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giovedì 16 aprile 2026

Torta cremosa al cioccolato e mele




Le temperature stanno salendo e comincia a venire voglia di dolci cremosi e freschi.

Avevo già provato in passato questa ricetta facile, piuttosto virale sul web, con solo due ingredienti ed era stato un grande successo. Così ho voluto rifarla sperando che il suo sapore cioccolatoso facesse assumere più volentieri un po' di frutta a mia nipote. 

La ricetta è semplicissima. Bastano sei mele di grandezza media e 250 g di cioccolato fondente (io ho usato quell' al 50%di cacao).

Sbucciate le mele e riducetele a pezzetti. Non preoccupatevi che siano piccolissimi o tutti uguali, tanto poi verranno frullati. Mettete i pezzetti di mele in un tegame e lasciateli cuocere aggiungendo solo un paio di cucchiai di acqua. Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagno Maria o nel microonde. Unite i due ingredienti e frullateli per bene fino ad ottenere una crema. 

Versate la crema in uno stampo e fate raffreddare in frigorifero fino al completo consolidamento.

Provatelo e vedrete che questo dolce vi stupirà piacevolmente. Ha un sapore intenso di cioccolato con un leggero retrogusto acidulo che sarà più o meno presente a seconda della dolcezza delle mele che utilizzerete. 

Come sempre, giudico la riuscita di una ricetta dalla velocità con cui sparisce dal piatto da portata. E questo dolce è sparito alla velocità della luce. Nessuno è riuscito a fermarsi ad una sola porzione 

domenica 5 gennaio 2025

I dolci siciliani delle feste natalizie: i buccellati!



I buccellati di papà, aggiungo io. Perchè tra un buccellato qualunque e i buccellati che faceva ogni anno mio padre ce n'è di differenza!

Papà era un cuoco, un cuoco all'antica, che non si faceva chiamare chef, primo perché ai suoi tempi non usava, secondo  perché non aveva un ristorante bensì un grande laboratorio in cui, antesignano del moderno catering, per tanti anni, insieme al suo socio e ai loro collaboratori,  ha allestito banchetti per feste di tutti i tipi, dal più piccolo e meno impegnativo a quello con 400 invitati. In gioventù aveva fatto il panettiere, aveva lavorato in un'industria dolciaria, era un bravissimo pasticciere...poi, insieme ad un collega, aprì un laboratorio in proprio che si occupava appunto di banchetti e forniture per tantissimi bar e locali del territorio.  Negli anni Ottanta, insieme al suo socio, cui lo univa un affetto fraterno, aprì anche un bar e portò avanti l'attività finché i suoi problemi di salute glielo permisero. Poi cedette la sua quota societaria al suo socio e andò in pensione. Ma  aveva esperienza da vendere e quella sua esperienza la mise a disposizione della famiglia deliziandoci con i suoi manicaretti e allestendo tutti i banchetti di compleanno e ricorrenze varie per le figlie e i nipotini che adorava. 
Non mancavano feste natalizie in cui, dopo aver preparato personalmente nel corso dell'anno, i tradizionali  ingredienti per il ripieno (la composta di pere, le bucce d'arance candite, i fichi secchi), non si mettesse nella sua attrezzatissima cucina a produrre chili e chili di meravigliosi e profumatissimi buccellati che, puntualmente, regalava anche a parenti e amici e che, purtroppo per me, erano talmente buoni da farmi prendere almeno tre chili all'anno. Valli a smaltire poi! Ma come resistere ai buccellati di papà?
Ormai papà non c'è più. Quelle che stiamo passando  sono  le seconde senza di lui e senza mamma. Le feste ormai sono velate di tristezza  per me, per tutta la famiglia. Ma una cosa non ho voluto che mancasse sulla nostra tavola delle feste: un vassoio di buccellati fatti con  la ricetta  di papà. Non saranno mai buoni come i suoi dato che io, per abbreviare i tempi, uso ingredienti acquistati e non preparati da me. Ma diciamo che, nel complesso, l'illusione che in cucina ci fosse ancora lui a sfornare buccellati, sono riuscita a darla.



La ricetta originale di mio padre la trovate qui sul blog in questo post. Io però quest'anno (papà mi perdoni) ho utilizzato la ricetta della pasta frolla all' olio di Benedetta Rossi.

E concludo augurando a tutti una felice Epifania!  

martedì 28 maggio 2024

Ciambella al limone

Ormai uso il mio amato Fornetto Versilia da diversi anni. Vi ho parlato  di questo antico strumento di cucina in questo post. Sicuramente con tutta l'energia elettrica che mi ha fatto risparmiare, ho già ammortizzato il suo costo da tempo. E non mi stanco mai di usarlo anche perché le mie ciambelle risultano sempre cotte benissimo e molto, molto soffici.

Ultimamente i nostri limoni ci stanno regalando tanti frutti e ne ho utilizzati un bel po' per preparare questa deliziosa ciambella al limone.  La base è sempre la mia preferita: la torta sette vasetti modificata ispirandomi al ciambellone all'acqua di Adelaide Melles. Io però ho adattato le dosi alla misura del mio fornetto che è di 26 cm, così la ciambella risulta bella alta. 

Ho utilizzato un bicchiere da 200 ml invece del vasetto di yogurt.

A cottura ultimata ho imbevuto la ciambella con un ottimo sciroppo al limone che la rende umida e veramente squisita.

Provatela, ve la consiglio.



Ingredienti:

3 bicchieri di farina 00

4 uova 

1 bicchiere e mezzo di zucchero semolato

3/4 di bicchiere di olio di semi di girasole 

1/4 di bicchiere di succo di limone 

1/2 bicchiere di acqua

la buccia grattugiata di un limone

una bustina di lievito per dolci

una bustina di vanillina


Per lo sciroppo:

150 g di zucchero semolato

il succo di tre limoni (anche quattro se sono piccoli).


Procedimento

Battere le uova con lo zucchero finché non saranno diventate chiare, gonfie e spumose. Abbassare la velocità e aggiungere i liquidi a filo. Poi setacciare la farina, il lievito e la vanillina e aggiungere delicatamente le polveri all'impasto. Io preferisco farlo a mano mescolando dal basso verso l'alto. Quando l'impasto è  ben amalgamato, versarlo in uno stampo imburrato e infarinato e infornare a 180° per 40 minuti circa finchè alla prova stecchino il dolce non risulterà asciutto.

Io uso il Fornetto Versilia che fodero con cartaforno leggermente inumidita. Metto lo spargifiamma sul fornello più piccolo e metto sù il Fornetto con la fiamma al massimo per i primi 10 minuti. Poi abbasso la fiamma al minimo e proseguo la cottura. Il tempo dipende dal fornello che può essere più o meno grande. Sul mio fornello in genere ci vuole un'oretta scarsa. Vale comunque la prova stecchino.

