domenica 29 maggio 2011

Granita alle fragole

Estate sì...estate no...Sembra di sfogliare una margherita meteorologica! Un giorno c'è sole e fa caldo e uno è nuvoloso e fa fresco. Strano maggio quest'anno. Di solito in Sicilia a maggio si va già al mare, ma quest'anno l'estate fa fatica ad arrivare. Io però mi sono portata avanti e, al primo giorno di caldo vero, ho deciso che era ora di aprire la stagione delle granite, dei gelati, delle torte fredde e via discorrendo...con buona pace della dieta. Tanto i sensi di colpa li tengo a bada resistendo per tutta la settimana e andando a briglia sciolta solo la domenica.
Ecco la buonissima granita alle fragole che ho preparato ieri (c'era caldo) da consumare oggi (c'era fresco, ma ormai...il peccato di gola era già fatto!).


Il bello delle mie granite è che si possono preparare anche se non si ha la gelatiera. Bastano un frullatore a immersione e un buon freezer. Pronte? Eccovi la ricetta:

Ingredienti:
500 g di fragole
450 g di zucchero (per me sono sufficienti, ma potete anche abbondare a vostro gusto)
una bustina di vanillina
1 litro d'acqua

Lavare le fragole, togliere il picciolo e tagliarle a pezzetti. Metterle in una ciotola abbastanza alta da contenere la granita e cospargerle con un paio di cucchiai di zucchero. Poi mettere lo zucchero rimanente e l'acqua in un tegame e metterli a scaldare. Non è necessario far bollire, basterà che lo zucchero si sciolga bene. Poi far raffreddare e aggiungere il liquido alle fragole insieme alla vanillina. Mescolare bene e mettere in freezer a gelare. Dopo un paio d'ore, quando il composto si sarà in parte consolidato, frullare una prima volta con il frullatore ad immersione. A questo punto anche le fragole saranno frullate e ridotte in finissima purea. Rimettere in freezer e aspettare che la granita si sia gelata ancora un po'. Frullare una seconda volta. In questo modo otterremo una granita a grana fine, che non si gelerà più del tutto, rimanendo abbastanza granulosa da poter essere consumata dopo un breve periodo di scongelamento. Occorreranno parecchie ore per completare il procedimento, quindi consiglio di preparare la granita la mattina se si vuole servire la sera o il pomeriggio se si vuole servire il giorno dopo, magari al mattino con un po' di panna e una brioche, come si usa fare qui in Sicilia. Buona da morire!

Ringrazio la mia amica Maria che mi ha passato la ricetta e mia suocera che mi ha regalato il suo graziosissimo servizio da granita degli anni '50. Peccato che la mia brutta foto (come al solito!) e il colore intenso della granita, che nasconde il finissimo decoro del bicchierino, non gli rendano giustizia.
Il centrino non è opera mia. L'ho comprato anni fa al mercato per soli 50 centesimi su una bancarella di pizzi usati. Ogni tanto, fra tanta roba inutilizzabile, si trova qualcosa di bello. Io, dopo averlo lavato e tinto con il té per dargli la colorazione avorio che volevo, lo uso in cucina come copribarattolo, ma vi assicuro che la lavorazione perfetta, l'ottimo stato di conservazione e il filo sottile con cui è lavorato avrebbero potuto benissimo fargli conquistare un posto in salotto. Ho fatto un buon affare insomma.

A presto, magari con altre golose granite, se il caldo si decide ad arrivare!

lunedì 23 maggio 2011

Un eroe da non dimenticare

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

Avrei voluto ricordare Giovanni Falcone solo con questa sua celebre frase, che è diventata il motto di tutti i siciliani che come me provano ribrezzo per la mafia.

Ma sono troppo triste. Come tutti gli anni in questo giorno piango un eroe, colui che per me e per tanti siciliani onesti e ingiustamente identificati in ogni angolo del mondo con un'organizzazione malavitosa ignobile, è stato una speranza fattasi uomo.

Oggi sono ancora più triste, perché in questi giorni sono tornate d'attualità le teorie di Giovanni Falcone sul sistema di collusioni che alimenta il fenomeno mafioso.

E allora la mia tristezza mi porta a ricordare il grande magistrato ucciso il 23 maggio 1992 insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della sua scorta Di Cillo, Montinari e Schifani, anche con queste altre sue frasi dal sapore amaro, amarissimo:

"La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra, con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione."


