sabato 9 aprile 2016

Macchina del pane: che comodità!

Di recente, le amiche del forum Isola creativa mi hanno fatto finalmente decidere di  comprare un piccolo elettrodomestico che da tempo in effetti desideravo: la Macchina del pane. Pur essendo tentata di acquistarla, non l'avevo mai fatto, perché credevo che non fosse davvero utile.  O meglio, temevo che i risultati fossero deludenti e che dopo le prime prove l'avrei messa in un angolo ad arrugginire. Adesso che l'ho comprata, dopo più di un mese di panificazioni quasi quotidiane e di esperimenti vari, posso affermare che mi sbagliavo in pieno! Mi trovo davvero bene. Grazie ai preziosi consigli delle amiche e alle tante ricerche in rete, ho imparato il metodo che prevede l'utilizzo del poolish in un solo tempo che è comodissimo, perché permette di preparare la macchina la sera e  programmarla per ritrovarsi al mattino con il pane pronto e la casa invasa dal suo meraviglioso profumo. Un pane ottenuto con farine di qualità e di vari cereali,  che mi vado accuratamente a scegliere, rigorosamente integrali e che alterno di giorno in giorno. Un pane che è ottenuto con una quantità minima di lievito e una lunga lievitazione, il che lo rende molto più digeribile. 
Ma il risultato più strabiliante che la Mdp mi ha permesso di ottenere è stato quello di far cambiare abitudini alimentari a mio marito. Lui ha un problema di salute che viene aggravato dal pane bianco. Le farine raffinate non sono salutari per nessuno, ma per lui sono un veleno. Eppure non riusciva a farne a meno. Da quando ha assaggiato i miei pani integrali, fatti in casa con le farine più disparate...ci ha preso gusto e adesso non compra più quel pane, dalla consistenza di una brioche, tanto buono, ma tanto deleterio per la sua salute.  E anche ai miei figli piace molto il mio pane. quindi ...Evviva la Macchina del pane!
Potreste chiedermi: ma difetti proprio non ne trovi al pane ottenuto con la Mdp? Beh, se proprio vogliamo trovarne uno è la forma. si ottiene un pane che prende la forma del cestello, una sorta di pane a cassetta con la crosta croccante e l'interno con molta mollica. A me e alla mia famiglia piace. Ma comunque il modello di Mdp che ho comprato è accessoriata con uno stampo che permette di ottenere delle piccole baguettes. Questione di avere voglia e tempo di estrarre l'impasto, modellarlo, farlo lievitare nuovamente e rimetterlo nella macchina per la cottura.

Un'ultima cosa: con la Mdp non si fa solo il pane. Si possono fare anche altri impasti, come la pasta frolla ad esempio, ma anche le torte e  perfino le marmellate senza necessità di stare a mescolare continuamente. Fantastico no?

Eccovi un po' di foto dei miei pani.

Pane con farina di grano tenero integrale  e semola di grano duro.


Pane con farina ai sette cereali.


Pane con farina di farro integrale e semola di grano duro. Fino a questo momento, il mio preferito.


Pane con farina raffinata di farro e semola di grano duro.


Pane con farina kamut e farina di grano tenero integrale. Questo è più basso solo perché è una quantità inferiore. L'ho rifatto da un chilogrammo e viene altissimo e molto soffice.


Adesso vi devo parlare di alcuni aspetti fondamentali che ormai sono diventati punti fermi per me:

1- E' meglio utilizzare miscele di farine diverse.
2- I risultati sono di gran lunga migliori se si utilizza lievito madre secco, anche se i risultati sono buoni anche con il lievito di birra.
3- I risultati sono ottimi usando il poolish, anche ad un solo tempo.

Mi spiego meglio.
1- Questo è un principio assodato. E' un consiglio dato da tanti esperti della panificazione. Tanto è vero che nei supermercati si  trovano miscele già pronte di ogni tipo. Ma perché non  crearsi in casa le miscele personalizzate, con farine scelte da noi spendendo anche meno? Basta fare un po' di prove.