Durante la cottura del dolce, ci si può dedicare alla preparazione dello sciroppo. Versare in un pentolino il succo dei limoni e lo zucchero e scaldare sul fuoco finchè lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Spegnere e lasciare intiepidire. 

Una volta cotta e sformata la ciambella, infilzarla con un lungo stecchino o con uno spiedino per involtini cercando di bucherellarla in modo uniforme. A questo punto versare lo sciroppo a cucchiaiate su tutta la superficie del dolce, Grazie ai buchetti praticati in precedenza verrà assorbito con facilità.

La ciambella al limone è pronta per essere servita. Credetemi, è squisita.



venerdì 22 luglio 2022

Torta al cioccolato strepitosa, senza cottura


E anche stavolta torno dopo tanto tempo sul blog. Non sto a raccontarvi tutte le traversie di tipo sanitario che la mia famiglia ha attraversato. Forse finalmente ne siamo fuori e questo è l'importante.

Stamattina ho trovato il tempo per preparare questo dolce semplicissimo e velocissimo da realizzare. Non richiede cottura, ma solo un po' di permanenza in frigo e poi si può mangiare. E, appena avrete iniziato... provate a smettere! 😅


Ricorda un po' il salame di cioccolato, ma è diverso perché  non contiene burro, né uova. La ricetta l'ho trovata  qui (click sulla parola colorata) e l'ho seguita pari pari. Ho usato un bellissimo stampo di silicone a forma di fiore. perché anche l'occhio vuole la sua parte, ma vi assicuro che questo dolce sparisce alla velocità della luce anche se lo faccio in un semplicissimo stampo da plum cake. 

Ve lo consiglio proprio. Oltretutto, con il caldo che fa, permette di evitare proibitive cotture in forno. Meglio di così....

mercoledì 23 giugno 2021

Una torta per me: sbriciolata di fragole con crema.

Qualche giorno fa ho compiuto 61 anni. Un po' per non lasciar passare il compleanno senza un dolce, un po' per festeggiare la fine degli esami di terza media, un po' per scacciare il magone causato dal pensionamento di alcune delle mie colleghe più care, in tarda serata ho deciso di fare questa bella e buonissima torta: la sbriciolata con crema e fragole. Ve la consiglio caldamente. Veramente ottima! 
 
Di ricette di sbriciolata ce ne sono tante, ma io ho seguito quella di Benedetta Rossi. Uniche modifiche: io non ho usato farina 00 bensì farina di Maiorca, una farina 1 macinata a pietra, e ho usato olio di  mais invece del burro e bevanda di soia invece del latte per la crema. 

lunedì 9 marzo 2020

Le orecchie di Haman



Decisamente è passato troppo tempo dall'ultimo post. Tante cose mi sono successe,  fin dall'inizio di quest'anno,  e tutte brutte:  un problema di salute di mio figlio che poi, grazie a Dio, si è risolto bene e senza che fosse necessario l'intervento chirurgico invasivo che inizialmente sembrava necessario; un lutto improvviso che si è abbattuto sulla mia famiglia come un fulmine a ciel  sereno; contrarietà sul lavoro che mi hanno tolto la serenità e la salute...e ora, quanta ansia per quest'epidemia che si sta diffondendo sempre più, proprio adesso che mia figlia è arrivata quasi al termine della sua gravidanza e dovrà necessariamente andare in ospedale per il pre ricovero, per gli ultimi controlli e per il parto. Siamo tutti molto preoccupati in generale e per lei in particolare.
Ci sono stati lunghi periodi in cui niente, neanche i miei hobbies creativi riuscivano ad aiutarmi e anzi, non riuscivo proprio a far nulla. Nemmeno leggere o ascoltare musica. 
Solo il contatto umano, reale o virtuale, con  le persone che mi vogliono bene -  familiari, colleghi e le preziose amiche del forum Isola creativa -  mi ha impedito di deprimermi troppo.

Adesso ho ripreso in qualche modo tutte le mie solite attività.  Sta per arrivare la mia prima nipote , perciò voglio farmi forza e riprendere le redini della mia vita. Non voglio più permettere alle preoccupazioni e ai dispiaceri di rovinarmi questo irripetibile periodo.
E voglio ricominciare anche ad aggiornare questo blog cui tengo tanto, anche se ormai le visite giornaliere sono poche e i commenti merce rara. So che comunque c'è ancora chi lo segue e non lo abbandona , anche se io non sono più così presente come un tempo.

Oggi voglio segnalarvi la ricetta per fare questi buonissimi pasticcini di frolla e marmellata, dalla forma molto particolare. Si chiamano Orecchie di Haman e sono dei dolcetti che appartengono alla tradizione ebraica. Sono tipici della ricorrenza di Purim. Cliccando sulla parola colorata potrete leggere tutta la storia e le curiosità a proposito di questa festa.  Qui  troverete anche una ricetta per fare le Orecchie di Haman (o Aman) senza usare la bilancia. (io però non l'ho ancora testata). In quest'altro post invece, una spiegazione alternativa sulle origini del nome  in ebraico: Hamantashen.

Ci sono diverse ricette in rete. Io uso questa che ho sentito una volta in tv alla Prova del cuoco.
Eccovi ingredienti e procedimento.

Orecchie di Haman
Ingredienti:
300 g di farina 00 (io però uso la farina di Maiorca, molto meno raffinata)
2 uova non troppo grandi (ma se come me usate una farina meno raffinata potete usare anche uova grandi, dato che queste farine assorbono più liquidi)
100 g di zucchero (io uso lo zucchero integrale di canna o metà dose di stevia. In quest'ultimo caso, ho notato che i dolcetti crescono meno in cottura)
40 g di olio e.v.o. (o di mais  o di girasole)
mezza bustina di lievito per dolci
la buccia grattugiata di un limone
marmellate e confetture di gusti vari (quelle che più vi piacciono. Io uso quelle senza zuccheri aggiunti)

Variante: ultimamente ho preparato questi dolcetti anche nella variante con miele e frutta secca grossolanamente tritata. Ottimi anche così, ma più calorici.

