giovedì 19 marzo 2009

dolci tipici di San Giuseppe: sfince e sfinciteddi.

Oggi, tornando dal lavoro, ho avuto la sorpresa di trovare questo bel vassoio di "sfinciteddi", dolci fritti tipici siciliani che si preparano nel giorno di San Giuseppe. A proposito auguri a tutti i Giuseppe e a tutti i papà!








L'abilissima cuoca che le ha preparate è mia suocera, dalla quale da una vita cerco di farmi insegnare la ricetta, ma mi sento rispondere sempre allo stesso modo: "Le faccio a occhio." Non si riesce a tirarle fuori una parola di più. La prossima volta andrò a spiarla mentre le prepara e vi farò sapere. Questa è la versione più semplice di queste frittelle, fatte di semplice pasta fritta e alla fine passate nello zucchero semolato misto a cannella. Ne esiste una seconda versione con ripieno di ricotta non zuccherata. Semplicemente fantastiche!


Ma le vere, golosissime sfince sono queste:




La foto non è mia. L'ho cercata su Google. Ma io vi do la ricetta per ottenerle proprio uguali!
Me l'ha insegnata mio padre, maestro pasticcere da una vita (Auguri papà!).

Ingredienti:
500 g di farina 00
mezzo litro di acqua
200 g di strutto (spesso io uso il burro e il risultato è addirittura migliore)
15 uova da 50 g (se le uova sono più grandi ridurle a 12)
un pizzico di bicarbonato
Per friggere: 50% di olio di semi e 50% di strutto (ma se usate solo olio va bene lo stesso)
Per la crema:
1 kg di ricotta di ottima qualità ben scolata dal siero
500 g di zucchero semolato (regolatevi a gusto, io ne uso molto meno)
gocce di cioccolato (facoltative, ma io le metto sempre perché sono cioccodipendente)
ATTENZIONE: se preparate l' impasto con le dosi che vi ho indicato otterrete circa una trentina di sfince (dipende dalla grandezza) Abbondate nel preparare la crema. Se le volete decorarle tutte in una volta va bene una doppia dose. Potete anche prepararle in anticipo e decorarle in un secondo momento.
Per decorare:
scorze d'arancia candite
Pistacchi tritati
ciliegie candite


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Mettere l'acqua e lo strutto in un tegame e portare a bollore. Appena bolle versare la farina nel tegame tutta in una volta e mescolare energicamente con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto omogeneo. A questo punto si aggiunge un pizzico di bicarbonato all'impasto che servirà a rendere le sfince più morbide.
Togliere il tegame dal fuoco e, senza lasciar raffreddare il composto, cominciare a incorporare le uova, una o due alla volta, senza aggiungerne altre se non si sono ben amalgamate le precedenti. Dopo aver incorporato tutte le uova l'impasto sarà morbido e si attaccherà al cucchiaio di legno.
Far scaldare abbondante olio insieme allo strutto in una padella profonda, finché comincerà a fumare lievemente. Formare con un cucchiaio delle palline della grandezza di una grossa noce e friggerle, poche per volta, finché non sono dorate. A questo punto, si deve fare un'operazione indispensabile che è un vero trucco da prestigiatori: con una paletta di legno, dare due o tre colpetti ad ogni sfincia finché ognuna di esse non si sia aperta e gonfiata. Man mano che sono pronte, porre tutte le sfince ad asciugare su carta da cucina.
Precedentemente preparare la crema di ricotta mescolando quest'ultima con lo zucchero e passandola poi attraverso un setaccio per renderla fine e vellutata. Volendo aggiungere gocce di cioccolato fondente.
Infine coprire la parte superiore delle sfince con la crema e guarnire a piacere con scorza di arancia candita, pistacchi tritati e una ciliegia candita. Alcune pasticcerie, la preferita di mio marito per esempio, riempiono di crema con la sac à poche (tasca o siringa da pasticciere) anche l''interno delle sfince, con buona pace del dietologo!!! (Consiglio: se non possedete la sacca da pasticcere potete praticare un buchetto nella parte superiore della sfincia e riempirla con un cucchiaino. In questo caso prevedere che occorrerà ancora più crema).

3 commenti:

Silvia Graziolli ha detto...

Rosa,hoje eu vi na TV que quando chove no dia de São José é sinal de boa sorte; fiquei surpresa em ver nossos famosos "bolinhos de chuva" serem os bolinhos de São José aí pra vocês. Olha só como incorporamos as tradições trazidas pelos imigrantes italianos.
Um abraço.
Sílvia

Regina ha detto...

Rosa gracias por ser parte de mi blog y tu blog es muy lindo ,por que tiene cocina y crochet bacio y feliz fin de semana regina

Lalla ha detto...

strepitoseeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
stroppo buoneeeeee!bacioni