"In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere."

giovedì 19 maggio 2011

Una vecchia bomboniera

Oddio, proprio vecchia non direi. Diciamo...vintage, che va più di moda, e d'altra parte anche le bomboniere all'uncinetto sono tornate di moda!
Dato che siamo in pieno nel periodo delle Prime Comunioni, ho deciso di farvi vedere la bomboniera che preparai per la Prima Comunione di mia figlia, più di tredici anni fa.
Provai diversi centrini, tutti bellissimi, ma troppo elaborati per poterne fare trenta nel poco tempo che avevo libero dal lavoro ancora fuori sede e dagli impegni familiari che allora, con il bambino ancora piccolo erano davvero pressanti. Così optai per un modello bello, ma non troppo impegnativo e mi misi al lavoro, sempre in tandem con mia madre che me ne realizzò un buon numero. Quando finimmo i trenta centrini che mi occorrevano, li portai da una bravissima signora che confezionava e vendeva bomboniere e lei, dopo avermi fatto un sacco di complimenti bla bla bla, ebbe l'idea di non confezionarli nel solito modo, bensì dando loro la forma di graziosi cappellini. Perché la mia Irene potesse distribuirle a parenti ed amici le accomodai per bene in un grande vassoio. Guardate un po'!




Io ho cercato di riconfezionarla allo stesso modo, anche se ovviamente non sono brava come quella signora. Ho usato perfino i fiori originali, dei piccoli narcisi in pasta di mais. E adesso non ho più voglia di disfarla, mi piace tanto ancora oggi e...quanti bei ricordi!

Il centrino è questo:



E' lavorato con cotone n. 16 e uncinetto n. 0,75. L'unico passaggio un po' più complicato è il giro con i piccoli tulipani che è quello in cui poi si passerà il nastrino. Lo schema era su una vecchia rivista della Casa Editrice Alexandra, Tricot casa o Tricot selezione, non ricordo. Come sapete evito di pubblicare schemi tratti da riviste per non violare il copyright, ma sono disponibile ad inviare per posta elettronica a chi fosse interessata sia questo, sia altri schemi adatti per bomboniere. Il mio indirizzo e-mail è sul profilo.

Delle bomboniere che preparai per la Prima comunione di mio figlio ho già parlato sul blog. Erano tutte diverse l'una dall'altra. Potete farvene un'idea cliccando qui.

A presto!


mercoledì 18 maggio 2011

Premiata e felice! Superate le 200.000 visite!!!


Parafrasando la vecchia canzone di Carmen Consoli "Confusa e felice" (dovete sapere che io sono affetta da una strana mania: ogni frase, quasi ogni parola, mi fa venire in mente una canzone... vogliamo chiamarla musicomania? Se conoscete il nome vero di questa psicopatologia comunicatemelo, eh!), felicemente vi annuncio che ho ricevuto un altro premio!
Me lo ha attribuito Michela del blog nonsonostataiostyle. E' una bravissima blogger che crea bijoux davvero originali!
E, roba da non crederci, non mi sono accorta che il mio blog ha raggiunto, e ormai superato di un bel po', le 200.000 visite!!!

Per festeggiare dedico il premio, non solo ai lettori fissi come faccio spesso, ma a tutti i visitatori del mio blog. Duecentomila volte grazie a tutti!


AGGIORNAMENTO 21 MAGGIO 2011
Anche l'amica Milù mi ha attribuito lo stesso premio! Ringrazio tantissimo Milù che continua a detenere un primato: è l'amica blogger che mi ha premiata di più! Grazie, grazie, grazie Milù!

martedì 17 maggio 2011

Sfiziosità in cucina e copertina n. 3

Oggi vi voglio tentare con queste due sfiziosità da me preparate e letteralmente divorate da tutta la mia famiglia ieri sera.
Le patate potrebbero sembrare delle normalissime patate al forno, ma non lo sono. E' una ricetta di Federica De Denaro, ex inviata de La vita in diretta che adesso ha una rubrica di cucina all'interno del programma A casa di Paola su Rai Uno. Attribuita doverosamente la pater...no...la maternità della ricetta vi descrivo brevemente il procedimento.