Procedimento:
Setacciare la farina insieme al lievito, aggiungere la vanillina e creare una fontana. Dentro la fossetta creata, mettete le uova, lo zucchero, l'olio  e la buccia di limone grattugiata. Cominciate ad amalgamare il contenuto della fossetta e poi, rapidamente, impastate il tutto creando una palla compatta. A questo punto potete far riposare l'impasto per una mezz'oretta, ma è possibile procedere anche subito con la preparazione senza grossi problemi.
Stendete un po' d'impasto alla volta fino ad uno spessore di pochi millimetri, tre o quattro. Con un coppapasta o un bicchiere del diametro di circa 8 cm  ritagliate dei cerchi e mettete al centro di ognuno poca marmellata o confettura (non più di un cucchiaino da caffè raso, altrimenti fuoriuscirà in cottura). Piegate i bordi sul ripieno fino a formare dei triangoli, come vedete nella foto e stringete bene.
Vi metto anche il link a questo videotutorial per formare perfette Orecchie di Haman. Volendo, per facilitare l'operazione, potete anche inumidire i bordi dei dolcetti con in po' d'acqua. Uno per uno però. Non bagnateli tutti insieme.

Posizionate i pasticcini su una teglia coperta con cartaforno e infornate  a 170° per 10-15 minuti, a seconda del vostro forno. Controllate la cottura. I pasticcini nn devono scurirsi.
Sfornate, lasciate raffreddare e assaggiate. E poi mi saprete dire se siete riusciti a non mangiarne uno dopo l'altro, come le ciliegie.

Solo dopo aver fotografato i miei primi dolcetti, e cioè un bel po' di tempo fa,  ho scoperto che il sistema più corretto per chiudere le Orecchie di Haman non è quello che si vede nella maggior parte dei tutorial, che è quello che adottavo io all'inizio, bensì è quello che potete vedere in questo fototutorial. Io ormai faccio così da tempo. Voi scegliete pure il metodo che vi è più congeniale.

Bene, adesso vi lascio, sperando di non lasciare più il blog abbandonato per tanto tempo.
Vero è che nei prossimi giorni sarò impegnata con la preparazione delle attività didattiche da proporre a distanza agli alunni in questo strano periodo in cui la routine delle comunità scolastiche è stravolta dall'epidemia di coronavirus, ma un po' di tempo lo troverò per mostrarvi i miei ultimi lavori e anche un po' di  vecchi lavori tirati fuori e rinfrescati per utilizzarli quando nascerà la piccola di mia figlia.
A presto!


sabato 14 aprile 2018

Crostata alle fragole senza derivati del latte

La primavera è arrivata, anche se non mancano giornate di cielo cupo come quella di oggi. Ed è tornata la voglia di buoni dolci alla frutta. I
Ieri sera, nonostante fossi reduce da una pesante giornata di lavoro, ho preparato un dolce che a casa mia fa subito festa...o meglio...la festa viene fatta subito al dolce, nel senso che viene sbafato in men che non si dica. Si tratta della crostata alle fragole. Buonissima, e abbastanza comune come dolce. Ma la mia ha una particolarità: è assolutamente priva di latte e  derivati.  Io sono intollerante e quindi, se vogliamo mangiare un dolce tutti insieme, devo sperimentare ricette dairy free. Ecco cosa ho tirato fuori ieri. A parte la maggiore friabilità della frolla, vi assicuro che non ha fatto rimpiangere la versione originale.


Ingredienti:

Per la pasta frolla. 350 di farina 00, 100 g di zucchero, 50 ml di olio di semi (io ho usato olio di mais), mezza bustina di lievito vanigliato, la buccia grattugiata di un limone.

Per la crema: mezzo litro di latte di soia alla vaniglia (quello che acquisto io è già leggermente zuccherato),100 g di zucchero, 4 tuorli, 40 g di amido di mais, la buccia di un limone (solo la parte esterna. Evitate il più possibile la parte bianca).

Per la decorazione: fragole mature pulite, tagliate a metà e cosparse di zucchero , 100 g circa di cioccolato fondente . Io ho usato metà cioccolato fondente al 50% e metà quello al 70% di cacao, piuttosto amaro, che fa un bel contrasto con il sapore dolce della crema e della frolla  e quello dolce, ma leggermente acidulo delle fragole. Un po' di marmellata di albicocche leggermente diluita con acqua per lucidare.

Procedimento:

disporre la farina a fontana. Nel buco centrale mettere il lievito, lo zucchero e, a poco a poco, l'olio. Impastare solo fino a quando si ottiene una palla compatta. Se doveste avere difficoltà a compattare l'impasto aggiungete poca acqua fredda e bagnatevi le mani. Porre l'impasto in frigo avvolto in pellicola trasparente. 
Nel frattempo preparare la crema. Questo è il procedimento che ho usato io e non si è formato neanche un grumo.In un pentolino mettere lo zucchero e l'amido e mescolare benissimo. Poi aggiungere i tuorli e amalgamarli bene. Aggiungere il latte di soia a temperatura ambiente a poco a poco e mescolare bene con un cucchiao di legno finché non vedrete più grumi.
Accendere il fuoco, fornello medio, e portare ad ebollizione mescolando sempre. Vedrete che la crema si addenserà anche prima dell'ebollizione, ma fate cuocere qualche minuto per cuocere l'amido che altrimenti risulterebbe indigesto. Coprire con pellicola a contatto e mettere da parte
Adesso riprendete la frolla, stendetela in uno stampo per crostate rivestito di cartaforno bagnata e strizzata. Mi raccomando, direttamente nello stampo, perché questa frolla è molto delicata. anche in questo caso aiutatevi bagnandovi le mani. Formate anche il bordo intorno allo stampo, ma senza creare un cordone spesso.  Coprire con un altro foglio di cartaforno e con dei fagioli secchi e mettere in forno a 180° per una ventina di minuti, finché il guscio di frolla avrà preso un bel colore dorato. 
Lasciar raffreddare un po' e sformare. Coprire la base di frolla con il cioccolato fuso (io uso il microonde) e dopo che si sarà leggermente rappreso versare la crema. Non preoccupatevi se nel frattempo si sarà rappresa. Sopra lo strato di crema disporre le fragole a raggiera,a cerchi concentrici e infine spennellare con marmellata di albicocche diluita per lucidare il dolce.

Oggi era ancora più buona di ieri sera. La frolla è diventata più compatta e meno fragile, ma ha mantenuto la giusta croccantezza.
Dopo pranzo ho sorpreso mio marito che si era servito questa fetta e l'aveva cosparsa con lo sciroppo delle fragole rimaste. Dovevate vederlo mentre la mangiava di gusto e si leccava i baffi...che non ha.

Scusate la presentazione poco ortodossa e le foto, inguardabili come al solito

sabato 11 novembre 2017

Torta integrale all'arancia e noci

Se pensate che questa sia una torta come le altre, vi sbagliate. E' una torta particolare, di origine greca, vegana, perché senza uova, latte o  burro. Ma è veramente strepitosa. Ve la consiglio caldamente. Ha solo un piccolo difetto: tende un po' a sbriciolarsi. Ma è veramente buona. Provatela e mi saprete dire.
Ecco la mia, fotografata  in modo indecente, come sempre. Ma per la ricetta e per vedere delle belle foto andate qui. In questa ricetta viene consigliata la farina di farro, ma viene ottima anche con la farina di grano integrale. Vi raccomando però di usare delle arance bio e di aggiungere all'impasto anche la buccia grattugiata di un'arancia.