2- Ho iniziato a panificare con il lievito di birra secco. I risultati erano buoni, ma da quando ho provato il lievito madre secco, ho notato un netto miglioramento. Sto attenta però a scegliere un prodotto che non contenga additivi di alcun genere. Neppure latte, che a me fa male.
Quanto alle quantità, si deve tenere conto che un grammo di lievito di birra corrisponde a 7 grammi di lievito madre secco e anche a 7 grammi di lievito di birra fresco.
Purtroppo non posso darvi corrispondenze con il lievito madre fresco perché non lo uso. Temo che non sarei capace di tenerlo in vita a lungo. Però...mai dire mai. Visto che adesso panifico ogni giorno, magari prima o poi farò una prova ad allevare il lievito madre. Vedremo...

3- Cos'è il poolish? La parola viene da Polish, che in inglese significa polacco. A quanto pare è un metodo che usavano anticamente le donne polacche. Si tratta di fare un primo impasto con farina e acqua in parti uguali e una piccola quantità di lievito che viene dosato in base al tempo di lievitazione. Troverete tutte le istruzioni in questo post.
A questo punto si può scegliere fra il metodo a due tempi o il metodo ad un solo tempo. Il primo prevede l'aggiunta degli altri ingredienti dopo che il poolish abbia lievitato e sia maturo al punto giusto. Il secondo metodo, che io trovo comodissimo per la Macchina del pane, specialmente se si lavora e non si ha il tempo di stare dietro alla macchina, bensì si preferisce programmarla, prevede l'aggiunta degli altri ingredienti subito dopo l'impasto del poolish. Vi assicuro che quest'ultimo lievita e matura ugualmente e il pane viene ottimo lo stesso.

Vi indico un  paio  di siti che mi sono stati molto utili per arrivare ai risultati che vi ho mostrato:
http://paolocavacece.it/il-pane-con-la-macchina-del-pane/
http://www.cucina-green.com/2012/05/lintegrale-un-amore-di-pane.html?m=1

Spero che siate interessati all'argomento perché ho intenzione di postare le varie ricette per ottenere i pani che vi ho mostrato. A presto!



venerdì 1 aprile 2016

Natale in costruzione, tappa di febbraio

No, aspettate a dire "Rosa è impazzita! Un post natalizio in periodo pasquale?" . Anzi, aspettatevi un post del genere al mese. Vi spiego subito perché.

Il forum Isola creativa è pieno di creative che adorano il Natale e la sua atmosfera, me compresa. Così, su iniziativa di Dolcezze, che pur non avendo partecipato all'incontro svoltosi a casa mia il 4 gennaio è riuscita anche lei a realizzare la pallina patchwork, è partita un'iniziativa molto carina che ci accompagnerà per tutto il 2016: Natale in costruzione.

In pratica ognuna delle partecipanti realizzerà un ornamento natalizio al mese. Il tema lo sceglieremo insieme, ma la tecnica sarà libera. In questo modo, per il prossimo Natale, ci ritroveremo con una dozzina di belle decorazioni nuove di zecca. 
Quindi, a gennaio l'ornamento è stato la bellissima pallina patchwork. Per febbraio invece abbiamo scelto di realizzare un ornamento che raffigurasse un presepe. Io avevo adocchiato da tanto tempo uno schema monocolore molto bello da ricamare a punto croce. Di recente, su questo blog, l'ho visto ricamato su un cuscinetto da appendere, rifinito in modo delizioso. E così ho deciso di realizzare un lavoro simile, ma scegliendo i colori più intonati alle altre decorazioni del mio albero di Natale.



Vi piace? Per ottenere la misura giusta ho dovuto ricamarlo, con graaaaaande sofferenza dei miei poveri occhi e solo grazie alla mia preziosa lampada con lente d'ingrandimento, con un filo di mouliné su ogni filo di lino 11 fili.  Se volete realizzarlo anche voi, potrete trovare lo schema qui (click sulla parola colorata). E...perché no? Iscrivetevi al forum e partecipate all'iniziativa! 

Bene! Sono un po' in ritardo, ma presto spero di farvi vedere l'ornamento di marzo, che avrà come tema "una campanella". A presto!

domenica 27 marzo 2016

Buona Pasqua!