Sbucciare , lavare e tagliare a tocchetti le patate. Sbollentarle finché saranno quasi cotte. Accendere il forno a circa 200 gradi e introdurvi una teglia foderata con cartaforno e irrorata di olio extravergine di oliva. Mentre l'olio si scalda, in una capiente ciotola grattugiare del parmigiano o del grana (abbondare nella quantità), aggiungere del prezzemolo tritato, sale e pepe. Disporre le patate nella teglia pre-riscaldata e far gratinare in forno fino a quando si sarà formata una bella crosticina. Durante la gratinatura rigirare le patate almeno una volta.

Le polpette che vedete in primo piano sono invece a base di ricotta e spinaci, ma la cosa sorprendente è che sono cotte in forno! Quindi hanno due pregi: sono buonissime e leggere!
Le ho viste sul blog nelcuoredeisapori che a sua volta le ha riprese da un altro blog. Quando le ricette sono buone e ben collaudate fanno sempre dei gran giri in rete. Provatele, non vi deluderanno!

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Approfitto di questo post per dare un'anticipazione del mio attuale work in progress. Tanto per cambiare...un'altra copertina per la piccola Antonella!


Questa volta però non vi dico nulla a proposito del modello, dovrete aspettare finché non avrò finito. Coraggio però! Dopo mesi di esercizio posso finalmente dire di aver imparato il metodo continental e quindi sono diventata veloce, molto più veloce! Sono già arrivata a metà del lavoro. Grazie a Emma per avermi insegnato con i suoi video e incoraggiata con le sue e-mail!

sabato 14 maggio 2011

Piastrelle per Federica

Inserisci link
Ci tenevo a farvi vedere questo mio piccolo contributo alla coperta dell'amicizia di Federica. Anche a lei piacciono le piastrelle insolite, così ho cercato tra i miei innumerevoli schemi e ho lavorato queste tre piastrelle. Adesso lei applicherà un'etichetta con il mio nome dietro le piastrelle e le cucirà alla sua coperta. Mi sembra un'idea molto carina!
La prima piastrella è realizzata con il Flor Dàlia. Ci ho messo una vita a trovare un video per capire come caspita si facesse! Poi finalmente l'ho trovato qui, sul sito Aprendendo croche. Il video e la spiegazione sono in portoghese, ma le immagini rendono il tutto perfettamente comprensibile. L'autrice del Flor Dàlia però è Delma e sul suo blog ha pubblicato tantissimi lavori in cui utilizza questo fiore.
La seconda, quella in verde chiaro per intenderci, l'ho rifatta a memoria dopo....trentacinque anni, aggiungendo di mio soltanto il centro del fiore. Infatti la realizzai con le spiegazioni di un giornale dell'epoca (ormai non so che fine abbia fatto), credo un inserto di Grand Hotel, perché mia madre voleva fare una copertina per la mia terza sorella che stava aspettando. Siccome io e mamma abbiamo sempre lavorato in tandem, io feci il campione e lei la copertina. A tutt'oggi quella copertina è bellissima e fa il suo lavoro su tutti i neonati della nostra famiglia!
Lo schema della terza invece l'ho trovato su Ravelry. Si chiama Freesia square . Le non iscritte possono trovarlo in inglese in questo post. Io ho solo aggiunto due giri di maglia bassa per raggiungere la dimensione giusta.
Certo che si capisce che mi piacciono i fiori, eh! Ho appena notato che tre piastrelle su tre sono ispirate a un fiore: dalia, margherita, fresia!

Saluto Federica e auguro a tutte un buon fine settimana!

lunedì 9 maggio 2011

Mini Undine shawl.


L'ho sbloccato stamattina e l'ho subito fotografato in giardino. Oggi c'era un bellissimo sole e ne ho approfittato, così come ho approfittato del magnifico sfondo costituito dalle mie rose rosse in piena fioritura. E' un mini Undine, non è venuto molto grande perché avevo a disposizione solo 100 grammi di filato di lino e viscosa della Modafil, che conservo da tempo immemorabile. Più di vent'anni fa acquistai per corrispondenza diversi gomitoli di questo bellissimo filato per farmi un cardigan. Avevo la bambina molto piccola però e non avevo tempo per farlo a mano, così decisi di commissionarlo ad una signora che me lo lavorò a macchina. Avanzarono questi due gomitoli e solo ora ho deciso che uso farne. Ho usato i ferri circolari n. 4. Nella seconda foto (cliccateci sopra e s'ingrandirà) si vede meglio la particolarità del filato color corda, molto grezzo, ma ingentilito dalla lucentezza della viscosa.