Se invece preferite seguire un videotutorial, vi segnalo questo di Mypersonaltrainer in cui, tra l'altro, le dosi in  grammi o in ml della ricetta sono state trasformate in bicchieri, per cui non avrete neppure bisogno di usare la bilancia.
Bene, fatemi sapere se avete provato questa torta.
Buon fine settimana a tutti coloro che passano di qui.

AGGIORNAMENTO DEL 23 NOVEMBRE 2017
Mi sono accorta di aver già dedicato un post a questa torta. Lo trovate qui. Avrei potuto cancellare uno dei due post. Ma sapete che vi dico?  Questa torta i due post se li merita e così ho deciso di lasciarli entrambi.  Mi raccomando, provate questo dolce. Vedrete che sarà una piacevole scoperta e lo farete tante altre volte. 

domenica 19 febbraio 2017

Biscotti simil Grancereale in due versioni

Ultimamente sto sperimentando nuovi biscotti. Vi segnalo quelli che mi sono piaciuti di più. Questi ad esempio: i simil Grancereale al cioccolato. Sono buonissimi e pericolosissimi. Non si finirebbe mai di mangiarli. Però almeno sono genuini e gli ingredienti sono sani.



Videoricetta qui, sul canale youtube Due cuori e una cappa.

Io ho provato la ricetta due volte. La prima volta l'impasto mi è sembrato troppo intriso di olio, perciò la seconda volta ho ridotto la dose di olio di parecchio. Invece di 120 g ne ho messi 80 g. E sapete che vi dico? Che sono venuti di gran lunga più buoni.
Vi raccomando di non cuocerli troppo.


Ottimi anche questi in versione bianca, con mandorle e miele. 



Io li ho preparati, invece che con i semplici fiocchi d'avena, con il muesli alla frutta, seguendo lo stesso procedimento. Essendo il muesli ricco di uvetta, datteri ed altra frutta secca, ho ridotto lo zucchero mettendone 50 g in meno e, anche in questo caso, ho ridotto l'olio ad 80 g.
Sono venuti benissimo! Sembravano delle barrette energetiche davvero sane e buone. Siccome li ho sfornati il giorno di San Valentino alcuni li ho fatti a forma di cuore. Li ho portati anche al lavoro come snack.
Se vi piacciono i biscotti rustici dovete proprio provarli.

lunedì 14 marzo 2016

Biscotti "dormienti" pugliesi da colazione

Questa è una di quelle ricette preziose, da custodire nel proprio quadernetto delle ricette meglio riuscite. Sono davvero contenta di averla trovata e provata. Thanks to Pinterest!
Si tratta  di biscotti da colazione che appartengono alla tradizione pugliese. Vengono chiamati biscotti "dormienti" perché l'impasto deve riposare dalle dodici alle ventiquattro  ore e questo accorgimento conferisce loro una friabilità e una consistenza perfette per l'inzuppo.
Io ho provato la versione originale di un ragazzo pugliese trovata su cookaround, solo che ho sostituito metà della farina 00 con farina integrale, ho diminuito l'olio
a 150 g e lo zucchero a 300 g. Inoltre  ho aggiunto  la buccia grattugiata di due limoni biologici . Il risultato è stato ottimo! Per modellare bene i biscotti troverete delle dritte su questo post di Taly.
Successivamente io ne ho creata una versione  utilizzando una miscela di farine diverse, ma di questa ricetta parlerò in uno dei prossimi post. Intanto ecco la foto dei miei primi biscotti "dormienti".


Sono belli grandi e fate attenzione perché in cottura crescono abbastanza. Ma ovviamente nulla vieta di farli un po' più piccoli. Non preoccupatevi per l'odore di ammoniaca che emanano appena si apre il forno. Svanirà completamente dopo averli fatti raffreddare.

AGGIORNAMENTO: purtroppo i link che ho messo non funzionano più, le pagine forse sono state rimosse, non saprei. Vi lascio un altro link dove troverete la ricetta identica, dosi e procedimento.

domenica 1 novembre 2015

La "Festa" dei Morti

Domani è la giornata in cui vengono ricordati i defunti:  Commemorazione dei Defunti, così c'è scritto sui calendari.
Ma in Sicilia l'abbiamo sempre chiamata "i Morti" e, specie per i bambini, è sempre stata una festa. 
Quand'ero piccola, la sera prima dei Morti andavo a letto presto, perché non vedevo l'ora che  facesse giorno per poter guardare febbrilmente sotto il letto in cerca dei giocattoli e dell'immancabile cestino di frutta martorana e del pupo di zucchero. Anzi, non essendoci in casa maschietti, da noi si trovavano pupe di zucchero.
Da grande, da mamma, ho continuato la tradizione. Non c'è stato un due novembre in cui i miei bambini non abbiano trovato dolciumi e doni sotto i loro lettini. Che allegria in casa!


Il bello della sicula "Festa" dei Morti è proprio questo: toglie qualsiasi connotazione spaventosa a un evento del tutto naturale, anche se doloroso. E il dolore viene attenuato dal tenero ricordo di chi non c'è più sulla terra, ma non ti abbandona del tutto, ti vuole ancora bene e ti porta dolci e regali. Non lascerò mai che questa tradizione venga dimenticata e, finché sarò viva, farò di tutto perché i miei figli e i miei nipoti abbiano la loro frutta martorana e il dolce pensiero di andare a trovare i morti al cimitero.
Penso che tra qualche anno halloween sarà stato "incorporato" tra le nostre tradizioni, come l'albero di Natale che, pure quello, è una tradizione importata. Spero solo che non  soppianti del tutto le nostre usanze. Non faccio le crociate contro halloween, non credo abbia nulla a che fare col diavolo. Penso solo che piaccia a bimbi e ragazzi perché permette loro di travestirsi e passare qualche ora in allegria.  Da insegnante d'inglese ho parlato ai miei alunni delle origini di questa festa, nata fra le popolazioni celtiche di Irlanda e Scozia  per dire addio all'estate  e poi innestatasi sulle credenze cristiane, di come gli emigrati di tali nazioni l'abbiano portata con sé in America, dove è diventata quello che è oggi. E poi ho raccomandato loro, nel loro voler imitare i bambini americani,  di non disturbare le persone anziane, che magari, non sapendo un fico secco di halloween, avrebbero potuto lanciar loro in testa qualcosa dal balcone! :)))

Da parte mia, ho fatto anche quest'anno la mia frutta martorana. Eccola qui, insieme a tanta buona frutta vera.