Mai come quest'anno è stato tanto difficile scrivere un post augurale per Pasqua. Gli ultimi avvenimenti ci hanno sconvolti, ci hanno tolto la pace interiore, la gioia e la speranza che dovrebbero caratterizzare l'annuale celebrazione della Resurrezione di Gesù. Ma, come ha detto Papa Francesco, un cristiano non può essere triste, meno che mai a Pasqua. Quindi mi faccio forza e auguro a tutti coloro che leggono questo blog di passare un sereno giorno di festa, con un pensiero speciale di grande vicinanza a chi è stato colpito negli affetti più cari. Che Gesù Risorto possa confortarli donando loro la certezza di aver accolto fra le sue braccia i loro cari.

sabato 19 marzo 2016

Berretto Pentagon. E il completo è completato!

Ricordate il coprispalle viola-grigio che vi ho mostrato qualche post fa? Ho lavorato un berretto coordinato e il risultato mi piace moltissimo! Ecco qua il completo completato!


Anche il berretto è lavorato con i ferri circolari in tondo e quindi senza cuciture.
Ho usato lo stesso filato del coprispalle, ma i ferri di un numero inferiore per avere un lavoro un po' più sostenuto. E vi dirò, alla fine mi sono pentita di non avere usato i ferri n. 5. 
Il berretto è lavorato bottom up, cioè dalla fronte verso la sommità della testa. Mi sono ispirata a questo modello, ma ho apportato parecchie variazioni per adattare il modello allo spessore del filato e al modello del coprispalle con cui deve essere coordinato.

Spiegazione


Avviare 70 punti e chiudere il lavoro in tondo facendo attenzione che i punti di avvio non siano ruotati. Mettere un marcapunti per segnare l'inizio del ferro e lavorare a coste 2/2 (due diritti e due rovesci) per circa 4 cm. Poi continuare a punto cannolé alternando 5 ferri a maglia rasata diritta e 5 ferri a maglia rasata rovescia (ricordo che la maglia rasata in tondo si lavora diversamente da come si lavora con i ferri dritti. In quest'ultimo caso si alternano un ferro a diritto e uno a rovescio, mentre con i circolari, per la maglia rasata diritta si lavorano tutti i ferri a diritto e per la maglia rasata rovescia si lavora sempre a rovescio). Dopo circa  15-16 cm totali (per misurare tendete leggermente il lavoro e comunque regolatevi provando il berretto mentre è in lavorazione) iniziare le diminuzioni. Ho preferito fare le diminuzioni nella parte a maglia rasata diritta, in modo che risultassero meno visibili. Quindi ho distribuito 5 diminuzioni  durante l'ultimo ferro  della terza fascia a maglia rasata diritta e cioè ho lavorato due maglie insieme a diritto ogni 14 maglie. 
Poi ho lavorato un'altra fascia di 5 ferri a maglia rasata rovescia, senza diminuzioni.
Nel corso della successiva sezione a maglia rasata diritta ho lavorato le diminuzioni in ogni ferro. Nel primo ferro ho lavorato una diminuzione ogni 11 punti. Dal secondo ferro in poi ho incolonnato le diminuzioni, cioè le ho lavorate una sopra l'altra. Ho continuato a fare diminuzioni incolonnate anche nella successiva fascia a maglia rasata rovescia, solo che in questo caso ho lavorato 2 m. insieme a rovescio. Ho fatto le ultime diminuzioni (2 m. insieme a diritto) nel primo ferro dell'ultima fascia a m. rasata diritta, che però consisterà in soli 3 ferri. A questo punto tagliare una coda di filo sufficientemente lunga da poterla infilare in un ago da lana,  passarla all'interno dei punti rimasti e usarla per stringere molto bene tutti i punti. Fermare il tutto con qualche punto nascosto sul rovescio del lavoro nascondendo il filo.
Vedrete che, grazie alle diminuzioni incolonnate, si formerà un simpatico motivo pentagonale sulla sommità del berretto. Per questo motivo su Ravelry troverete questo completo con il nome di Pentagon.

