pacchetto giallo. Sono le mie inseparabili e indispensabili salviette antizanzare. Non potrei vivere senza repellenti contro le zanzare. Sono il mio incubo!  

lunedì 18 marzo 2019

Ancora scarpe da notte! Spiegazioni.

Eh sì, ancora babbucce! O scarpe da notte, chiamatele pure come volete. Quelle che vi ho mostrato in questo  post  le ho subito regalate ad una zia che non sta molto bene. E così ho deciso di iniziarne un paio per me. Durante le ricerche in rete per cercare un pattern semplice per il kal sull'Isola creativa, avevo visto un video in turco che spiegava un modello di babbucce molto carino, con un motivo traforato sul davanti. Ispirandomi a quel modello ne ho creato uno personale, con delle differenze abbastanza sostanziali. Ecco perché mi permetto di scrivere qui le mie spiegazioni. Questa volta non si tratta quindi di una traduzione, ma di una mia variante del modello turco.



Le spiegazioni sono per un paio di babbucce misura 37-38. Tra parentesi vi dò le indicazioni per aumentare la misura.

OCCORRENTE
Circa 100 g di filato di spessore medio oppure sottile messo in doppio.
Se avete del misto lana è meglio, ma se avete del filato acrilico non fa niente. Al termine delle spiegazioni vi svelerò il segreto per ammorbidire il lavoro finito. 
Ferri 4,5  e 5 (ma dipende dalla vostra "mano". Se avete una tensione stretta vanno benissimo i ferri indicati. Se avete una tensione larga, diminuite i ferri di mezzo punto).


PRIMA TAPPA

Avviare morbidamente 44 maglie con i ferri 4,5 (potete anche usare un ferro di mezzo punto più grande per avviare, in modo che i punti non tirino) e lavorare a coste 2/2, cioè alternando due diritti e due rovesci nel primo ferro, mentre nel secondo ferro si lavorano le maglie come si presentano. Proseguire il bordo elastico per circa 10 cm (o anche più se preferite).





SECONDA TAPPA
Adesso eseguire un giro a punto passanastro per poter passare il cordoncino alla caviglia.
Ecco come si fa: sul diritto del lavoro lavorare *due punti a rovescio, un gettato, due punti insieme a diritto*. Continuare ripetendo da * a *fino alla fine del ferro.
Nel ferro successivo lavorare a rovescio 22 maglie, poi eseguire un aumento. Come si fa: con il ferro sinistro sollevare il filo che collega le due maglie sottostanti e lavorarlo a diritto ritorto. Ecco il link ad un video che vi mostra come fare.



Questa maglia in più sarà il punto centrale che darà origine al motivo traforato. Continuare il ferro lavorando a rovescio.

Adesso inizia il punto traforato.
1° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia precedente l'aumento (compresa), un gettato, un rovescio (sulla maglia aumentata nel ferro precedente), un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
2° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, tre diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
3° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, cinque rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
4° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, sette diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
5° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, nove rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
6° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, undici diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
7° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, un gettato, tredici rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro
8° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, (stavolta non si esegue il gettato), quindici diritti, (non si esegue il gettato), continuare a rovescio fino alla fine del ferro.

A questo punto si ricomincia dal primo ferro e si lavorano nuovamente gli otto ferri del punto traforato.
(per una babbuccia n. 40 occorrerà lavorare un terzo motivo traforato. Ma consiglio di provare la babbuccia sul piede. Eventualmente fermare la lavorazione a metà del motivo traforato).
Ecco come si presenta il lavoro alla fine della seconda tappa.



TERZA TAPPA
Continuare lavorando 12 ferri a punto legaccio (tutti i ferri a diritto). Questa fascia a legaccio costituirà la punta e la suola della babbuccia.
A questo punto avete due possibilità:

1) chiudere morbidamente tutti i punti lasciando una coda di filo per cucire. Infine cucire la suola e poi l'apertura sul retro con una cucitura piatta. Ecco un link ad un video che vi aiuterà.



2) durante l'ultimo ferro a legaccio, fermarsi a metà ferro, piegare il lavoro in due appaiando i ferri ed eseguire una chiusura a tre ferri. Infine cucire soltanto sulla parte posteriore della babbuccia. Eccovi il link ad un video dove viene spiegata la cucitura a tre ferri che io sinceramente preferisco perché risulta morbida e non tira.



Non vi resta che realizzare il cordoncino e inserirlo nel giro a punto passanastro.


Come dite? Non sapete realizzare un cordoncino ritorto? E io vi do pure il link ad un video che vi sarà utile per imparare a farlo.

Queste spiegazioni sono state testate da un'amica del forum, Dolcezzedimamma, che ne ha realizzate un delizioso paio in bianco e rosso. 
Tuttavia, se doveste riscontrare qualche errore, vi chiedo gentilmente di farmelo sapere in un commento.