La ricetta della pasta di mandorle la trovate in questo post. Per modellare i frutti ho usato gli stampini in gesso che, credo, si possano trovare solo qui in Sicilia. Si tratta di questi qua. La polvere bianca che vedete è zucchero a velo. Si mette per facilitare l'operazione di uscita dei frutti dallo stampo.


Volendo potreste provare a cercarli online. Sono convinta comunque che, con un po' di buona volontà, molti frutti si possano modellare anche a mano.

Dopo aver finito coi fruttini ho usato un po' di pasta di mandorle per fare questi cioccolatini ripieni. Non sono venuti benissimo, ma erano strabuoni!

Posso offrirvene uno?

domenica 30 novembre 2014

Torta tuttifrutti

Il sabato pomeriggio, ormai da tanto tempo,  ho l'abitudine di preparare un dolce per la colazione della domenica. E' l'unico giorno in cui il tempo sembra scorrere un po' più lentamente, non si devono fare le consuete corse quotidiane e mi fa piacere che la mia famiglia abbia qualcosa di buono con cui iniziare la giornata di festa. Ieri ho pensato di rispolverare questa vecchia ricetta che era un cavallo di battaglia di mia suocera. Quando la preparava veniva regolarmente spazzolata alla velocità della luce. E ieri sera mio marito non mi ha dato neppure il tempo di fotografarla che già ne aveva mangiata una fetta! E' un dolce leggero e digeribile, ma ricco di nutrienti, insomma consigliabile per tutti, grandi e bambini.




Mia suocera seguiva una ricetta trovata su un  ricettario della Royal, ma c'era tanto burro e latte che per me sono proibiti. Allora uso come  base la vecchia cara ricetta della torta sette vasetti, che non tradisce mai. In più si aggiunge tanta frutta.
Bisogna usare il vasetto vuoto dello yogurt come misurino.

Ingredienti
un vasetto di yogurt al naturale (io di soia)
due vasetti di farina
un vasetto di amido
due vasetti di zucchero (io uno e mezzo)
due uova grandi o tre piccole
un vasetto di olio di semi (io uso quello di mais o di girasole)
una grossa mela, una grossa pera, una banana e, quando è il periodo, un grappolino d'uva.
una bustina di lievito e una di vanillina
succo di un limone e la buccia del limone grattugiata


Sbucciare la mela e la pera e tagliarle a pezzetti. Sbucciare la banana e affettarla. Tagliare gli acini dell'uva a metà e togliere i semi. Spruzzare la frutta di succo di limone e mettere da parte.
In una ciotola mettere tutti gli ingredienti umidi: le uova, lo yogurt, l'olio. Aggiungere la scorza di limone grattugiata. Mescolare bene con una frusta a mano o con lo sbattitore elettrico. Pulire il vasetto di yogurt e usarlo per misurare lo zucchero. Se la frutta è molto dolce potete ridurne la quantità. Versare lo zucchero nella ciotola e battere ancora. Poi, in un'altra ciotola versare i due vasetti di farina, il vasetto di amido, il lievito e la vanillina. Mescolare bene e versare a poco a poco nella ciotola attraverso un setaccio. Amalgamare e aggiungere la frutta ben scolata dal liquido che eventualmente avrà formato. Mescolare bene e versare in una tortiera rotonda (la mia ha un diametro di 26 cm) imburrata e cosparsa di pangrattato (per le torte alla frutta è meglio il pangrattato che  assorbirà l'umidità).
Infornare a 180° per 40 minuti. Io ho usato il forno statico acceso sopra e sotto per la prima mezzora, poi il forno ventilato solo sotto per gli ultimi 10 minuti. 
Solo durante  gli ultimi dieci minuti, fate la prova dello stecchino per verificare la cottura, ma tenete conto che una torta alla frutta è più umida all'interno rispetto alle altre.

Dopo averla sfornata, fatela raffreddare, sformatela e, a piacere cospargete di zucchero a velo o di cannella. Io ho optato per quest'ultima e vi assicuro che ci stava divinamente!


giovedì 21 agosto 2014

Crostata al gelo di melone

Qualche giorno fa ho preparato questa crostata, che è uno dei dolci preferiti di mio figlio. Anche lui, come me, è golosissimo di anguria (eh sì, qui in Sicilia l'anguria si chiama "'u muluni") e quindi in questo periodo, caldo o non caldo, dedico una giornata alla preparazione di questo dolce. Certo non si può dire che sia una ricetta facile e veloce. E' vero, è possibile trovarlo in tutte le pasticcerie di Palermo e zone limitrofe, perché è una delle nostre ricette tipiche ma, si sa, i dolci fatti in casa dalla mamma....sono un'altra cosa. E poi, se devo essere sincera, il gelo di melone che vendono in pasticceria o nei bar è quasi sempre troppo dolce e spesso anche troppo consistente. Io invece uso questa ricetta, che ho imparato in famiglia fin da piccola, ed è infallibile. Eccovi ingredienti e procedimento.
Se volete preparare la crostata, sarà bene cominciare con la preparazione della base di pasta frolla. Dovrà essere cotta a vuoto e poi, una volta raffreddata, sarà rivestita di cioccolato fondente. 
Io, per non stancarmi troppo,  preparo l'impasto della frolla il giorno prima e lo lascio in frigo avvolto nella pellicola. Il giorno dopo preparo il gelo di anguria e, mentre questo è in cottura, inforno la base. Poi il tutto deve raffreddare prima di essere assemblato. Ma veniamo alla ricetta nel dettaglio:

CROSTATA AL GELO DI MELONE






INGREDIENTI
Per la pasta frolla (io uso sempre questa ricetta e mi trovo benissimo. Con queste dosi si otterrà la base per una crostata da 26 cm e ne avanzerà  per alcune crostatine):
350 g di farina 00
100 g di burro o margarina
120 g di zucchero
un uovo + un tuorlo
la buccia grattugiata di un limone
un cucchiaio di latte 
un cucchiaio di marsala (facoltativo, ma se l'avete mettetelo. Serve a dare un aroma particolare alla frolla) 
2 cucchiaini di lievito per dolci

Per il gelo di melone:
1/4 di un'anguria molto grande (se ne dovranno ricavare almeno due litri/ due litri e mezzo  di succo)
Per ogni litro di succo serviranno 100 g di zucchero (a meno che l'anguria non sia abbastanza dolce, nel qual caso si può aumentare lo zucchero a gusto) e  90 g di amido. Una precisazione: io ne uso 90 g quando devo preparare la crostata, mentre ne uso 80 g se devo preparare solo il gelo da servire nelle coppette. come dolce al ccucchiaio lo preferisco più morbido e cremoso)
A questo punto bisogna aprire una parentesi, perché ci sono diverse scuole di pensiero. Una cosa è certa: per fare il gelo di melone tradizionale ci vogliono i fiori di gelsomino. Il loro profumo si sposa divinamente con il sapore di questo dolce. C'è però chi li mette in cottura, chi li fa bollire a parte e mescola l'acqua al succo di anguria, chi invece li usa come semplice decorazione. Io preferisco usarli come decorazione. 
Certo, se non riuscite a procurarvi i fiori di gelsomino....pazienza. Il gelo potete farlo lo stesso. Ma perderete una delle componenti dell'inebriante profumo di questo dolce siciliano, che più siciliano non si può.