Che ne dite? Spero che, anche se è piccolino, mi torni utile da indossare sugli abiti scollati durante le fresche serate estive, che qui in Sicilia sono davvero poche, pochissime in verità.
Ricordo che il modello Undine è di Christine Ebers e si trova gratuitamente su Ravelry, ma anche in pdf sul blog dell'autrice. Il pattern è in inglese e in tedesco, ma ricordo che io l'ho tradotto in italiano con autorizzazione dell'autrice. Trovate la mia traduzione cliccando sul link a destra.
Ho saputo di almeno due lettrici del mio blog che hanno iniziato il loro Undine. Con una di loro abbiamo avuto un utile scambio di e-mail. In pratica abbiamo fatto un Kal a due (knitting along, cioè eseguire lo stesso lavoro a maglia insieme). E' Francesca del blog Il mondo creativo di Francesca, che saluto!


Bollettino medico sui figli varicellosi: stanno meglio. Ormai, dopo sette giorni dall'inizio della malattia, quasi tutte le vescichette stanno diventando crosticine. Quindi la guarigione è vicina. In compenso ieri ho saputo che si è ammalata anche mia nipote, proprio mentre era a Fabriano con i genitori per ritirare il suo terzo premio letterario. L'ha vinto con un'altra delle dolcissime poesie che scrive, sia in italiano che in dialetto siciliano.
Una bella epidemia in famiglia quindi, non c'è che dire!
Barbara, mia nipote, mi legge quindi permettetemi di dirle: "Complimenti Barbara, sei bravissima! Sono orgogliosa di te!".

domenica 8 maggio 2011

Happy mother's day!

Fra tutte le poesie che sono state scritte sulla figura materna ce n'è una che, anche se la so a memoria, nel rileggerla mi commuove sempre. E' Se fossi pittore, di Edmondo De Amicis.
Oggi la riporto sul mio blog e la dedico a tutte le mamme del mondo.

Se fossi pittore

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni:
mia madre ha sessant'anni,

e più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un accenno, un guardo, un riso, un atto
che non mi tocchi dolcemente il core;
ah, se fossi pittore,
farei tutta la vita il suo ritratto!

Vorrei ritrarla quando china il viso
perch'io le baci la sua treccia bianca,
o quando, inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso

Pur, se fosse il mio priego in ciel accolto,
non chiederei di Raffael da Urbino
il pennello divino
per coronar di gloria il suo bel volto;

vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei,
veder me vecchio, e lei
dal sacrificio mio ringiovanita.
(Edmondo De Amicis)


Quest'anno il caso ha voluto che la Festa della Mamma cadesse l'8 maggio, giorno in cui si festeggia la nascita di Maria , la Mamma di Gesù e di tutti i cristiani. Una volta, in verità, la Festa della mamma era sempre l'8 maggio, proprio per questo motivo. Anche a Lei voglio dedicare un pensiero e una preghiera: che aiuti tutte le mamme del mondo a seguire il suo esempio di immenso amore.


Alla mia mamma un augurio speciale, naturalmente. Oggi sono un po' triste perché non potrò andare da lei a farle gli auguri. Sapete perché? Entrambi i miei figli hanno la varicella!!! L'hanno presa dal cuginetto e, passati i canonici quindici giorni di incubazione...febbre e vescichette dappertutto! E' incredibile. Da piccoli non hanno preso neanche una malattia esantematica e adesso che sono grandi...mamma mia! Sembrano due mostri pustolosi!
AGGIORNAMENTO: ce l'ho fatta! Stamattina, a sorpresa, mio marito ha comprato due splendidi mazzi di rose, uno per la sua e uno per la mia mamma e oggi pomeriggio, approfittando della pennichella pomeridiana dei due varicellosi, siamo andati a trovare le nostre mamme. Non vi dico le loro facce nel vedere il loro figlio-genero fare un gesto del genere. Vi ho già detto altre volte che mio marito non è il tipo da regalare fiori, preferisce andare su regali più "concreti", dice lui. Ma da un po' di tempo a questa parte sta cambiando e ogni tanto si lascia andare a qualche tenerezza in più. Sarà l'età? Che dite, mi devo preoccupare? Mah!

Happy Mother's Day!

A presto, ieri ho bloccato l'Undine e non vedo l'ora di mostrarvelo!

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NB: le immagini sono state tratte dal web. La seconda è un bellissimo santino della metà degli anni '50. Nel caso qualcuno avesse dei diritti su di esse mi scriva pure. Sono disponibile a rimuoverle o a citare la fonte.