E adesso è il momento di condividere con voi il trucco, di cui vi parlavo all'inizio delle spiegazioni, per rendere più piacevole al tatto un capo realizzato con un filato acrilico
Se, come a volte capita, avete acquistato un filato molto bello, ma acrilico e che dopo averlo lavorato si è rivelato molto ruvido, com'era il mio (tremendamente ruvido), c'è un modo efficacissimo per ammorbidire il lavoro finito. Basta passare il ferro a vapore al di sopra del lavoro, cui avrete dato la giusta forma con le mani, ma SENZA MAI TOCCARLO CON LA PIASTRA, altrimenti si appiattiranno i punti e si rovinerà. Mi raccomando, fatelo solo per qualche secondo, non di più. Più insisterete, più il lavoro cederà e quindi diventerà più morbido, ma anche più grande. Perciò tenetene conto durante la lavorazione.
Le mie babbucce infatti io le ho lavorate in una misura piccola. Alla fine sono diventate incredibilmente morbide e della misura giusta.


Bene, spero che riusciate a realizzare tante belle e calde babbucce.
A presto!

giovedì 21 febbraio 2019

Scarpe da notte semplici ai ferri. Nuova traduzione autorizzata.

Sì, direi che faccio ancora in tempo a parlarvi di babbucce di lana. O scarpe da notte, come le chiamiamo qui in Sicilia.
Qualche tempo fa, le mie amiche del forum Isola creativa mi hanno chiesto di guidarle nella realizzazione di un paio di babbucce ai ferri. Dopo tanto girovagare sul web, la scelta è caduta su  questo semplice modello di Aglaé Laser. Le spiegazioni erano in francese, quindi ho subito chiesto ad Aglaé il permesso di tradurle. Autorizzazione che mi è stata  subito gentilmente concessa. E così adesso sulla pagina Ravelry del modello si può trovare anche la versione in italiano delle spiegazioni.  
E, questa è stata la cosa più divertente, sul forum si è svolto un kal, cioè un knitting along. In pratica abbiamo lavorato in gruppo queste babbucce e in breve tempo ognuna ha potuto indossare il suo paio di calde babbucce e adesso è in grado di produrne per tutti i propri cari.
Ecco le mie.



E se volete vedere tutte quelle lavorate dalle amiche del forum cliccate qui e scorrete la discussione.  Nel primo post troverete anche il mio fototutorial e tutti i suggerimenti che ho dato, anche quelli per fare la modifica per aggiungere il cordoncino alla caviglia, che nel modello originale non c'era. Oppure, per vedere le foto, andate su Ravelry sulla pagina che ho dedicato alle mie babbucce e al kal.

AGGIORNAMENTO: nella stessa discussione successivamente sono stati aggiunti altri modelli di babbucce o scarpe da notte che dir si voglia, sia ai ferri che all'uncinetto.


Quanto alla mia traduzione autorizzata di questo modello, da oggi la troverete su questo blog, in questa pagina. Link sulla colonna laterale, insieme a tutte le altre traduzioni che ho pubblicato.

giovedì 27 dicembre 2018

Coprispalle da sposa

Non so se lo avete notato nelle foto del post in cui ho parlato del matrimonio di mia figlia, ma il coprispalle che Irene indossava sull'abito da sposa  era fatto a maglia...e l'ho fatto proprio io. Eccolo!

Irene non ama le pellicce, nè quelle vere nè quelle finte ma, dato che il vestito aveva la parte superiore del corpino trasparente,  aveva bisogno di qualcosa che la coprisse in chiesa e che la difendesse dal freddo soprattutto mentre era a fare le foto. Allora io mi sono messa alla ricerca di un filato particolare, che facesse l'effetto di una pelliccia, ma che fosse al contempo leggero e delicato. Ho trovato un filato della Mondial che si chiama Splendor ed è splendido davvero perché ha un delicatissimo riflesso luccicante. Però mi sembrava troppo...pelliccioso e poi avevo paura che risultasse troppo leggero e che non scaldasse abbastanza. Allora ho deciso di unirlo ad una pura lana merinos extrafine, sempre della Mondial. E' stata una scelta azzeccatissima. Appena ho realizzato il campione, con i ferri n. 6,  mi sono resa conto immediatamente che avevo trovato quello che cercavo. E anche Irene ne è stata subito entusiasta. Ho lavorato il coprispalle con il ferro circolare, senza cuciture quindi, seguendo lo stesso pattern del mio coprispalle di cui ho scritto le spiegazioni in questo post. Ho solo iniziato con 150 punti ed eliminato il bordo a coste.
Vi assicuro che l'effetto finale è stato molto, ma molto più bello di quello che si può apprezzare in foto. Irene sembrava essere circondata da una nuvola luminosa. E per me è stata una soddisfazione enorme sia aver realizzato una parte importante dell'abito da sposa di mia figlia, sia sentirmi fare tanti complimenti dalla proprietaria dell'atelier in cui abbiamo acquistato l'abito. Pensate che mi ha detto che trovava il mio coprispalle molto più fine ed elegante di tutti i coprispalle in pelliccia che aveva in atelier.
Altra cosa vantaggiosa: quest'anno questo tipo di filati è di tendenza e Irene potrà riutilizzare il suo coprispalle per tutto l'inverno, indossato così o anche come sciarpa infinity.