Per la  decorazione:
150 g   di cioccolato fondente 
100 g di gocce di cioccolato fondente
cannella in polvere
fiori di gelsomino
pistacchi tritati e canditi (facoltativi)

Preparate la pasta frolla al solito modo. Il procedimento che uso io è quello descritto qui (click sulla parola colorata). Avvolgete l'impasto con la  pellicola e mettetelo in frigo. Come dicevo all'inizio, è meglio preparare l'impasto il giorno prima. Poi, prima di mettere in cottura il gelo, stirate l'impasto fra due fogli di carta forno e foderate fondo e bordi di uno stampo per crostate da 26-28 cm. A me avanza sempre e preparo anche delle crostatine. Coprite la base con cartaforno e metteteci sopra dei fagioli secchi perché non gonfi. Infornate a 180° per circa mezzora. Verso fine cottura, togliete la carta e i fagioli e fate colorire un po' anche l'interno.
Sfornate e fate raffreddare. 
Nel frattempo togliete la scorza e tagliate a pezzi l'anguria. Passatela al passaverdure (sconsigliato ogni altro arnese che non sia un passaverdure. Una volta ho provato con una centrifuga ed è stato un disastro! L'unico consiglio che posso darvi per velocizzare l'operazione è quello di strizzare con le mani i pezzi di anguria.) una prima volta. Poi buttate via ciò che rimane nel passaverdure e versate nuovamente il succo nel passaverdure per filtrarlo una seconda volta. A questo punto tirate un respirone, perché sarete stanche, e misurate il succo ottenuto. Calcolate la quantità di zucchero e amido necessari e metteteli in una pentola. Mescolate per bene questi due ingredienti. Questo passaggio vi eviterà la formazione di grumi. Adesso versate il succo d'anguria nella pentola e mescolate molto bene finché il miscuglio di zucchero e amido non sarà perfettamente sciolto. Mettete la pentola sul fuoco e, mescolando sempre con un cucchiaio di legno di forma rettangolare (e dico sempre, senza mai smettere, e passando bene il cucchiaio di legno su tutto il fondo della pentola) portare a bollore. Vedrete che via via il succo cambierà colore, diventerà più scuro e poi assumerà una consistenza gelatinosa (da qui il nome gelo. In pratica qui il freddo non c'entra niente). Continuare a cuocere finché non sarà denso. Non preoccupatevi se vi sembrerà troppo liquido. Raffreddandosi si consoliderà come un budino.
Ecco, appunto. Spegnete il fuoco e fatelo raffreddare. Il problema è che se lo lasciate lì e basta, formerà una pellicola che poi, mescolata darà dei grumi. Quindi se pensavate di potervi riposare dopo tanto mescolare davanti al fuoco....vi siete sbagliate! Dovrete ricordarvi invece che, mentre vi dedicherete nuovamente alla base, di rimestarlo molto spesso.
A questo punto la base si sarà raffreddata. Prendete il cioccolato e fatelo fondere a bagno maria o al microonde. Versatelo sulla base di pasta frolla e spalmatelo per bene sul fondo e sui bordi. Fate raffreddare e consolidare, anche in frigo se volete.
Avete ricordato di rimestare il gelo? Mi auguro di sì! Quando sarà appena tiepido, potrete versarlo all'interno della base di frolla. Decorate con gocce di cioccolato, cannella in polvere, pistacchi tritati, qualcuno mette anche i canditi, ma sinceramente io sul gelo di melone non li amo e, se li avete, mettete dei fiori di gelsomino. Insieme alla cannella conferiranno un profumo paradisiaco al dolce.Fate raffreddare completamente la preparazione e gustate.

Se vi avanza del gelo potete servirlo in coppette o metterlo in stampini da sformare dopo un paio d'ore di sosta in frigorifero.


Stanche al solo leggere la ricetta? Ve l'avevo detto che è una preparazione elaborata, ma vi assicuro che vale assolutamente la pena per assaggiare questo dolce. E poi, nel mio caso, l'espressione di mio figlio mentre l'assapora.....mi fa dimenticare tutta la fatica.
A proposito! Il mio "piccolo" ha compiuto vent'anni il 19 scorso!  Mamma mia come passa il tempo! Si è portato via il mio bambino paffutello e mi ha regalato un omone grande e grosso, ma con un viso ancora da bambino, nonostante si affanni a tenere la barba incolta per sembrare più grande. Auguri tesoro!

Ops! Ho dimenticato di inserire le immagini! Provvedo subito!
Fatto!
Nelle foto s'intravede la mia nuova cucina. Mi piacerebbe mostrarvela, ma mancano ancora alcuni particolari. Alcune cosette erano mancanti alla consegna. E quando mai problemini di questo genere si risolvono nel mese di agosto? Tzè!



venerdì 18 aprile 2014

Ecco l'Agnello di Dio

E' Venerdì Santo, il giorno in cui i Cristiani fanno memoria della passione e morte di Gesù. La simbologia cristiana definisce il Cristo l'Agnello di Dio, la vittima  di un sacrificio speciale, perché  volontario. Gesù dona la Sua vita, fra indicibili sofferenze,  per redimere l'umanità.
A questa simbologia Pasquale si rifà la dolcissima tradizione siciliana di preparare e donare ad amici e familiari le pecorelle e gli agnelli di pasta  di mandorle, o pasta reale, o marzapane che dir si voglia.
E anche quest'anno, nonostante sia oberata di lavoro per l'imminente ristrutturazione della mia cucina, ho voluto rispettare la tradizione. Ed ecco, appena finito di dipingere, il gregge che ho prodotto quest'anno.


In questo periodo il post in cui ho mostrato per la prima volta le pecorelle pasquali, in cui troverete la ricetta tradizionale per prepararle,  è in assoluto uno dei più consultati del blog.  Si vede che la pasticceria siciliana è apprezzata e sempre più conosciuta! E mi fa piacere contribuire, anche in piccolissima parte,  a tutto ciò!
A presto per gli auguri pasquali,
Rosa

sabato 8 febbraio 2014

Swap cioccolata.....con ricetta!