Spero di essere stata chiara. In caso contrario sono sempre disponibile a dare ulteriori spiegazioni. Basterà lasciare un commento o scrivermi un' email. 

lunedì 14 marzo 2016

Biscotti "dormienti" pugliesi da colazione

Questa è una di quelle ricette preziose, da custodire nel proprio quadernetto delle ricette meglio riuscite. Sono davvero contenta di averla trovata e provata. Thanks to Pinterest!
Si tratta  di biscotti da colazione che appartengono alla tradizione pugliese. Vengono chiamati biscotti "dormienti" perché l'impasto deve riposare dalle dodici alle ventiquattro  ore e questo accorgimento conferisce loro una friabilità e una consistenza perfette per l'inzuppo.
Io ho provato la versione originale di un ragazzo pugliese trovata su cookaround, solo che ho sostituito metà della farina 00 con farina integrale, ho diminuito l'olio
a 150 g e lo zucchero a 300 g. Inoltre  ho aggiunto  la buccia grattugiata di due limoni biologici . Il risultato è stato ottimo! Per modellare bene i biscotti troverete delle dritte su questo post di Taly.
Successivamente io ne ho creata una versione  utilizzando una miscela di farine diverse, ma di questa ricetta parlerò in uno dei prossimi post. Intanto ecco la foto dei miei primi biscotti "dormienti".


Sono belli grandi e fate attenzione perché in cottura crescono abbastanza. Ma ovviamente nulla vieta di farli un po' più piccoli. Non preoccupatevi per l'odore di ammoniaca che emanano appena si apre il forno. Svanirà completamente dopo averli fatti raffreddare.

AGGIORNAMENTO: purtroppo i link che ho messo non funzionano più, le pagine forse sono state rimosse, non saprei. Vi lascio un altro link dove troverete la ricetta identica, dosi e procedimento.

martedì 8 marzo 2016

8 marzo - Giornata internazionale della donna.

Sinceramente non vedo cosa ci sia da festeggiare. La giornata di oggi preferisco chiamarla col suo vero nome: Giornata internazionale della donna. E' il giorno in cui è doveroso ricordare il lungo percorso, ancora in fieri, verso la conquista di diritti sacrosanti  e le lotte quotidiane contro discriminazioni e violenze di ogni genere da parte delle donne di ogni tempo e di ogni luogo.


http://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/19542-festa-della-donna-8-marzo-origini


sabato 5 marzo 2016

Liquore al mandarino e...tanti auguri al mio blog!

Mi sono resa conto ieri sera che il mio blog ha appena compiuto sette anni! L'ho aperto il 3 marzo 2009. E devo dire che sono passati in un soffio. Ma quante soddisfazioni! Per una blogger che all'inizio aveva solo quelle quattro nozioni basilari d'informatica, essere riuscita a gestire da sola questo spazio virtuale, raccogliendo 748 followers, tantissimi premi (sono un po' passati di moda, ma li conservo gelosamente, anzi penso che, anche se sono passati un po' di moda, prima o poi, li pubblicherò in una pagina dedicata del blog) e quasi due milioni di visualizzazioni...accidenti! Gira la testa! Per non parlare delle tantissime persone che mi scrivono via email e pure via Pinterest. Ringrazio tutti i lettori dell'attenzione con cui mi seguono e mi scuso se negli ultimi mesi non sono stata molto puntuale nell'aggiornare il blog. Ormai quasi superati i grossi problemi di salute in famiglia e ormai superato il periodo caldo sul lavoro dovuto agli scrutini quadrimestrali, spero di poter essere più presente nei prossimi mesi...almeno finché non inizia il delirio di fine anno scolastico.

Allora...avrei tante cosette da mostrarvi, ma visto che abbiamo un motivo per festeggiare, inizio con l'offrirvi un bel bicchierino di liquore al mandarino. Così potremo brindare tutti insieme al mio blog! L'ho preparato con i mandarini assolutamente biologici del mio giardino e 300 g di alcool rimasti dalla preparazione di un altro liquore (ve ne parlerò in seguito). Eccolo qua!

Ho seguito questa ricetta (click sulle parole colorate), ma ho dovuto adattare le dosi alla quantità ridotta dell'alcool che avevo a  disposizione. L'ho assaggiato  appena pronto (già, io amo produrre liquori fatti in casa, ma poi li assaggio soltanto) ed era già buonissimo. Ma com'è noto, i liquori devono riposare per alcuni mesi per dare il meglio di sé.
Attenzione! Se volete provare a produrre liquori in casa, vi raccomando di non saltare assolutamente un passaggio fondamentale per la vostra sicurezza: lasciate raffreddare lo sciroppo di zucchero prima di aggiungerlo all'infusione alcolica.