Mi sono resa conto che, in tutti questi giorni di assenza, dovuti soprattutto ad impegni di lavoro,  ho accumulato un bel po' di cose da mostrarvi. 
Cominciamo con lo swap Cioccolata sul forum Isola creativa. Non avevo intenzione di parlarne perché, a differenza degli altri swap lanciati sull'Isola, questo ha lasciato un po' d'amaro in bocca. E' una festa quando tutte le partecipanti ce la mettono tutta  a realizzare un handmade e a confezionare un bel pacco regalo per la propria abbinata  e quel pacco giunge a destinazione donando tanta gioia  alla destinataria. Sì, perché quando ognuna riceve il proprio pacco, lo apre febbrilmente e trova ciò che è stato preparato apposta per lei,  sente intorno a sé l'affetto della propria abbinata, che fino a quel momento ha lavorato in segreto proprio per lei , per farla contenta,  tenendo conto dei suoi gusti.
Purtroppo quando anche una sola delle partecipanti non riceve il suo pacco.....qualcosa  s'incrina, perché è una cosa che dispiace a tutte, soprattutto quando il mancato arrivo del pacco non è dovuto a un disguido postale, ma alla volontà (o dovrei dire alla malafede?) di una persona che,  in piena libertà,  si era iscritta allo swap, ha ricevuto il suo bellissimo pacco e poi.......è sparita!
Abbiamo fatto tanti swap sull'Isola creativa e fino a questo momento è successo solo due volte che una partecipante......scappasse col malloppo. Ma dico io......partecipare a uno swap non è un obbligo di legge, però è un impegno. Massima comprensione se, per problemi di varia natura, non si riesce a rispettare una scadenza. Basta avvisare. Ma sparire completamente, non ringraziare neppure per il regalo ricevuto....non è educato, non è civile.
Ecco, l'ho detto!  E non sono così dura  perché in questo caso la persona che non ha ricevuto il suo pacco sono io. Avrei pensato e scritto la stessa cosa anche se fosse successo ad un'altra persona. La festa sarebbe stata rovinata ugualmente.

Ad ogni modo, mi ha fatto piacere vedere i bellissimi handmade ricevuti dalle altre e mi fa piacere mostrare quello che io ho preparato per l'amica Alessandra. Purtroppo, nella fretta di spedire, ho dimenticato di fotografare sia l'handmade che tutto il contenuto del pacchetto e quindi vi dovrete accontentare di una foto fatta da Alessandra, che ringrazio.
Si tratta di una tovaglietta all'americana che ho acquistato già confezionata e corredata di tovagliolo e di una tasca in tela aida molto fitta. Ho ricamato una golosissima torta al cioccolato con panna e amarene. Lo schema l'ho scovato grazie a Pinterest, ma non sono riuscita a risalire alla fonte. Secondo me si tratta di una scansione da una rivista. E' molto carino, ricco di sfumature che, purtroppo dalla foto non si apprezzano per niente. Sorry! 

Ho aggiunto uno stampo in silicone per cioccolatini e due tavolette di ottimo cioccolato di Modica, all'arancia e alla cannella.
A riprova del fatto che ci si resta tutte male quando una di noi non riceve il suo swap, Iole, amministratrice del forum Isola creativa, ha avuto il delicato pensiero di regalarmi, durante il meeting di Natale, questa simpatica mug e un sacchetto di preparato per cioccolata calda con la dolcissima etichetta che vedete nella foto. Sul retro ha scritto le istruzioni per la preparazione. E' stato il suo modo per consolarmi del maleducato comportamento dell'abbinata  nei miei confronti. Grazie Iole!


Questa cioccolata è super! Così buona da fare impallidire i preparati in bustina in vendita nei supermercati. 
Così ho chiesto la ricetta a Iole e ve la giro con grande piacere. Le cose buone vanno condivise, no?

Preparato per cioccolata calda 

Ingredienti per 12 tazze:


180 g di cioccolato fondente

12 cucchiai di cacao amaro in polvere

4 cucchiai di zucchero di canna
8 cucchiai di zucchero semolato
12 cucchiaini rasi di fecola


Tritare finemente  nel robot  il cioccolato fondente spezzettato insieme ai due tipi di zucchero. Poi aggiungere gli altri ingredienti e mescolare bene. Il preparato ottenuto va conservato in un barattolo con tappo ermetico.
La dose consigliata da Iole per ogni tazza di cioccolata è di 3 cucchiai  di preparato per 120 ml latte.  Io però aggiungo un po' più di latte.  Portare a ebollizione mescolando continuamente per evitare la formazione di grumi. Quando avrete ottenuto la densità desiderata spegnete e servite.

Ottima anche preparata con il latte di soia e anche cotta al microonde. Basta sciogliere a freddo il preparato direttamente in tazza (di ceramica, vetro o plastica ovviamente), mettere nel micro a temperatura medio-alta per circa 4 minuti. Però ad intervalli di un minuto dovrete aprire il forno e mescolare bene. Si addenserà perfettamente.


Questo preparato si presta molto bene per confezionare un regalo che sarà sicuramente gradito. Basterà confezionarlo in modo carino, stampare una bella etichetta e una tag su cui scrivere la modalità di preparazione (basta andare su google e cercare printable tags, meglio ancora se specificate kitchen printable tags e ve ne spunteranno tantissime!).  Io l'ho fatto lo scorso Natale e vi ho mostrato il mio barattolo nel post precedente, ricordate? Vi assicuro che chi riceverà il vostro regalo ve ne sarà grato per sempre!

domenica 28 aprile 2013

Cupcakes al cioccolato in cinque minuti cinque!!!



Leggete l'aggiornamento in fondo al post, please!
Ma sapete quanto ci ho messo a sfornare questi deliziosi mini cupcakes al cioccolato? Cinque minuti cinque in tutto!!!!!!!  Ho impiegato  più tempo a lavare le poche stoviglie che ho utilizzato per la preparazione che a portare a termine la ricetta! Incredibile, ma vero!

Dopo un periodo di dieta, con buoni risultati peraltro, è normale che una domenica pomeriggio venga la voglia di un dolce. Se poi si tratta di me, allora c'è un'altissima probabilità che il dolce sia facile, veloce e al cioccolato. : P
Ecco allora che decido di provare una ricetta che ho trovato qui, grazie a Pinterest (l'adoro 'sto Pinterest!), ma  di cui non ero troppo convinta. Diffido sempre un po' dei dolci preparati al microonde.
Invece ho dovuto ricredermi. Sono buonissimi! La ricetta è in inglese, ma usando un traduttore ve la caverete perché è semplicissima. Io ho aggiunto solo un pizzico di bicarbonato di sodio, solo perché ho sempre un po' d'insicurezza quando fra gli ingredienti non c'è lievito. Nel blog non troverete la ricetta dell'icing, cioè della crema da mettere sopra. Io ho fatto sciogliere 50 g di cioccolato fondente e un cucchiaio di latte al microonde, ho mescolato bene e ho glassato i miei cupcakes.

Ho qualche consiglio da dare, che è poi ciò che farò la prossima volta che preparerò questa ricetta:
- non metterò cucchiai rasi di zucchero, ma cucchiai colmi. E cucchiai rasi di cacao amaro. Non mi sarebbe dispiaciuto se fossero venuti  leggermente più dolci e un po' meno scuri.
-oltre al cucchiaino di bicarbonato metterò un cucchiaino di aceto. Reagisce col bicarbonato e in questo modo questi due ingredienti fungono da lievitante. Il sapore dell'aceto non si avvertirà per niente.
- metterò un po' di gocce di cioccolato nell'impasto.
- cercherò di non far debordare l'impasto. Ho usato pirottini di tre cm di diametro e, riempiendoli un po'        meno, cercherò di ottenerne 12 invece che dieci. 

Vi do un altro suggerimento che ho sentito in tv, durante una puntata del programma Detto fatto di Rai2: non lavorate l'impasto dei cupcakes, o dei più semplici muffins, con lo sbattitore elettrico. Semplicemente mettete gli ingredienti asciutti in una ciotola e quelli liquidi in un'altra. Poi mescolate il tutto velocemente  a mano fino ad amalgamare il tutto. A quanto pare lavorare troppo l'impasto fa risultare i muffins più duri. 

AGGIORNAMENTO: stasera mio marito, rientrato da una mostra canina cui ha partecipato uno dei nostri cani (vi racconterò! Un successone è stato!) e naturalmente ha assaggiato i cupcakes ormai freddi. Giudizio: buoni, ma l'interno è asciutto. Ha ragione. Certo che trovare un dolce che venga perfetto al microonde è troooooppo difficile! La prossima volta li cuocerò nel forno tradizionale.  

domenica 31 marzo 2013

Auguri di Buona Pasqua! Io festeggio con un premio!!!

E' Pasqua! Tanti auguri a chi passa da questo blog oggi! Vi auguro di trascorrere una Santa Pasqua e una serena Pasquetta!

E anche quest'anno ho preparato le pecorelle di marzapane. Che buone! Trovate la ricetta in quest'altro post.




Per me è questo il vero dolce pasquale. Purtroppo ho sviluppato una vera e propria allergia per il latte e tutti i suoi derivati, quindi la cassata, altro classico dolce pasquale qui in Sicilia,  per me è proibita. Pazienza......mi consolerò con pecorelle e uova di cioccolato, rigorosamente fondente. 

Il mio blog è in festa anche per..... un altro premio! Ricevuto dall'amica del blog Destinazione forno, di cui non conosco il nome.

Ti ringrazio cara amica!
Come ormai faccio da tanto tempo, dedico e giro questo premio ai lettori fissi del mio blog, sopratutto a chi si sofferma qualche minuto in più per lasciare una traccia del suo passaggio, cioè un commento a qualcuno dei miei post. 


A presto!

mercoledì 30 gennaio 2013

Cioccolatini simil Rocher



Buonissimi! La videoricetta è qui, e questa ragazza è proprio brava oltre che simpatica. Vi consiglio di seguire il suo canale Youtube.

Io ho messo i wafer alla nocciola sbriciolati grossolanamente al posto delle cialde. E' un po' difficile formare le palline, ma vale la pena imbrattarsi un po' le mani per poter gustare questi cioccolatini. Vi assicuro che non fanno rimpiangere gli originali!

Ho provato a fare anche i simil Baci. sono venuti un po' bruttarelli, devo perfezionarmi. Ma il sapore era così buono che....non ci sarebbe stato il tempo di fotografarli neanche se avessi voluto! Spero di riuscirci la prossima volta che li preparo. Con buona pace della mia dietologa! :))))

2-2-2013
Una gentile e attenta lettrice (grazie Anna!) mi ha fatto notare che il video non si vedeva. Adesso ho corretto il link.
Scusate! 

martedì 16 ottobre 2012

Crumble di mele

Svelo subito l'arcano per chi non mastica l'inglese: il crumble [si pronuncia krambol] è un impasto simile alla pasta frolla, ma senza uova, che si mantiene sbriciolato. Viene cosparso su una base di frutta e l'effetto finale, dopo la cottura in forno, è un piacevolissimo contrasto fra il croccante delle briciole e il morbido della frutta.
Io lo preparo quando ho voglia di dolce, ho fretta e soprattutto sono a dieta. due domeniche fa si sono verificate tutte queste condizioni, quindi......ho preparato il crumble di mele! La ricetta proviene dalla rete, ma  l'ho scaricata molto tempo fa e purtroppo non avevo ancora l'abitudine di copincollare l'indirizzo web. Quindi, se qualche lettrice riconosce la sua ricetta, mi scuso in anticipo e mi dichiaro disponibilissima a pubblicarne la fonte non appena mi verrà comunicata.
Alla ricetta originale comunque,  io ho apportato qualche modifica.



Ingredienti
100 g di farina
50 g di burro
50 g di zucchero
3 o 4 mele (regolatevi secondo la loro grandezza)
zucchero di canna
cannella in polvere
scorza grattugiata di un limone non trattato

Iniziate sbucciando e affettando le mele. Mettetele in una ciotola e cospargetele di cannella, scorza di limone grattugiata (solo la parte esterna. L'interno bianco è amaro) e un po' di zucchero di canna. Mettete da parte a marinare. 
Nel frattempo impastate la farina con lo zucchero e il burro a pezzettini, previamente tenuto per qualche tempo a temperatura ambiente. L'impasto deve presentarsi a grosse briciole.
Mettete della carta da forno in una teglia (io ho usato una tortiera a cerchio apribile del diametro di 22 cm) oppure imburratela per bene e disponetevi le mele tenute da parte. Cospargetele in modo omogeneo con le briciole d'impasto, date un'altra spolverata di cannella e infornate per circa 30 minuti a 180°, finché la superficie non avrà assunto un bel colore dorato. 
Nel servire ricordate che si tratta di un dolce al cucchiaio.

Due varianti golose, ma....meno dietetiche: alle mele aggiungete pinoli e  uvetta, che avrete prima tenuto a bagno in acqua tiepida o liquore per ammorbidirla. Oppure amaretti sbriciolati e cioccolata a pezzetti.